| Piritoo | |
|---|---|
| Nome orig. | Πειρίθοος |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Sesso | Maschio |
| Professione | Re dei Lapiti |

Piritoo (in greco antico Πειρίθοος?, Peiríthoos) è un personaggio della mitologia greca. Fu un re dei Lapiti e viveva nella città di Larissa in Tessaglia.
Figlio di Issione e di Dia, Omero invece, nell'Iliade lo fa concepire da Zeus. Era fratello di Tisadia, fratellastro di Euritione e fu sposo di Ippodamia e padre di Polipete.

Partecipò alla spedizione degli Argonauti alla ricerca del vello d'oro e fu un grande amico di Teseo. Durante il suo matrimonio con Ippodamia, figlia di Bute, Piritoo invitò alle nozze i centauri che ubriacatisi cercarono di molestare la sposa. Nella guerra che seguì fu aiutato da Teseo e dai Lapiti e una volta vinta scacciò il re dei centauri Euritione e i suoi seguaci dal monte Pelio e dall'intera Tessaglia.
Dopo la morte di Ippodamia (che morì poco dopo la nascita di Polipete) si recò nell'oltretomba insieme a Teseo nel tentativo di rapire Persefone ma il dio Ade li fece sedere su due troni di pietra che si rivelarono essere i seggi dell'oblio.
Quando Eracle scese negli inferi per rapire Cerbero li incontrò e liberò Teseo ma non poté fare altrettanto con Piritoo poiché la terra iniziò a tremare, segno che per gli dèi inferi il Lapita doveva restare nell'Ade.
Secondo Virgilio, Teseo dopo la morte fu nuovamente condannato a sedersi sul trono dell'oblio da Ade (e stavolta per sempre), mentre Piritoo oltre a non essere stato liberato in precedenza da Eracle, rimase incollato sul seggio fino alla morte terrena, dopodiché, sempre nel Tartaro, venne condannato a sostare sotto una rupe, sulla cui sommità c'era una pietra in bilico, sempre sul punto di cadergli addosso.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 31153124349524492652 |
|---|