Poale Zion (פועלי ציון, «Lavoratori di Sion»), trascritto anche Poalei Zion o Po'alei Zion, fu un movimento politico internazionale del sionismo socialista, sviluppatosi fra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Riuniva organizzazioni che cercavano di conciliare il socialismo con la costituzione di un centro nazionale ebraico in Palestina.
Tra i suoi principali teorici figurò Ber Borochov, che elaborò un'interpretazione marxista della questione nazionale ebraica.
I primi gruppi di Poale Zion sorsero nell'Impero russo come associazioni locali e regionali. Successivamente furono costituite organizzazioni nazionali anche nell'Impero austro-ungarico, negli Stati Uniti d'America, nel Regno Unito, in Argentina, in Romania e in Palestina.
Nel 1906 Borochov contribuì alla costituzione del Partito operaio socialdemocratico ebraico Poale Zion nell'Impero russo. Nel 1907 venne fondata un'unione mondiale, il cui primo congresso si svolse all'Aia nell'agosto dello stesso anno.
Fra il 1919 e il 1920 il movimento si divise in una corrente di destra e una di sinistra. Le divergenze riguardavano il rapporto con le internazionali socialiste e comuniste, la collaborazione con le altre componenti del sionismo e il ruolo dell'attività in Palestina.
La corrente di destra assunse un orientamento socialdemocratico, mentre quella di sinistra mantenne posizioni marxiste rivoluzionarie e cercò di aderire all'Internazionale Comunista. Il tentativo di affiliazione non ebbe successo.
Le due correnti si distinsero anche per le rispettive politiche culturali: la sinistra attribuiva particolare importanza alla lingua yiddish e alla sua cultura, mentre la destra sosteneva maggiormente la diffusione dell'ebraico moderno.
Il partito palestinese si costituì nel 1906 e si consolidò nel 1907 sotto la guida di Yitzhak Ben-Zvi. Organizzò attività sindacali e scioperi e pubblicò inizialmente un giornale in yiddish; nel 1910 fondò il periodico ebraico Ha-Ahdut.
Nel 1919 una parte importante dell'organizzazione confluì, insieme ad altri gruppi operai, in Ahdut HaAvoda. Quest'ultimo si unì nel 1930 a Hapoel Hatzair, dando origine al Mapai.
Fra le due guerre mondiali la Polonia divenne uno dei principali centri della sinistra di Poale Zion. Il partito partecipò alla vita politica locale e promosse scuole, pubblicazioni e iniziative culturali in yiddish, collaborando in alcuni ambiti con il Bund.
Durante la seconda guerra mondiale esponenti di entrambe le correnti parteciparono alle attività di assistenza e alla resistenza ebraica. Nella rivolta del ghetto di Varsavia del 1943 furono presenti unità legate alle due organizzazioni.
Nella Polonia del dopoguerra le organizzazioni di Poale Zion furono sciolte nel 1950 nel contesto della soppressione dei partiti ebraici da parte delle autorità comuniste.
L'elaborazione di Borochov collegava la questione nazionale ebraica alla struttura economica e sociale delle comunità della diaspora. La concentrazione territoriale in Palestina avrebbe consentito lo sviluppo di un proletariato ebraico e di una lotta di classe su una base economica autonoma. Queste tesi furono esposte nel programma Nasha platforma («La nostra piattaforma»), pubblicato nel 1906.
L'interpretazione di questo patrimonio teorico e il rapporto fra attività socialista nei paesi della diaspora e insediamento in Palestina variarono fra le organizzazioni nazionali e furono oggetto di persistenti controversie interne.
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