| Polidipsia | |
|---|---|
| Specialità | endocrinologia, psichiatria e psicologia clinica |
| Eziologia | mutation, autoimmunità, danno alla testa, infezione, tumore, idiopatico e ipopituitarismo |
| Classificazione e risorse esterne (EN) | |
| ICD-9-CM | 783.5 |
| ICD-10 | R63.1 |
| MeSH | D059606 |
| MedlinePlus | 003085 |
La polidipsia (composto del gr. πολύς, «molto», e δίψα, «sete») è uno stato di sete intensa che porta il paziente a ingerire notevoli quantità di liquidi.
La polidipsia può essere primitiva, per coinvolgimento del centro cerebrale della sete, oppure secondaria, a causa del calo della quantità di acqua presente nell'organismo.
Nel caso di polidipsia primitiva, le cause possono essere cerebrali, come ad esempio lesioni del diencefalo oppure psichiatriche, e in questo caso si parla di polidipsia psicogena.
Nel caso di polidipsia secondaria, le cause consistono in un'aumentata perdita di acqua avvenuta attraverso la cute, le urine o l'apparato gastroenterico. Fa parte del corredo sintomatologico del diabete, in parte a causa dell'aumento di volume delle urine per l'effetto osmotico esercitato dal glucosio che non riesce a essere riassorbito dal rene essendo i suoi trasportatori già tutti saturati, in parte per l'incremento dell'osmolarità plasmatica secondaria all'aumento di concentrazione del glucosio stesso e di altri metaboliti osmoticamente attivi.
La polidipsia è uno dei fattori fisiopatologici che determinano iponatriemia.