| Ponte diga del Chievo | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Attraversa | Adige |
| Coordinate | 45°27′37.19″N 10°56′42.65″E |
| Dati tecnici | |
| Tipo | Diga |
| Materiale | Calcestruzzo armato e acciaio |
| Realizzazione | |
| Costruzione | 1920-1923 |
| Mappa di localizzazione | |
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Il ponte diga del Chievo è una diga, con anche funzione di ponte ciclo-pedonale, situato lungo il fiume Adige nella città di Verona, nei pressi della frazione di Chievo.

La struttura, in cui si fece uso di materiali quali il calcestruzzo e l'acciaio, venne iniziata nel 1920 e inaugurata il 29 marzo 1923. La costruzione fu finanziata da un consorzio formato dal Comune di Verona e da alcune realtà industriali dell'epoca: le Cartiere Fedrigoni, i Mulini Consolaro e il Cotonificio Veneziano.
Lo scopo della diga era principalmente quello di elevare il livello dell'acqua dell'Adige per aumentarne l'immissione nell'attiguo canale Camuzzoni, che qui inizia il suo corso. Il canale, realizzato a fine Ottocento, era infatti fondamentale per l'alimentazione delle centrali idroelettriche e delle fabbriche poste in località Basso Acquar, zona industriale sorta a sud di Verona.
Il 25 aprile 1945 la diga fu gravemente danneggiata dai soldati tedeschi che si stavano ritirando e fu quindi ricostruita, rispettando le caratteristiche dell'originale, nel 1946.
Il ponte-diga è costituito di otto arcate. Nell'ultima, sulla destra, è presente una conca che, tramite la gestione dei livelli delle acque, consentiva anche la navigazione fluviale al tempo della costruzione ancora presente.
Tutte le fasi della costruzione furono documentate dal fotografo da Gustavo Alfredo Bressanini, titolare di uno studio fotografico presente a Verona e fondato dal padre. A seguire alcune delle foto scattate.