Un pozzo perdente è un'opera sotterranea che riceve acqua e la disperde nel terreno circostante mediante infiltrazione. Nella gestione delle acque meteoriche, cioè dell’acqua proveniente dalle precipitazioni, offre uno spazio di accumulo temporaneo dal quale l'acqua passa gradualmente nel sottosuolo, contribuendo a ridurre il deflusso superficiale e a ricaricare le falde acquifere.
L'infiltrazione delle acque meteoriche va distinta dallo smaltimento di liquami e reflui: la natura delle acque immesse e le caratteristiche del sito determinano il rischio di contaminazione del sottosuolo.
Il pozzo può essere costituito da uno scavo riempito con materiale granulare permeabile, come ghiaia o pietrisco, oppure da una camera con pareti perforate, realizzata con elementi in muratura, calcestruzzo o materiali plastici e circondata da un riempimento drenante. L'acqua viene temporaneamente immagazzinata nella camera o nei vuoti del riempimento e attraversa le superfici di contatto con il terreno.
La quantità infiltrata dipende dalla permeabilità del suolo, cioè dalla facilità con cui l’acqua riesce ad attraversarlo; la capacità di accumulo dipende dalle dimensioni dell'opera e dal volume dei vuoti. Sono necessarie indagini sul posto per valutare il comportamento del terreno.
I pozzi perdenti sono utilizzati dove lo spazio disponibile in superficie è limitato, come alternativa alle trincee di infiltrazione. La dispersione avviene in modo concentrato, attraverso un'opera sotterranea.
Nelle opere per l'invarianza idraulica e il drenaggio urbano sostenibile, l'infiltrazione può affiancare l'accumulo temporaneo delle acque. Il pozzo riduce il volume convogliato a valle, mentre una vasca di laminazione con scarico regolato agisce sul rilascio nel tempo. La scelta e la combinazione delle opere dipendono dalle condizioni del sito.
L'utilizzo richiede una permeabilità adeguata, una valutazione della profondità della falda e della distanza da edifici e altre strutture. Le acque immesse devono essere compatibili con la tutela del sottosuolo; i sistemi sotterranei non attraversano lo strato superficiale vegetato che può contribuire alla depurazione nei sistemi di infiltrazione superficiale.
Il deflusso può trasportare sedimenti, idrocarburi, metalli e altri contaminanti. Il trattamento prima dell’ingresso nel pozzo, per esempio facendo depositare i sedimenti e separando gli oli, può proteggere la qualità dell'acqua e limitare l'intasamento dell'opera. La verifica idrogeologica e il monitoraggio sono rilevanti anche per valutare il contributo alla ricarica e il rischio di contaminazione.
La manutenzione comprende la rimozione dei sedimenti e dei detriti dai dispositivi di pretrattamento e il controllo del comportamento del pozzo, anche attraverso punti di osservazione. L'intasamento e i periodi prolungati di terreno bagnato possono ridurre la prestazione rispetto a quella attesa.
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