| Prada Marfa | |
|---|---|
| Autore | Elmgreen & Dragset |
| Data | 2005 |
| Materiale | vari |
| Ubicazione | U.S. Route 90, Valentine |
| Coordinate | 30°36′12.48″N 104°31′06.58″W |
Prada Marfa è un'installazione artistica permanente di land art realizzata dal duo di artisti scandinavi Michael Elmgreen e Ingar Dragset, situata lungo la U.S. Route 90 all'interno della contea di Jeff Davis, nello Stato del Texas. La struttura sorge in pieno deserto di Chihuahua, posizionata precisamente 2,3 km a nord-ovest della cittadina di Valentine e a circa 42 km di distanza in linea d'aria dal centro urbano di Marfa. Inaugurata ufficialmente il 1º ottobre 2005, l'opera è stata progettata ed edificata in stretta sinergia con gli architetti statunitensi Ronald Rael e Virginia San Fratello, registrando un costo di produzione complessivo pari a 120 000 dollari finanziati da fondi no-profit per l'arte contemporanea.
Dal punto di vista concettuale e della tutela strutturale, l'edificio – configurato come una riproduzione iperrealista e sigillata di una boutique di lusso a marchio Prada – era stato originariamente concepito per rimanere del tutto privo di manutenzione edilizia; nei piani iniziali dei creatori, l'opera avrebbe dovuto subire un progressivo e lento degrado biologico ed atmosferico, destinato a integrarla e riassorbirla spontaneamente all'interno dell'ambiente desertico circostante. Tale intento filosofico dovette tuttavia essere accantonato a ridosso dell'apertura: appena tre giorni dopo l'inaugurazione, un gruppo di ignoti ha vandalizzato le pareti esterne in stucco con scritte e graffiti, facendo irruzione forzata all'interno delle vetrine per sottrarre borse e scarpe della collezione autunno-inverno 2005 donate personalmente da Miuccia Prada. A seguito del pesante danneggiamento, le fondazioni promotrici Ballroom Marfa e l'Art Production Fund hanno optato per il ripristino totale della struttura, installando sistemi di videosorveglianza avanzati, vetrate rinforzate e allarmi volumetrici per preservare l'integrità dell'esposizione.

Sotto il profilo architettonico e strutturale, l'edificio è stato progettato per replicare fedelmente le fattezze di una boutique del marchio milanese, impiegando per la sua edificazione materiali edili tradizionali quali mattoni, intonaci, vernici, pannelli in vetro, telai in alluminio, fibre di legno a media densità (MDF) e rivestimenti in moquette. La facciata anteriore dell'installazione è caratterizzata da due ampie vetrate trasparenti, concepite per consentire l'osservazione visiva di una selezione di accessori originali Prada. Questa esposizione interna include venti scarpe sinistre e sei borse, scelte e fornite personalmente dalla stilista Miuccia Prada dalla collezione autunno-inverno 2005; la maison di moda ha inoltre accordato formalmente al duo di artisti l'autorizzazione all'utilizzo del marchio registrato per la concretizzazione del progetto.
Dal punto di vista della teoria critica dell'arte, gli ideatori hanno definito l'opera come un "progetto di arte del paesaggio pop-architettonica", strutturando una parodia visiva del consumismo e dei codici del lusso occidentale inserita in un contesto isolato. Nel corso degli anni, l'installazione è divenuta anche oggetto di dinamiche interattive spontanee da parte dei visitatori: lungo il basso muretto perimetrale in cemento che circonda le fondamenta della struttura, centinaia di viaggiatori e turisti hanno depositato i propri biglietti da visita commerciali, ancorandoli alla superficie attraverso l'uso di piccoli sassi prelevati dal suolo desertico circostante.


A ridosso del completamento, l'installazione artistica è stata oggetto di un pesante atto di vandalismo: la struttura edilizia ha subito estesi danni strutturali ed è stata interamente depredata della componentistica espositiva interna, che includeva sei borse e quattordici calzature originali. Durante la medesima irruzione, le pareti esterne in stucco sono state imbrattate con vernice spray mediante l'apposizione del vocabolo "dumb" ("stupido" in inglese) e della locuzione "dum dum". Al fine di preservare l'opera, le fondazioni promotrici Ballroom Marfa e l'Art Production Fund hanno disposto l'immediato restauro del plesso con la completa ridipintura delle facciate e il ripristino dei pezzi della collezione. Nelle successive sessioni di allestimento delle vetrine, i nuovi articoli di pelletteria a marchio Prada sono stati dotati di un sistema di tracciamento e sicurezza elettronico ad attivazione pneumatica, collegato direttamente alla centrale operativa dello sceriffo della contea di Jeff Davis per prevenire ulteriori tentativi di furto.