
Il tappeto erboso o prato rasato o pelouse è una tipologia di prato costruito artificialmente, che si trova presso abitazioni, parchi e impianti sportivi. Si distingue dal prato in senso generico per essere basso senza fiori in quanto costantemente rasato con un tosaerba.

Costituito da grande rusticità, è usato per stabilizzare le rive dei fiumi e inverdire le piste da sci. È adatto in situazioni dove si richiede poca manutenzione.
Viene utilizzato presso giardini pubblici e spazi verdi privati. Deve essere molto resistente al calpestamento.
È un prato molto fitto e uniforme usato nei campi da gioco (calcio, golf ecc.). Occorrono specie dalla foglia molto sottile, che permettano una perfetta rasatura.
Prato costituito da una sola specie di erba: richiede molta attenzione, irrigazione costante (più facile in climi senza periodo di siccità estiva) ed è soggetto ad attacchi di erbe infestanti.
Si utilizzano perlopiù graminacee appartenenti ai generi Agrostis, Cynodon, Poa, Festuca, Lolium, Paspalum, Pennisetum, Stenotaphrum, Zoysia, oltre alla Dichondra delle Convolvulacee. La scelta dell'erba è importante soprattutto in relazione alla tipologia climatica (e microclimatica) nella quale si trova il prato da allestire.
Le erbe si distinguono in microterme e macroterme che si differenziano per le differenti condizioni con le quali crescono le radici (10-19 °C nel primo caso, 23-32 °C nel secondo). Altre caratteristiche importanti sono l'uniformità di crescita, la resistenza al calpestamento e la rapidità di sviluppo. Spesso si mescolano più tipi di erba per avere più resistenza al clima con estate calda e secca (mediterraneo o submediterraneo) e ai parassiti.
È consigliato il periodo primaverile; nel periodo autunnale si possono avere buoni risultati non spingendosi troppo oltre ottobre, mentre per quanto riguarda l'estate (escludendo le specie microterme che arrestano la crescita a 30 °C) si dovrà porre attenzione con annaffiature frequenti, specie nelle regioni con periodo secco estivo.
Il prato andrebbe rasato ogni settimana, massimo quindici giorni, durante tutto il periodo di vegetazione (primavera–autunno).
Esiste una pratica (in inglese mulching) di riciclaggio sul posto, che consiste nello sminuzzare l’erba con il tosaerba e di non raccoglierla nel cestello, ma di lasciarla sul prato come fertilizzante organico. Ciò risulta utile per risparmio di lavoro sui prati di ampie dimensioni, mentre può avere effetti dannosi sulle tipologie di specie presenti.

Recentemente si è diffuso anche in Italia l'acquisto del prato a zolle o a rotoli (o pellicce), che permette di avere un prato rasato omogeneo pronto da collocare anche nelle condizioni di terreno più sfavorevoli.
I motori a scoppio delle macchine da giardino per il loro rumore possono arrecare disturbo, a seconda dei comuni sono stabiliti gli orari di divieto. Le emissioni dei gas di scarico della marmitta sono inquinanti dell'aria, in particolar modo per il guidatore.
I tosaerba, a differenza delle altre macchine falciatrici, uccidono macinandoli la maggior parte di artropodi, insetti e microfauna presenti nell'erba (ad esempio: farfalle, lucciole, grilli ecc.), anche la biodiversità di erbe e fiori di prato viene compromessa favorendo specie banali e infestanti. La pratica del mulching favorisce la formazione di un feltro sul terreno che favorisce le infestanti inoltre aumenta l'apporto di azoto e di odori sgradevoli.
Notevoli i consumi idrici in climi asciutti.
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