Prima (ora canonica)
Coloro che celebrano nel rito tradizionale sono ancora tenuti a recitare l'ora di Prima, secondo il seguente schema:
- Segno di croce con l'invocazione: ℣ Deus in adiutorium meum intende. ℟ Domine ad adiuvandum me festina, seguita dal Gloria Patri e dall'Alleluia (o dal Laus tibi in Quaresima)
- L'inno ecclesiastico Iam lucis orto sidere
- La salmodia, composta da tre salmi o parti di salmi, ciascuno dei quali si conclude con il Gloria Patri. All'inizio del primo salmo e alla fine del terzo si dice l'Antifona, presa dal proprio del tempo oppure dal Proprio o dal Comune nelle feste.
- Il canto del capitulum, che è sempre tratto dalla Prima lettera di Paolo a Timoteo, 1, 17 (Regi saeculorum). Al termine di esso, si risponde come di consueto Deo gratias.
- Il responsorio breve Christe, fili Dei vivi, miserere nobis, alternato al versetto Qui sedes ad dexteram Patris (in Avvento Qui venturus es in mundum, nel tempo di Natale e nelle feste mariane Qui natus es de Maria virgine, nel tempo di Epifania Qui apparuisti hodie, in quello di Ascensione Qui scandis super sidera o altro proprio in determinati giorni) e dal Gloria Patri.
- Il versetto ℣ Exsurge Christe, adiuva nos. ℟ Et libera nos propter nomen tuum.
- Salutato il popolo con il Dominus vobiscum, l'orazione.
- Nuovamente salutato il popolo (Dominus vobiscum) si dice il Benedicamus Domino.
- Lettura del Martirologio del giorno successivo, seguito dall'acclamazione ℣ Et alibi aliorum plurimorum Sanctorum Martyrum et Confessorum, atque Sanctarum Virginum. ℟ Deo gratias, dal versetto Pretiosa in conspectu Domini mors Sanctorum eius e di una breve orazione d'intercessione a Maria e ai Santi.
- Un triplice Deus in adiutorium, seguito dal Gloria Patri, da un triplice Kyrie eleison, dal Pater Noster, dai versetti conclusivi del salmo 89, da un altro Gloria Patri e da un'orazione in cui si chiede l'assistenza di Dio nelle azioni del giorno.
- La benedizione, costituita dallo Iube domine benedicere, la benedizione Dies et actus nostros in sua pace disponat, la lettura di un breve brano secondo il Proprio del Tempo (concluso dal ℣ Tu autem Domine miserere nobis. ℟ Deo gratias), dall'Adiutorium nostrum in nomine Domini. ℟ Qui fecit caelum et terram, dal Benedicite. Deus, la benedizione vera e propria ed il versetto Fidelium animae.
Secondo le rubriche del 1962, qualora l'ufficio non sia celebrato pubblicamente, i saluti Dominus vobiscum sono sostituiti dall'invocazione ℣ Domine exaudi orationem meam. ℟ Et clamor meus ad te veniat.