Prima lettera a Timoteo

Prima lettera a Timoteo
Datazioneseconda metà del I secolo-prima metà del II secolo
AttribuzionePaolo di Tarso (teologi e scrittori dei primi secoli, Chiesa cattolica) e accademici

pseudoepigrafa (accademica)

Luogo d'origineMacedonia
ManoscrittiCodex Sinaiticus (330-360 circa)
DestinatariTimoteo
«O Timoteo, custodisci il deposito che ti è stato affidato, evitando i discorsi vani e profani e le argomentazioni contrastanti di quella che è falsamente chiamata scienza, professando la quale, alcuni si sono sviati dalla fede.»

La Prima lettera a Timoteo è una delle tre epistole conosciute come lettere pastorali incluse nel Nuovo Testamento. Cristiani, teologi, Padri della Chiesa e scrittori dei primi secoli nonché la più antica lista dei libri del Nuovo Testamento, ovvero il Canone muratoriano (anno 180), l'elenco di Cheltenhan (360) e il Concilio di Cartagine del 397 (che produsse il canone) attribuiscono a Paolo di Tarso lo scritto. Secondo la Bibbia CEI: «Fin dal II sec. la tradizione cristiana le ritiene di Paolo e l'attribuzione è ancora valida, nonostante che la maggior parte degli studiosi preferisca, in base alla critica interna, addebitarle a un discepolo di Paolo o a un ignoto scrittore cristiano del II sec.». La lettera, indirizzata al suo giovane discepolo Timoteo quando quest era ad Efeso, fu scritta da Paolo mentre era in Macedonia. Alcuni studiosi collocano la data della stesura dell'epistola il 63 o secondo altri nel 66-67. Secondo la maggioranza degli studiosi moderni si tratta invece di una lettera pseudepigrafica, scritta da un autore diverso da Paolo tra la fine del I e l'inizio del II secolo. Una minoranza di studiosi sostiene, invece, che l'autore sia stato Paolo di Tarso, tra cui gli accademici del The American Journal of Biblical Theolo, che asseriscono che 'sia facile dimostrare che sia stato proprio l'apostolo Paolo l'autore della lettera, così come anche per il teologo e accademico britannico James Dunn, noto per le sue opere su Paolo di Tarso.

Timoteo: "genuino figlio della fede"

« [...] mandammo Timoteo, nostro fratello e ministro di Dio nella buona notizia intorno al Cristo, per render i fermi e confortari a favore della vostra fede, affinché nessuno fosse scosso da queste tribolazioni. [...] »  (1Tessalonicesi 3,2-3, su laparola.net.)

Timoteo giovane cristiano di Listra, città della Licaonia una regione della Asia minore, era figlio di Eunice, devota cristiana ebrea (figlia della cristiana Loide) e di un innominato padre pagano greco (Atti 16,1). Era cresciuto fin da bambino in un ambiente cristiano, nonostante il padre non credente, per l'educazione ricevuta dalla madre Eunice e da sua nonna Loide, che le Scritture lodano per aver dimostrato una fede senza ipocrisia (2Timoteo 1,5).

Il giovane Timoteo fra due persone più adulte, in un'illustrazione di Jim Padgett, per gentile concessione della Sweet Publishing - Bible Illustrations by Sweet Media

Madre e nonna avevano esercitato un'importante influenza sulla formazione cristiana del giovane. Di lui infatti, l'apostolo Paolo asserisce che: "dall'infanzia hai conosciuto gli scritti sacri, che possono renderti saggio per la salvezza per mezzo della fede riguardo a Cristo Gesù" (2Timoteo 3,14-15). Il racconto degli Atti degli Apostoli aggiunge altri particolari sulle qualità di Timoteo. Quando infatti l'apostolo Paolo giunge a Listra, i 'fratelli' delle chiese di Listra e Iconio rendevano buona testimonianza (Riveduta, Diodati e NWT) del "certo discepolo" chiamato Timoteo, essendo assai stimato (CEI) dai componenti di quelle chiese.

Tutto ciò spinse l'apostolo Paolo a prenderlo con sé come compagno d'opera nelle sue missioni di evangelizzazione (Atti 16,1-3). Le opere di evangelizzazione di questo giovane credente furono molteplici, infatti troviamo Timoteo come cristiano attivo sia nel racconto di Atti, che in molte citazioni di lettere dell'apostolo Paolo oltre alle due indirizzate a lui personalmente. Timoteo si dimostra, nonostante la sua relativa giovane età, un cristiano affidabile, per cui l'apostolo Paolo lo impiega in compiti importanti.

Infatti oltre a volerlo come compagno in viaggi pastorali e di evangelizzazione come a Filippi, Tessalonica e Berea (Atti 16,11-12), (Atti 17,1-4), (Atti 17,10), allorché sorgeva un problema di natura spirituale in una comunità cristiana, Paolo mandava lui, Timoteo, come garante della vera fede. In questa veste troviamo Timoteo a Corinto (1Corinzi 4,17), a Tessalonica (1Tessalonicesi 3,1) e in Macedonia (Atti 19,22).

Inoltre troviamo il nome di Timoteo nella stesura di alcune lettere dell'apostolo Paolo indirizzate a comunità cristiane, come nella Lettera a Filemone, la Lettera ai Filippesi e la Lettera ai Colossesi. Il forte legame fra Paolo e Timoteo, spinge l'apostolo di Tarso, che sa che la sua esecuzione capitale è molto prossima, ad esprimergli il grande desiderio di averlo vicino (confronta 2Timoteo 4,6 - 9).

La Lettera

Rovine dell'Antica Efeso. Timoteo ricevette ad Efeso la sua prima lettera
« Paolo,apostolo di Cristo Gesù per comando di Dio nostro Salvatore e di Cristo Gesù, nostra speranza,a Timoteo, genuino figlio della fede »  (1Timoteo 1,1-2, su laparola.net.)

La prima lettera a Timoteo è una delle tre lettere pastorali. Pastorale perché indirizzata a "pastori" di comunità cristiane quali erano Timoteo e Tito, uno pastore della comunità di Efeso, l'altro della comunità di Creta.

Ambedue questi pastori dovevano svolgere compiti che includevano la cura del "gregge" loro affidato. Timoteo (come anche Tito per la chiesa in Creta) aveva avuto un incarico dettagliato da Paolo che consisteva nell'opera pastorale di correggere e risolvere problemi che stavano mettendo in serio pericolo la comunità cristiana di Efeso, (1Timoteo 1,3-7) un ricco centro commerciale e culturale della Grecia antica nota per il paganesimo, la filosofia e il materialismo.

Scrittore, data e luogo

La maggioranza degli studiosi considerano oggi la Prima lettera a Timoteo di origine pseudepigrafica, scritta non da Paolo, ma da un autore ignoto che usò il nome di Paolo per conferire autorevolezza allo scritto.

Cristiani, teologi, Padri della Chiesa e scrittori dei primi secoli come Clemente di Roma (90), Ignazio di Antiochia (35 - 107), Policarpo di Smirne (135), Giustino (160), Teofilo di Antiochia (180), Clemente di Alessandria (200), Tertulliano (200), Ireneo di Lione (200), Origene di Alessandria (250), Eusebio di Cesarea (300), Cirillo di Gerusalemme (348), Atanasio di Alessandria (367), Epifanio di Salamina (368), Gregorio di Nazianzo (370), Anfilochio di Iconio (370), Filastrio (383), Sofronio Eusebio Girolamo (394), Agostino d'Ippona (397), nonché la più antica lista dei libri del Nuovo Testamento ovvero il Canone muratoriano (180) e lo stesso Concilio di Cartagine del 397 (che produsse il canone), attribuiscono a Paolo di Tarso lo scritto. La lettera fu indirizzata al suo giovane discepolo Timoteo mentre era ad Efeso.

La Macedonia (in basso a sinistra), fra le altre provincie romane. Fu da questa 'regione' che Paolo scrisse la sua prima lettera a Timoteo

Una minoranza di studiosi attuali è a favore dell'attribuzione paolina e gli accademici del The American Journal of Biblical Theology asseriscono che "è facile dimostrare" che sia stato proprio l'apostolo Paolo lo scrittore della lettera. Inoltre il noto commentario biblico Werner Bible Commentary, asserisce che l'evidenza che sia stato l'apostolo Paolo lo scrittore delle lettere a Timoteo è "inequivocabile", contestando il punto di vista di diversi studiosi moderni che asseriscono si tratta invece di lettere pseudepigrafiche per cui anche la prima di Timoteo a loro avviso fu scritta da un autore diverso dall'apostolo Paolo, tra la fine del I e l'inizio del II secolo. Il Commentario Biblico di Werner inoltre afferma che: "[....] coloro che sostengono che Paolo non avrebbe potuto scrivere queste lettere [....]", non supportano le loro asserzioni con prove reali
The Encyclopedia Americana nello stabilire la data in cui l'apostolo di Tarso scrisse la prima lettera a Timoteo, parte dal presupposto che per tutte le tre lettere pastorali (le due a Timoteo e quella a Tito) Paolo, prima prigioniero a Roma, era stato poi liberato verso il 61, grazie al fatto che si era appellato a Cesare. Ad avviso dell'Encyclopedia, questa sembra essere la "deduzione naturale" degli eventi, quindi asserisce: "Dopo il suo rilascio (61 E.V.) pare che Paolo intraprese un altro viaggio missionario, possibilmente in Spagna. (Rom. 15:24; anche la tradizione di Clemente Romano). In seguito egli rivisitò l'Oriente e mentre era lì (secondo quella che sembra la teoria più probabile) scrisse I Timoteo e Tito. Arrestato di nuovo, fu portato a Roma per un secondo processo. Prima che questo fosse tenuto scrisse una lettera a Timoteo (II Timoteo) sollecitandolo ad andare da lui il più presto possibile. Fu probabilmente verso il 64 o il 65 che il grande Apostolo fu giustiziato per ordine di Nerone". Quindi ad avviso di questa enciclopedia, la data di scrittura della prima lettera a Timoteo va calcolata fra il rilascio della prima prigionia di Paolo (61) e l'arresto e la nuova prigionia (64). Alcuni studiosi collocano quindi la data della lettera nel 63 altri invece fra il 66 e il 67. Alcuni concordano che il luogo da cui Paolo scrisse la lettera, sia stato la Macedonia. L'evidenza interna della prima lettera indica infatti (confronta 1Timoteo 1,3) che mentre Timoteo su disposizione di Paolo rimase ad Efeso per correggere alcuni problemi dei componenti di quella chiesa, Paolo stesso andò in Macedonia, da cui poi scrisse la lettera. Anche Atanasio di Alessandria e lo storico e cardinale Cesare Baronio concordano che la Macedonia fu la regione da cui Paolo scrisse la sua prima lettera a Timoteo.

Scopo e destinatario della lettera

« [...] e non prestare attenzione a false storie e a genealogie, che finiscono nel nulla, ma forniscono motivi di ricerca anziché la disposizione di alcuna cosa da Dio riguardo alla fede.  »  (1Timoteo 1,4, su laparola.net.)

I sei capitoli in cui è suddivisa la prima lettera di Paolo a Timoteo sono un insieme di norme organizzative sulla chiesa nascente e di consigli al "genuino figlio della fede" affinché sorvegli e alzi la guardia su falsi insegnamenti che si stavano infiltrando nella comunità di Efeso prodotti da quella che l'apostolo definiva falsa conoscenza. D'altronde Paolo, secondo il racconto di Atti degli Apostoli aveva predetto già anni prima (a Mileto) incontrando i presbiteri della chiesa di Efeso, la situazione che si sarebbe venuta a creare: "So che dopo la mia partenza entreranno fra voi oppressivi lupi i quali non tratteranno il gregge con tenerezza, e che fra voi sorgeranno uomini che diranno cose storte per trarsi dietro i discepoli" (Atti 20,29-30).

Come fa notare Tertulliano: "Di qui proprio derivano quei racconti favolosi, quelle genealogie interminabili, quelle questioni lunghe ed oziose, quelle discussioni sottili, che s'insinuano negli animi come qualcosa di malefico che ti consuma e ti uccide. L'Apostolo, quando vuole preservarci da quello che è male, ci avverte appunto di star bene in guardia contro l'opera della filosofia."

La lettera contiene inoltre disposizioni per le donne e la loro posizione nella chiesa, la cura delle vedove, la considerazione per uomini anziani per donne e giovani, i requisiti dei pastori nominati per prendere la direttiva nella chiesa, i consigli sul subdolo amore del denaro e presta particolare attenzione al "giusto" insegnamento. Lo scopo della lettera non è quindi solo quello di stabilire precisi principi da adottare nella chiesa, ma anche quello di esortare Timoteo a non scoraggiarsi, custodendo il deposito che gli era stato affidato divenendo un esempio nell'applicazione di esso. 6,20

Il destinatario è Timoteo 1,1-2, il pastore della chiesa di Efeso. I consigli della lettera comunque, si applicano per estensione, ad avviso del teologo James Dunn a tutti i pastori delle chiese primitive e le norme organizzative sulle particolari disposizioni nella chiesa sono da considerarsi parte della Scrittura utile per ogni cristiano. 3,16-17

Autenticità e canonicità

Il Codex Sinaiticus, uno dei tanti codici contenenti la prima lettera a Timoteo

Accettata nei primi secoli dopo Cristo come parte del canone biblico, la prima lettera a Timoteo è inclusa in tutti i cataloghi dei primi secoli.

The New Bible Dictionary (chiamato anche The Illustrated Bible Dictionary) di J.D. Douglas, ammette: "Ci sono pochi scritti del Nuovo Testamento che hanno un'attestazione più vigorosa,[....]. L'obiezione all'autenticità deve perciò considerarsi come innovazione moderna contraria alla forte evidenza della chiesa primitiva".

La canonicità della lettera è comprovata da elenchi e codici dei primi secoli. Il Canone muratoriano (180 d.C.) e il Concilio di Cartagine del 397 (che produsse il canone) lo includono nei libri certi e canonici della Bibbia

La lettera è anche contenuta nel Codice Sinaitico o Codex Sinaiticus (Londra, Brit. Libr., Add. 43725; Gregory-Aland no. א o 01), manoscritto in greco onciale (cioè maiuscolo) datato tra il 330-350 dopo Cristo.

Contenuto

« Alcuni si sono volti a fatue verbosità, pretendendo di essere dottori della legge mentre non capiscono né quello che dicono, né alcuna di quelle cose che danno per sicure. »  (1Timoteo 1,6-7, su laparola.net.)

I. Il primo capitolo contiene i saluti di Paolo e le sue istruzioni circa le speculazioni insensate che si insinuano nella Chiesa: cfr. 1Ti 1,6-7.

La "Signora di Efeso" Artemide. In Efeso, ricco centro commerciale e culturale della Grecia antica, Artemide era adorata soprattutto come dea della fertilità. Le statue greche la ritraggono in genere come una giovane con arco e frecce, le statue provenienti da questa zona invece, la mostrano con il busto coperto di protuberanze rotondeggianti che sono state interpretate sia come seni che come testicoli di toro.

II. Il secondo capitolo inizia con una dichiarazione sul proposito di Dio per la salvezza "il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" (2,4) e sul ruolo salvifico di Gesù Cristo, mediatore (fra Dio e gli uomini), che diede "se stesso in riscatto per tutti" gli uomini (2,6).

III. Il terzo capitolo offre istruzioni sul culto pubblico e sulla condotta morale dei responsabili della Chiesa (le traduzioni bibliche traducono: Episcopi, CEI - Vescovi, NR e ND - Sorveglianti, NWT).

IV. Il capitolo quarto contiene una descrizione dello sviluppo dell'apostasia nella chiesa.

V. In questa parte della lettera Paolo consiglia Timoteo sulla giusta maniera di trattare le persone in genere: gli anziani come padri, le donne anziane come madri, i giovani come fratelli e le giovani ragazze come sorelle.

VI Nel sesto ed ultimo capitolo, Paolo esorta Timoteo a mantenersi fedele e ad evitare le ricchezze profane.

Dibattito sull'autenticità e polemica delle prove interne a 1 Timoteo e alle altre due lettere pastorali

Lo stesso argomento in dettaglio: Lettere pastorali.

Alcuni studiosi, sostengono che sulla base delle cosiddette prove interne alla stessa lettera, che analizzano, contenuto, stile, grammatica e vocabolario, l'apostolo Paolo, non può essere l'autore della prima lettera a Timoteo come anche delle altre due epistole pastorali.

La Prima lettera a Timoteo, la Seconda lettera a Timoteo e la Lettera a Tito formano il gruppo delle cosiddette lettere pastorali. L'autenticità paolina delle lettere pastoriali è oggetto di discussione nel moderno ambito accademico, a causa delle particolarità stilistiche e di contenuto che le contraddistinguono. Oggi alcuni studiosi attribuiscono questi scritti a una tradizione paolina successiva all'apostolo. Altre ipotesi spaziano dall'origine paolina all'eventuale rielaborazione di detti o scritti di Paolo: un recente dibattito è ad esempio sorto intorno all'attribuzione di un papiro, il 7Q4, ritrovato a Qumran.

Un'illustrazione raffigurante l'apostolo Paolo, scrittore delle lettere pastorali

Altri studiosi sostengono, invece, che l'autore sia stato Paolo di Tarso. Ad esempio, uno degli studiosi che ha ampiamente analizzato e spiegato il dibattito legato all'autenticità delle lettere pastorali è stato il teologo e accademico britannico James Dunn noto per le sue opere su Paolo di Tarso, facendo rilevare che uno dei principali errori dei moderni critici è stato quello di esaminare le tre lettere nell'insieme, anziché singolarmente.. Ad avviso di Dunn è più importante concentrare l'attenzione sulla coerenza interna di ogni singola lettera visto che "poche persone leggeranno il corpus integrale delle tre lettere in una sola seduta". Secondo lo studioso esiste un paradosso: Come mai le tre lettere pastorali, nonostante siano "tra gli scritti più apprezzati fra quelli neotestamentari", allo stesso tempo negli ultimi 150, sono fra quelli più screditati in ambito accademico? Dunn prende in esame diversi aspetti che analizzano: le ragioni sollevate dai critici, la coerenza interna delle stesse singole lettere, l'importanza della teologia in esse contenuta, i temi fondamentali comuni alle tre lettere e la questione dell'ordine della scrittura delle lettere citando i critici accademici del "recente dibattito". Nella sua analisi infatti cita lo storico del cristianesimo primitivo Luke Timothy Johnson (secondo cui fu la seconda lettera di Timoteo ad essere scritta per prima), lo studioso del The Saint Paul Seminary School of Divinity, Jerome D. Quinn (secondo cui, invece, fu la lettera a Tito la prima ad essere scritta) e dei teologi e docenti, Gordon Fee e George Knight (secondo i quali l'ordine di scrittura fu 1 Timoteo, Tito e quindi 2 Timoteo, anziché 1 Timoteo, 2 Timoteo e Tito) Il suo dettagliato lavoro mette in evidenza fra gli altri, i seguenti punti:

D'altronde anche gli accademici del The American Journal of Biblical Theology asseriscono che "è facile dimostrare" che sia stato proprio l'apostolo Paolo lo scrittore della Prima lettera a Timoteo, una delle tre lettere appartenenti alle Pastorali. Queste, le considerazioni della rivista di teologia biblica statunitense:

Contenuto teologico e utilità della lettera

«Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per riprendere, per correggere, per disciplinare nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia pienamente competente, del tutto preparato per ogni opera buona»
Una pagina del Talmud babilonese. L'importanza del consiglio di Paolo a Timoteo di "non prestare attenzione a false storie e a genealogie, che finiscono nel nulla" di 1Timoteo 1,4, ha un riscontro negli estremi cui giunsero gli ebrei nel fare ricerche genealogiche "indagando meticolosamente su tutte le possibili discrepanze". Secondo Hebrew-English Edition of the Babylonian Talmud, il Talmud babilonese (Pesachim 62B) afferma che: "tra Azel e Azel (1Cronache 8,39-9,44, un libro biblico che contiene le genealogie) "esistevano interpretazioni esegetiche pari al carico di quattrocento cammelli"
«(le tre lettere pastorali che comprendono 1 Timoteo) non dovevano solo essere lette ed ascoltate da Timoteo e Tito. Queste lettere furono inviate per essere lette alla chiesa nel suo complesso e, quindi, da utilizzare come manuali di disciplina per il beneficio di tutta la comunità. Il loro valore, in effetti, bypassa lo status storico di Timoteo e Tito, così come sopravvive anche alla stessa morte di Paolo.»

Come tutte le altre lettere dell'"apostolo delle nazioni", il contenuto della Prima lettera a Timoteo ha un ampio contenuto teologico e come fa notare il teologo James Dunn, il loro valore oltrepassa e sopravvive alle condizioni e allo scopo dei personaggi implicati duemila anni fa.

Note

  1. ↑ Il nome Timoteo significa: "uno che onora Dio" - Perspicacia nello studio delle Scritture, Volume II, p. 1115, Watch Tower, New York, 1990.
  2. ↑ Il Tempio di Artemide a Efeso era considerato una delle Sette meraviglie del mondo. In questa regione era adorata soprattutto come dea della fertilità, una figura simile alla dea Frigia Cibele. Mentre le statue greche la ritraggono come una giovane con arco e frecce, le statue provenienti da questa zona la mostrano con il busto coperto di protuberanze rotondeggianti che sono state interpretate sia come seni che come testicoli di toro.
  3. ↑ Gli studiosi dell'interconfessionale Bibbia TOB osservano come "le raccomandazioni dell'apostolo risentono del contesto sociale e religioso in cui viveva la comunità primitiva" e quelli della Bibbia Edizioni Paoline ritengono che "queste limitazioni dei diritti delle donne nelle assemblee derivano indubbiamente dalla prassi giudaica; nella sinagoga infatti era ed è impensabile la partecipazione attiva della donna. Praticamente sono le stesse istruzioni di 1Co14,34". (Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 2750, ISBN 88-01-10612-2; La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 1814, ISBN 88-215-1068-9.).
  4. ↑ Tit2,9-10, su laparola.net.. Gli esegeti del cattolico "Nuovo Grande Commentario Biblico", in commento a questi passi della Prima lettera a Timoteo, nel rimandare alla Lettera a Tito per le considerazioni generali sugli schiavi nelle lettere attribuite a Paolo, rilevano anche come "c'erano alcuni cristiani più ricchi che possedevano effettivamente degli schiavi". (Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 1177, ISBN 88-399-0054-3.).

Riferimenti

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  6. 1 2 3 4 Copia archiviata (DOC), su dfsmith.com. URL consultato il 27 aprile 2013 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2014). Documento doc
  7. ↑ 1Tim 6,20-21, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  8. ↑ Le altre due sono: La seconda lettera a Timoteo e la lettera a Tito, su earlychristianwritings.com. URL consultato il 5 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2008).
  9. ↑ Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile, p. 230 paragrafo 5, Watch Tower, New York, 1971
  10. ↑ Autore in The First Epistle To Timothy di Mark A. Copeland - Teologi e Scrittori del I secolo attribuiscono la lettera a Paolo
  11. 1 2 3 Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile, p. 230 paragrafo 5 e schema a p. 298, Watch Tower, New York, 1971
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  14. 1 2 An Overview Of The Book Of 1 Timothy, su christianinconnect.com.
  15. 1 2 Data della composizione della lettera secondo il Bible Dictionary
  16. 1 2 3 «According to Some Modern Scholarship: Written by an unknown Christian towards the end of the 1st century, using Paul's name and some of his original material to give the letter authority»: questa nota segue l'indicazione che Paolo apostolo è l'autore della lettera; Bruno Maggioni, Introduzione all'epistolario paolino in La Bibbia, Edizioni San Paolo, 2009; Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. 1168-1170, ISBN 88-399-0054-3; Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, pp. 2743-2747, ISBN 88-01-10612-2; Parola del Signore Commentata, traduzione interconfessionale, Nuovo Testamento, LDC/ABU, 1981, p. 624; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 280, 411, 415, 416, 417, 419, ISBN 978-88-430-7821-9; Benjamin Fiore, S.J., The Pastoral Epistles: First Timothy, Second Timothy, Titus, Collegeville, Minnesota, 2007, pp. 15; Norman Perrin, The New Testament: An Introduction, pp. 264-5; Werner Georg Kummel, Introduction to the New Testament, pp. 371-84; Paolo Iovino, Lettere a Timoteo ; Lettera a Tito, Edizioni Paoline, 2005, ISBN 9788831529075, pp. 276-7.
  17. 1 2 AA. VV, "Introduzione in "Le lettere di Paolo", EDB, 2008
  18. 1 2 3 Paolo autore della prima lettera a Timoteo: However, it is relatively easy to defend the position that the author of the pastoral epistles is, indeed, the apostle, Paul., su biblicaltheology.com. URL consultato il 21 aprile 2013 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2014).
  19. 1 2 Copia archiviata (DOC), su dfsmith.com. URL consultato il 27 aprile 2013 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2014). Documento sull'autenticità delle tre Lettere Pastorali
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