| Prima lettera a Timoteo | |
|---|---|
| Datazione | seconda metà del I secolo-prima metà del II secolo |
| Attribuzione | Paolo di Tarso (teologi e scrittori dei primi secoli, Chiesa cattolica) e accademici
pseudoepigrafa (accademica) |
| Luogo d'origine | Macedonia |
| Manoscritti | Codex Sinaiticus (330-360 circa) |
| Destinatari | Timoteo |
La Prima lettera a Timoteo è una delle tre epistole conosciute come lettere pastorali incluse nel Nuovo Testamento. Cristiani, teologi, Padri della Chiesa e scrittori dei primi secoli nonché la più antica lista dei libri del Nuovo Testamento, ovvero il Canone muratoriano (anno 180), l'elenco di Cheltenhan (360) e il Concilio di Cartagine del 397 (che produsse il canone) attribuiscono a Paolo di Tarso lo scritto. Secondo la Bibbia CEI: «Fin dal II sec. la tradizione cristiana le ritiene di Paolo e l'attribuzione è ancora valida, nonostante che la maggior parte degli studiosi preferisca, in base alla critica interna, addebitarle a un discepolo di Paolo o a un ignoto scrittore cristiano del II sec.». La lettera, indirizzata al suo giovane discepolo Timoteo quando quest era ad Efeso, fu scritta da Paolo mentre era in Macedonia. Alcuni studiosi collocano la data della stesura dell'epistola il 63 o secondo altri nel 66-67. Secondo la maggioranza degli studiosi moderni si tratta invece di una lettera pseudepigrafica, scritta da un autore diverso da Paolo tra la fine del I e l'inizio del II secolo. Una minoranza di studiosi sostiene, invece, che l'autore sia stato Paolo di Tarso, tra cui gli accademici del The American Journal of Biblical Theolo, che asseriscono che 'sia facile dimostrare che sia stato proprio l'apostolo Paolo l'autore della lettera, così come anche per il teologo e accademico britannico James Dunn, noto per le sue opere su Paolo di Tarso.
Timoteo giovane cristiano di Listra, città della Licaonia una regione della Asia minore, era figlio di Eunice, devota cristiana ebrea (figlia della cristiana Loide) e di un innominato padre pagano greco (Atti 16,1). Era cresciuto fin da bambino in un ambiente cristiano, nonostante il padre non credente, per l'educazione ricevuta dalla madre Eunice e da sua nonna Loide, che le Scritture lodano per aver dimostrato una fede senza ipocrisia (2Timoteo 1,5).

Madre e nonna avevano esercitato un'importante influenza sulla formazione cristiana del giovane. Di lui infatti, l'apostolo Paolo asserisce che: "dall'infanzia hai conosciuto gli scritti sacri, che possono renderti saggio per la salvezza per mezzo della fede riguardo a Cristo Gesù" (2Timoteo 3,14-15). Il racconto degli Atti degli Apostoli aggiunge altri particolari sulle qualità di Timoteo. Quando infatti l'apostolo Paolo giunge a Listra, i 'fratelli' delle chiese di Listra e Iconio rendevano buona testimonianza (Riveduta, Diodati e NWT) del "certo discepolo" chiamato Timoteo, essendo assai stimato (CEI) dai componenti di quelle chiese.
Tutto ciò spinse l'apostolo Paolo a prenderlo con sé come compagno d'opera nelle sue missioni di evangelizzazione (Atti 16,1-3). Le opere di evangelizzazione di questo giovane credente furono molteplici, infatti troviamo Timoteo come cristiano attivo sia nel racconto di Atti, che in molte citazioni di lettere dell'apostolo Paolo oltre alle due indirizzate a lui personalmente. Timoteo si dimostra, nonostante la sua relativa giovane età, un cristiano affidabile, per cui l'apostolo Paolo lo impiega in compiti importanti.
Infatti oltre a volerlo come compagno in viaggi pastorali e di evangelizzazione come a Filippi, Tessalonica e Berea (Atti 16,11-12), (Atti 17,1-4), (Atti 17,10), allorché sorgeva un problema di natura spirituale in una comunità cristiana, Paolo mandava lui, Timoteo, come garante della vera fede. In questa veste troviamo Timoteo a Corinto (1Corinzi 4,17), a Tessalonica (1Tessalonicesi 3,1) e in Macedonia (Atti 19,22).
Inoltre troviamo il nome di Timoteo nella stesura di alcune lettere dell'apostolo Paolo indirizzate a comunità cristiane, come nella Lettera a Filemone, la Lettera ai Filippesi e la Lettera ai Colossesi. Il forte legame fra Paolo e Timoteo, spinge l'apostolo di Tarso, che sa che la sua esecuzione capitale è molto prossima, ad esprimergli il grande desiderio di averlo vicino (confronta 2Timoteo 4,6 - 9).

La prima lettera a Timoteo è una delle tre lettere pastorali. Pastorale perché indirizzata a "pastori" di comunità cristiane quali erano Timoteo e Tito, uno pastore della comunità di Efeso, l'altro della comunità di Creta.
Ambedue questi pastori dovevano svolgere compiti che includevano la cura del "gregge" loro affidato. Timoteo (come anche Tito per la chiesa in Creta) aveva avuto un incarico dettagliato da Paolo che consisteva nell'opera pastorale di correggere e risolvere problemi che stavano mettendo in serio pericolo la comunità cristiana di Efeso, (1Timoteo 1,3-7) un ricco centro commerciale e culturale della Grecia antica nota per il paganesimo, la filosofia e il materialismo.
La maggioranza degli studiosi considerano oggi la Prima lettera a Timoteo di origine pseudepigrafica, scritta non da Paolo, ma da un autore ignoto che usò il nome di Paolo per conferire autorevolezza allo scritto.
Cristiani, teologi, Padri della Chiesa e scrittori dei primi secoli come Clemente di Roma (90), Ignazio di Antiochia (35 - 107), Policarpo di Smirne (135), Giustino (160), Teofilo di Antiochia (180), Clemente di Alessandria (200), Tertulliano (200), Ireneo di Lione (200), Origene di Alessandria (250), Eusebio di Cesarea (300), Cirillo di Gerusalemme (348), Atanasio di Alessandria (367), Epifanio di Salamina (368), Gregorio di Nazianzo (370), Anfilochio di Iconio (370), Filastrio (383), Sofronio Eusebio Girolamo (394), Agostino d'Ippona (397), nonché la più antica lista dei libri del Nuovo Testamento ovvero il Canone muratoriano (180) e lo stesso Concilio di Cartagine del 397 (che produsse il canone), attribuiscono a Paolo di Tarso lo scritto. La lettera fu indirizzata al suo giovane discepolo Timoteo mentre era ad Efeso.

Una minoranza di studiosi attuali è a favore dell'attribuzione paolina e gli accademici del The American Journal of Biblical Theology asseriscono che "è facile dimostrare" che sia stato proprio l'apostolo Paolo lo scrittore della lettera.
Inoltre il noto commentario biblico Werner Bible Commentary, asserisce che l'evidenza che sia stato l'apostolo Paolo lo scrittore delle lettere a Timoteo è "inequivocabile", contestando il punto di vista di diversi studiosi moderni che asseriscono si tratta invece di lettere pseudepigrafiche per cui anche la prima di Timoteo a loro avviso fu scritta da un autore diverso dall'apostolo Paolo, tra la fine del I e l'inizio del II secolo. Il Commentario Biblico di Werner inoltre afferma che: "[....] coloro che sostengono che Paolo non avrebbe potuto scrivere queste lettere [....]", non supportano le loro asserzioni con prove reali
The Encyclopedia Americana nello stabilire la data in cui l'apostolo di Tarso scrisse la prima lettera a Timoteo, parte dal presupposto che per tutte le tre lettere pastorali (le due a Timoteo e quella a Tito) Paolo, prima prigioniero a Roma, era stato poi liberato verso il 61, grazie al fatto che si era appellato a Cesare. Ad avviso dell'Encyclopedia, questa sembra essere la "deduzione naturale" degli eventi, quindi asserisce: "Dopo il suo rilascio (61 E.V.) pare che Paolo intraprese un altro viaggio missionario, possibilmente in Spagna. (Rom. 15:24; anche la tradizione di Clemente Romano). In seguito egli rivisitò l'Oriente e mentre era lì (secondo quella che sembra la teoria più probabile) scrisse I Timoteo e Tito. Arrestato di nuovo, fu portato a Roma per un secondo processo. Prima che questo fosse tenuto scrisse una lettera a Timoteo (II Timoteo) sollecitandolo ad andare da lui il più presto possibile. Fu probabilmente verso il 64 o il 65 che il grande Apostolo fu giustiziato per ordine di Nerone".
Quindi ad avviso di questa enciclopedia, la data di scrittura della prima lettera a Timoteo va calcolata fra il rilascio della prima prigionia di Paolo (61) e l'arresto e la nuova prigionia (64). Alcuni studiosi collocano quindi la data della lettera nel 63 altri invece fra il 66 e il 67.
Alcuni concordano che il luogo da cui Paolo scrisse la lettera, sia stato la Macedonia. L'evidenza interna della prima lettera indica infatti (confronta 1Timoteo 1,3) che mentre Timoteo su disposizione di Paolo rimase ad Efeso per correggere alcuni problemi dei componenti di quella chiesa, Paolo stesso andò in Macedonia, da cui poi scrisse la lettera. Anche Atanasio di Alessandria e lo storico e cardinale Cesare Baronio concordano che la Macedonia fu la regione da cui Paolo scrisse la sua prima lettera a Timoteo.
I sei capitoli in cui è suddivisa la prima lettera di Paolo a Timoteo sono un insieme di norme organizzative sulla chiesa nascente e di consigli al "genuino figlio della fede" affinché sorvegli e alzi la guardia su falsi insegnamenti che si stavano infiltrando nella comunità di Efeso prodotti da quella che l'apostolo definiva falsa conoscenza. D'altronde Paolo, secondo il racconto di Atti degli Apostoli aveva predetto già anni prima (a Mileto) incontrando i presbiteri della chiesa di Efeso, la situazione che si sarebbe venuta a creare: "So che dopo la mia partenza entreranno fra voi oppressivi lupi i quali non tratteranno il gregge con tenerezza, e che fra voi sorgeranno uomini che diranno cose storte per trarsi dietro i discepoli" (Atti 20,29-30).
Come fa notare Tertulliano: "Di qui proprio derivano quei racconti favolosi, quelle genealogie interminabili, quelle questioni lunghe ed oziose, quelle discussioni sottili, che s'insinuano negli animi come qualcosa di malefico che ti consuma e ti uccide. L'Apostolo, quando vuole preservarci da quello che è male, ci avverte appunto di star bene in guardia contro l'opera della filosofia."
La lettera contiene inoltre disposizioni per le donne e la loro posizione nella chiesa, la cura delle vedove, la considerazione per uomini anziani per donne e giovani, i requisiti dei pastori nominati per prendere la direttiva nella chiesa, i consigli sul subdolo amore del denaro e presta particolare attenzione al "giusto" insegnamento. Lo scopo della lettera non è quindi solo quello di stabilire precisi principi da adottare nella chiesa, ma anche quello di esortare Timoteo a non scoraggiarsi, custodendo il deposito che gli era stato affidato divenendo un esempio nell'applicazione di esso. 6,20
Il destinatario è Timoteo 1,1-2, il pastore della chiesa di Efeso. I consigli della lettera comunque, si applicano per estensione, ad avviso del teologo James Dunn a tutti i pastori delle chiese primitive e le norme organizzative sulle particolari disposizioni nella chiesa sono da considerarsi parte della Scrittura utile per ogni cristiano. 3,16-17
Accettata nei primi secoli dopo Cristo come parte del canone biblico, la prima lettera a Timoteo è inclusa in tutti i cataloghi dei primi secoli.
The New Bible Dictionary (chiamato anche The Illustrated Bible Dictionary) di J.D. Douglas, ammette: "Ci sono pochi scritti del Nuovo Testamento che hanno un'attestazione più vigorosa,[....]. L'obiezione all'autenticità deve perciò considerarsi come innovazione moderna contraria alla forte evidenza della chiesa primitiva".
La canonicità della lettera è comprovata da elenchi e codici dei primi secoli. Il Canone muratoriano (180 d.C.) e il Concilio di Cartagine del 397 (che produsse il canone) lo includono nei libri certi e canonici della Bibbia
La lettera è anche contenuta nel Codice Sinaitico o Codex Sinaiticus (Londra, Brit. Libr., Add. 43725; Gregory-Aland no. א o 01), manoscritto in greco onciale (cioè maiuscolo) datato tra il 330-350 dopo Cristo.
I. Il primo capitolo contiene i saluti di Paolo e le sue istruzioni circa le speculazioni insensate che si insinuano nella Chiesa: cfr. 1Ti 1,6-7.
II. Il secondo capitolo inizia con una dichiarazione sul proposito di Dio per la salvezza "il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" (2,4) e sul ruolo salvifico di Gesù Cristo, mediatore (fra Dio e gli uomini), che diede "se stesso in riscatto per tutti" gli uomini (2,6).
III. Il terzo capitolo offre istruzioni sul culto pubblico e sulla condotta morale dei responsabili della Chiesa (le traduzioni bibliche traducono: Episcopi, CEI - Vescovi, NR e ND - Sorveglianti, NWT).
IV. Il capitolo quarto contiene una descrizione dello sviluppo dell'apostasia nella chiesa.
V. In questa parte della lettera Paolo consiglia Timoteo sulla giusta maniera di trattare le persone in genere: gli anziani come padri, le donne anziane come madri, i giovani come fratelli e le giovani ragazze come sorelle.
VI Nel sesto ed ultimo capitolo, Paolo esorta Timoteo a mantenersi fedele e ad evitare le ricchezze profane.
Alcuni studiosi, sostengono che sulla base delle cosiddette prove interne alla stessa lettera, che analizzano, contenuto, stile, grammatica e vocabolario, l'apostolo Paolo, non può essere l'autore della prima lettera a Timoteo come anche delle altre due epistole pastorali.
La Prima lettera a Timoteo, la Seconda lettera a Timoteo e la Lettera a Tito formano il gruppo delle cosiddette lettere pastorali. L'autenticità paolina delle lettere pastoriali è oggetto di discussione nel moderno ambito accademico, a causa delle particolarità stilistiche e di contenuto che le contraddistinguono. Oggi alcuni studiosi attribuiscono questi scritti a una tradizione paolina successiva all'apostolo. Altre ipotesi spaziano dall'origine paolina all'eventuale rielaborazione di detti o scritti di Paolo: un recente dibattito è ad esempio sorto intorno all'attribuzione di un papiro, il 7Q4, ritrovato a Qumran.

Altri studiosi sostengono, invece, che l'autore sia stato Paolo di Tarso. Ad esempio, uno degli studiosi che ha ampiamente analizzato e spiegato il dibattito legato all'autenticità delle lettere pastorali è stato il teologo e accademico britannico James Dunn noto per le sue opere su Paolo di Tarso, facendo rilevare che uno dei principali errori dei moderni critici è stato quello di esaminare le tre lettere nell'insieme, anziché singolarmente.. Ad avviso di Dunn è più importante concentrare l'attenzione sulla coerenza interna di ogni singola lettera visto che "poche persone leggeranno il corpus integrale delle tre lettere in una sola seduta". Secondo lo studioso esiste un paradosso: Come mai le tre lettere pastorali, nonostante siano "tra gli scritti più apprezzati fra quelli neotestamentari", allo stesso tempo negli ultimi 150, sono fra quelli più screditati in ambito accademico? Dunn prende in esame diversi aspetti che analizzano: le ragioni sollevate dai critici, la coerenza interna delle stesse singole lettere, l'importanza della teologia in esse contenuta, i temi fondamentali comuni alle tre lettere e la questione dell'ordine della scrittura delle lettere citando i critici accademici del "recente dibattito". Nella sua analisi infatti cita lo storico del cristianesimo primitivo Luke Timothy Johnson (secondo cui fu la seconda lettera di Timoteo ad essere scritta per prima), lo studioso del The Saint Paul Seminary School of Divinity, Jerome D. Quinn (secondo cui, invece, fu la lettera a Tito la prima ad essere scritta) e dei teologi e docenti, Gordon Fee e George Knight (secondo i quali l'ordine di scrittura fu 1 Timoteo, Tito e quindi 2 Timoteo, anziché 1 Timoteo, 2 Timoteo e Tito) Il suo dettagliato lavoro mette in evidenza fra gli altri, i seguenti punti:
D'altronde anche gli accademici del The American Journal of Biblical Theology asseriscono che "è facile dimostrare" che sia stato proprio l'apostolo Paolo lo scrittore della Prima lettera a Timoteo, una delle tre lettere appartenenti alle Pastorali. Queste, le considerazioni della rivista di teologia biblica statunitense:
Come tutte le altre lettere dell'"apostolo delle nazioni", il contenuto della Prima lettera a Timoteo ha un ampio contenuto teologico e come fa notare il teologo James Dunn, il loro valore oltrepassa e sopravvive alle condizioni e allo scopo dei personaggi implicati duemila anni fa.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 186274959 · BAV 492/5478 · LCCN (EN) n90609911 · GND (DE) 4122518-1 · BNF (FR) cb11984287x (data) |
|---|