Gioele (profeta)

San Gioele
Il profeta Gioele
Michelangelo Buonarroti, Cappella Sistina.
 

Profeta

 
Venerato daTutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza13 luglio (messa tridentina), 19 ottobre
Attributirotolo della profezia

Gioele (in ebraico יואל‎?, Yoel; in siriaco ܝܘܐܝܠ, Yu'il; fl. V secolo a.C.) è stato un profeta ebreo antico.

Biografia

Il suo nome significa "Yah[weh] è Dio" (o anche Jòel <Jahwe è El>, Jahwe è Dio), combinando il nome di Dio, Yahweh, ed El, venendo quindi usualmente tradotto "colui per il quale Yahweh è Dio", cioè un adoratore di YHWH. Egli fu uno dei profeti minori di Israele, le cui profezie sono riportate nell'omonimo libro biblico. È citato solo una volta nella Bibbia, nell'introduzione al suo breve testo, come figlio di Pethuel (Gioele 1:1).

Le date della sua esistenza sono sconosciute; potrebbe essere vissuto in un arco di tempo che varia dal nono secolo a.C. al quinto secolo a.C., basandosi sulla datazione del suo scritto. Il libro cita i Greci, ma non fornisce molto supporto ai biblisti nella datazione del testo, poiché si sa che i greci avevano avuto accesso al Regno di Giuda sin dal periodo miceneo. Tuttavia, la menzione testuale della sofferenza di Giuda e del Tempio esistente, ha portato alcuni studiosi veterotestamentari a stabilire la data al periodo postesilico, dopo la costruzione del Secondo Tempio. Gioele proveniva originariamente da Giuda/Giudea e, giudicando dall'importanza delle sue profezie, era quasi certamente associato ai rituali del Tempio di Gerusalemme.

Secondo un'antica tradizione, Gioele si dice sia seppellito a Gush Halav (Jish).

La Chiesa cattolica lo venera come santo e lo celebra il 13 luglio nella Messa tridentina ma nel nuovo Martirologio Romano la ricorrenza è stata spostata al 19 ottobre.

Fede bahá'í

Nella Fede bahá’í, Gioele è considerato uno dei profeti dell’Antico Testamento, la cui missione era quella di impartire un messaggio spirituale al suo popolo. Gi insegnamenti bahá’í interpretano le sue profezie in modo principalmente simbolico, ponendo l'accento sul significato morale e spirituale anziché una comprensione testuale dei testi. Questa prospettiva è riportata nel Kitáb-i-Íqán, dove Bahá'u'lláh afferma che le profezie sono meramente simboliche e non devono essere interpretate alla lettera.

Note

  1. ↑ Commentario di A. R. Faussett, su jfb.biblecommenter.com (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2009).
  2. ↑ Gioele 1:1, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  3. ↑ Gioele 3:6, su laparola.net. o Gioele 4:6, su laparola.net., a seconda delle versioni.
  4. ↑ B. M. Wheeler, s.v. "Joel", in A-Z of Prophets in Islam and Judaism.
  5. ↑ Gioele 3:19, su laparola.net. o Gioele 4:19, su laparola.net. a seconda delle versioni.
  6. ↑ Gioele 1:14, su laparola.net..
  7. 1 2 Leslie C. Allen, The Books of Joel, Obadiah, Jonah and Micah, Eerdmans, 1976, pp. 31-36.
  8. ↑ Gush Halav, su Jewish Virtual Library, jewishvirtuallibrary.org.
  9. ↑ J. A. McLean, Revisioning the Sacred: New Perspectives on a Bahái̓́ Theology, vol. 8, 1997, p. 32.
  10. ↑ J. E. Esslemont, Bahá'u'lláh and the New Era: An Introduction to the Bahá'í Faith, 2006, p. 251 e passim.
  11. ↑ Bahá'u'lláh, Il Libro della Certezza, Roma, Casa Editrice Bahá'í, 1994, p. 140, ISBN 8872140226.

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