| Promised Lands | |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese di produzione | Francia, Polonia |
| Anno | 1974 |
| Durata | 87 min |
| Genere | documentario |
| Regia | Susan Sontag |
| Sceneggiatura | Susan Sontag |
| Produttore | Nicole Stéphane |
Promised Lands è un film documentario del 1974 scritto e diretto da Susan Sontag.
Terzo film diretto da Sontag, fu girato in Israele durante gli ultimi giorni e nell'immediato dopoguerra della guerra del Kippur del 1973. Il film osserva gli effetti del conflitto sulla società israeliana e affronta, attraverso immagini, testimonianze e momenti di riflessione, la questione del rapporto fra guerra, memoria, identità e violenza politica.
Sontag si recò in Israele nell'ottobre 1973 con una piccola troupe, mentre la guerra era ancora in corso o si era appena conclusa. In un testo pubblicato originariamente su Vogue nel luglio 1974, Sontag descrisse Promised Lands come il più personale dei suoi film, pur non comparendo in scena e non ricorrendo a una narrazione in voce fuori campo.
Nel medesimo testo Sontag osservò che il film non doveva essere inteso soltanto come reportage, ma anche come saggio cinematografico e lamentazione; il suo scopo, più che sviluppare un'azione, era rappresentare una condizione storica e morale.
Promised Lands non segue una struttura documentaria tradizionale. Il film alterna immagini di carri armati distrutti, corpi, paesaggi desertici, soldati, funerali, luoghi sacri e momenti della vita quotidiana, componendo un ritratto frammentario dell'Israele del dopoguerra. Sontag evita una narrazione esplicativa lineare e costruisce invece un'opera riflessiva sul trauma della guerra e sulle tensioni interne alla società israeliana dopo il conflitto del 1973.
Una parte importante del film è dedicata alle parole di intellettuali e testimoni israeliani, tra cui lo scrittore Yoram Kaniuk e lo scienziato e politico Yuval Ne'eman.
Alla sua uscita, Promised Lands fu vietato in Israele e ricevette negli Stati Uniti un'accoglienza critica poco favorevole. Il film ebbe successivamente una circolazione limitata, ma fu recuperato nell'ambito di retrospettive dedicate all'attività cinematografica di Sontag.
Il Wexner Center for the Arts lo presentò nel 2010 citando un giudizio di Roberto Rossellini, secondo il quale Sontag aveva realizzato un film forte, chiaro e intelligente, diverso da qualunque altro avesse visto.
Recensendo l'edizione in DVD del 2011 per Library Journal, Lawrence R. Maxted giudicò il film lento e in parte datato, ma lo raccomandò come documento storico, opera di una delle principali scrittrici del XX secolo.
Il critico Jonathan Rosenbaum ha ricollegato retrospettivamente Promised Lands alle riflessioni successive di Sontag sulla rappresentazione della sofferenza e della guerra, in particolare a Davanti al dolore degli altri. Rosenbaum ha inoltre individuato nel montaggio sonoro uno degli aspetti più propriamente cinematografici dell'opera, accostandolo al cinema di Dziga Vertov.