Propteridium

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Propteridium
Immagine di Propteridium mancante
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseActinopterygii
InfraclasseTeleostei
OrdineOphidiiformes
SottordineBythitoidei
FamigliaBythitidae
Genere†Propteridium

Propteridium è un genere estinto di pesci ossei appartenente agli Ophidiiformes. È noto dai livelli eocenici e oligocenici in Iran e in Europa orientale, ed è considerato un membro del sottordine Bythitoidei, in particolare della famiglia Bythitidae.

Descrizione

Propteridium possedeva un corpo allungato con circa 47 vertebre (12 addominali e 35 caudali). La testa era triangolare, lunga circa un quarto della lunghezza standard, con regione etmoidea espansa e vomere privo di denti. L’orbita era grande, con diametro pari alla lunghezza del muso. Le ossa frontali si restringevano nella regione orbitale, mentre la mascella era spatolata e il dentario si proiettava anteriormente.

La dentatura era costituita da una singola fila di piccoli denti spaziati su premascella e mandibola. Erano presenti otto raggi branchiostegi.

La colonna vertebrale mostrava parapofisi triangolari nelle ultime vertebre addominali, robuste prezigapofisi dorsali e ventrali sviluppate nella regione caudale. Il corpo era ricoperto da minute scaglie cicloidi, conservate nella regione posteriore. La pinna dorsale originava sopra la settima–ottava vertebra addominale e possedeva almeno 50 raggi. Le pinne pettorali contavano circa 17 raggi allungati, mentre le pinne ventrali erano toraciche con due raggi filiformi.

Scoperta e classificazione

Il genere venne istituito da Camille Arambourg (1967) sulla base di resti fossili ben conservati rinvenuti presso Ilam, in Iran, nella Formazione di Pabdeh inizialmente interpretati come oligocenici e successivamente datati all’Eocene medio-superiore grazie all’analisi dei microfossili del sedimento. La specie tipo è Propteridium douvillei.

Successivamente, Ciobanu (1970, 1977) descrisse ulteriori reperti provenienti da Pietricica (Piatra Neamţ, Romania), che denominò Propteridium profondae. Più recentemente, Přikryl e Carnevale (2018) hanno discusso resti provenienti dalla Moravia (Mouchnice, Ždánice Unit), riconoscendo in essi affinità con i materiali descritti in Romania e con i fossili iraniani originali.

Benché Ciobanu non avesse fornito giustificazioni dettagliate per l’attribuzione del materiale romeno a Propteridium, un’analisi successiva dell’olotipo di Pietricica ha evidenziato una certa somiglianza con la specie eocenica iraniana P. douvillei, in particolare per numero di vertebre, raggi mediani, raggi delle pinne ventrali e branchiostegi. Cohen e Nielsen (1978) considerarono Propteridium un membro dei Bythitidae, con affinità verso il genere moderno Cataetyx.

Paleoecologia

Le caratteristiche morfologiche di Propteridium indicano un pesce bentonico di piccole dimensioni, adattato a fondali marini profondi o di piattaforma. La sua distribuzione eurasiatica testimonia la diversificazione precoce dei Bythitoidei nel Cenozoico.

Note

  1. 1 2 3 Přikryl, T. & Carnevale, G. (2018). Ophidiiform fishes from the Oligocene–early Miocene of Moravia, Czech Republic. Bulletin of Geosciences 93(4): 477–489. Czech Geological Survey, Prague. ISSN 1214-1119.
  2. ↑ Arambourg, C. (1967). Les Poissons oligocénes de l’Iran. Notes et mémoires sur le Moyen-Orient 8: 9–247.
  3. ↑ Afsari, S., Yazdi, M., Bahrami, A. & Carnevale, G. 2014. A new deep-sea hatchetfish (Teleostei: Stomiiformes: Sternoptychidae) from the Eocene of Ilam, Zagros Basin, Iran. Bollettino della Societa Paleontologica Italiana 53, 27–37.
  4. ↑ Ciobanu, M. (1970). Date noi asupra peştilor fosili din Oligocenul dela Piatra Neamţ (II). Studii şi Cercetari 1: 67–90.
  5. ↑ Ciobanu, M. (1977). Fauna fosila din Oligocenul de la Piatra Neamt. 1–159.
  6. ↑ Cohen, D., and J. Nielsen. 1978. Guide to the Identification of Genera of the Fish Order Ophidiiformes with a Tentative Classification of the Order. NOAA Technical report NMFS. Washington, D.C. Circular 417, 72 pp.

Bibliografia

Collegamenti esterni