Proverbio

Serie di cartoline della prima guerra mondiale "I proverbi e la guerra"
Ride ben chi ride l'ultimo
Chi tardi arriva...
Chi va piano, va sano...

Il proverbio (dal latino proverbium) è un’espressione linguistica breve e formalmente stabilizzata dall’uso, appartenente alla tradizione orale o scritta di una comunità, che esprime in forma sintetica un’osservazione, una norma di comportamento o una presunta verità di carattere generale, spesso ricavata dall’esperienza collettiva.

Lo studio dei proverbi rientra principalmente nell’ambito della paremiologia, disciplina che si colloca all’incrocio tra linguistica, folklore, antropologia e storia della cultura.

Descrizione

Essi generalmente riportano una verità (o quello che la gente ritiene sia vero): si dice infatti che i proverbi siano frutto della saggezza popolare o della cosiddetta "filosofia popolare" o spontanea, ma v'è chi sostiene che altro non siano che la versione codificata di luoghi comuni o del senso comune. Possono contenere similitudini. Metafore o similitudini sono tratte da usi, costumi, leggende del popolo nella cui lingua è nato il proverbio. Ma molti proverbi sono comuni a più lingue diverse. Si distinguono dai modi di dire in quanto sono sempre costituiti da frasi complete, anche se talvolta uno degli elementi che costituiscono la frase è sottinteso. Possono essere:

In genere si raccolgono e si studiano in quanto patrimonio culturale, testimonianza di epoche passate, sopravvivenza di esperienze un tempo importanti. Lo studio dei proverbi si chiama paremiologia.

Storia

Periodo/ambito Caratteristiche principali
Tradizione orale (Preistoria) Nascita dei proverbi come frasi brevi memorizzabili; trasmissione orale di norme sociali ed esperienza collettiva
Antico Egitto (III millennio a.C.) Testi sapienziali con proverbi morali e pratici (es. Insegnamenti di Ptahhotep)
Mesopotamia Raccolte di massime e proverbi in tavolette cuneiformi
Tradizione biblica Proverbi come forma di insegnamento religioso e morale (Libro dei Proverbi)
Grecia antica Uso dei proverbi in filosofia, retorica e teatro
Roma antica Proverbi come strumenti retorici e morali; diffusione latina
Medioevo Trascrizione dei proverbi in latino e volgare; funzione didattica e morale
Rinascimento (XVI sec.) Raccolte sistematiche e commentate; studio filologico
Età moderna (XVII–XIX sec.) Inserimento dei proverbi nella letteratura nazionale e nei dizionari
Età contemporanea Studio linguistico, antropologico e comparativo; variazioni regionali e sociali

Nella letteratura

Molti autori hanno utilizzato i proverbi nei loro scritti, per una vasta gamma di generi letterari: poemi epici, romanzi, poesie, racconti.

Probabilmente l'utilizzatore più famoso di proverbi nei romanzi è J.R.R. Tolkien nelle sue serie Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Herman Melville è noto per aver creato proverbi in Moby Dick e nelle sue poesie. Inoltre, C. S. Lewis ha creato una dozzina di proverbi in Il cavallo e il ragazzo, e Mercedes Lackey ne ha creati molti per le sue culture inventate Shin'a'in e Tale'edras.

Alcuni autori hanno utilizzato così tanti proverbi che sono stati scritti interi libri che catalogano il loro utilizzo, come Charles Dickens, Agatha Christie, George Bernard Shaw, Miguel de Cervantes e Friedrich Nietzsche.

Nel dramma e nel cinema

Analogamente ad altre forme di letteratura, i proverbi sono stati utilizzati come importanti unità linguistiche anche nel teatro e nel cinema, dai tempi delle opere greche classiche al francese antico a Shakespeare, allo spagnolo del XIX secolo, al russo del XIX secolo, fino ad oggi. L'uso dei proverbi nel teatro e nel cinema oggi si trova ancora nelle lingue di tutto il mondo, con numerosi esempi dall'Africa, tra cui lo Yorùbá e l'Igbo della Nigeria.

Forrest Gump è noto sia per l'uso che per la creazione di proverbi ("Stupido è chi stupido fa" e "La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita", forse i più celebri del film).

Nella televisione

Anche i programmi televisivi sono stati denominati in riferimento a proverbi, solitamente abbreviati, come Birds of a Feather e Diff'rent Strokes.

Nella musica

I proverbi sono stati utilizzati nella musica dall'opera al country all'hip hop, anche in molte lingue, come la lingua Akan, la lingua Igede, lo spagnolo e l'igbo.

Nei fumetti

Da un grande potere derivano grandi responsabilità (in inglese With great power comes great responsibility) è un antico adagio, aforisma e proverbio, inteso come allusione alla spada di Damocle e reso popolare grazie al suo utilizzo nelle storie del supereroe Spider-Man. Questo proverbio, oltre che nei fumetti della Marvel, è stato utilizzato da giornalisti, autori e altri scrittori, compresa la Corte suprema degli Stati Uniti d'America.

Nell'arte visiva

Fin dall'antichità, le persone in tutto il mondo hanno registrato proverbi in forma visiva. Ciò è stato fatto in due modi. In primo luogo, i proverbi sono stati scritti per essere esposti, spesso in modo decorativo, come su ceramiche, punto croce, murales, kangas (gli abiti delle donne dell'Africa orientale), trapunte, vetrate e graffiti.

In secondo luogo, i proverbi sono stati spesso rappresentati visivamente in una varietà di media, tra cui dipinti, incisioni e sculture.

Variazioni

Contro-proverbi

Ci sono spesso proverbi che si contraddicono a vicenda, come "Guarda prima di saltare" e "Chi esita è perduto", o "Molte mani rendono il lavoro leggero" e "Troppi cuochi rovinano il brodo". Questi sono stati etichettati come "contro-proverbi" o "proverbi antonimi".

Meta-proverbi

In molte culture esistono proverbi sui proverbi, ovvero "meta-proverbi", ad esempio quello Yorùbá della Nigeria, "I proverbi sono i cavalli del linguaggio, se la comunicazione si perde usiamo i proverbi per ritrovarla", usato da Wole Soyinka in Death and the King's Horseman.

Anti-proverbi

Un anti-proverbio o un perverbio è la trasformazione di un proverbio standard per ottenere un effetto umoristico. Il paremiologo Wolfgang Mieder li definisce come "proverbi parodiati, distorti o frammentati che rivelano un gioco di parole umoristico o satirico con la saggezza proverbiale tradizionale". Gli anti-proverbi sono antichi: Aristofane ne usò uno nella sua opera La pace.

Alcuni autori hanno piegato e distorto i proverbi, creando degli anti-proverbi, per una varietà di effetti letterari. Ad esempio, nei romanzi di Harry Potter, J.K. Rowling rimodella un proverbio inglese standard in "Non serve a niente piangere sulla pozione versata" e Silente consiglia a Harry di "non contare i gufi prima che vengano consegnati".

Nella pubblicità

I proverbi sono frequentemente utilizzati nella pubblicità, spesso in forma leggermente modificata. Ford pubblicizzò la sua Thunderbird con "Un viaggio vale più di mille parole".

Psicologia

I proverbi sono stati utilizzati per valutare la demenza, studiare lo sviluppo cognitivo dei bambini, misurare le conseguenze delle lesioni cerebrali e studiare come la mente elabora il linguaggio figurato.

Notevoli studiosi dei proverbi (paremiologi e paremiografi)

Galleria d'immagini

Note

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Bibliografia

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