Il Qatargate, noto anche come Eurotangentopoli o Maroccogate, è uno scandalo di corruzione, riciclaggio di denaro e traffico di influenze emerso al Parlamento europeo nel dicembre 2022, in cui esponenti politici, assistenti parlamentari e lobbisti sono accusati di aver ricevuto denaro e regali da Qatar e Marocco – e, secondo alcune fonti, anche da Mauritania ed Emirati Arabi Uniti – in cambio di attività di influenza sulle decisioni dell'Eurocamera.
Le indagini, condotte dalla procura federale belga con la collaborazione della Guardia di Finanza italiana, hanno portato al sequestro di circa 1,5 milioni di euro in contanti, tra cui 600 000 euro nell'abitazione dell'ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri, 150 000 euro nell'appartamento di Bruxelles della vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kailī e una valigia con diverse centinaia di migliaia di euro all'hotel Sofitel di Place Jourdan. La vicenda è stata definita da fonti giornalistiche e dalla stessa Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola uno dei più gravi scandali politico-finanziari mai coinvolti nell'Assemblea di Strasburgo.
A oltre quattro anni dai fatti, l'inchiesta è ancora nella fase preliminare: nel febbraio 2026 la Corte d'appello di Bruxelles ha dichiarato regolari le indagini, respingendo le eccezioni delle difese e autorizzandone la prosecuzione.
Secondo la ricostruzione della procura federale belga, l'indagine era stata avviata dai servizi di intelligence del Belgio già mesi prima dei raid: un verbale della polizia del 14 novembre 2022, inviato al giudice istruttore Michel Claise, documentava una riunione della sottocommissione per i diritti umani (DROI) del Parlamento europeo. Nello stesso mese Eva Kailī si era recata a Doha per incontrare il ministro del lavoro qatariota Ali bin Samikh Al Marri; il 22 novembre 2022, dalla tribuna dell'Eurocamera, l'eurodeputata aveva elogiato le riforme adottate dal Qatar in materia di diritti dei lavoratori. L'eurodeputata di La France Insoumise Manon Aubry ha successivamente denunciato che una sua proposta di risoluzione contro lo sfruttamento della manodopera migrante in Qatar aveva impiegato oltre un anno a essere approvata, per l'opposizione dei gruppi S&D e PPE.
Il 9 dicembre 2022 la polizia federale belga ha effettuato venti perquisizioni in diciannove indirizzi di Bruxelles, procedendo a otto arresti in Belgio e in Italia. Nella stessa giornata Alexandros Kailī, padre di Eva, è stato fermato all'hotel Sofitel di Place Jourdan con una valigia contenente diverse centinaia di migliaia di euro; il giudice istruttore Michel Claise lo ha ritenuto in flagrante delicto, circostanza che ha determinato la caduta dell'immunità della figlia e la perquisizione della sua abitazione. Nella cassaforte dell'abitazione di Panzeri sono stati sequestrati 600 000 euro in contanti.
Nella prima ondata di arresti sono stati fermati, oltre a Eva Kailī e al padre:
Il 10 dicembre 2022 Eva Kailī è stata rimossa dall'incarico di vicepresidente del Parlamento europeo; il 12 dicembre l'Autorità greca antiriciclaggio ne ha congelato i beni. Il 15 dicembre l'Eurocamera ha approvato, con 541 voti favorevoli, 2 contrari e 3 astenuti, una risoluzione che sospende tutti i lavori legislativi riguardanti il Qatar e annuncia l'istituzione di una commissione d'inchiesta.
Il 15 dicembre 2022 Francesco Giorgi ha confessato di essere stato corrotto da funzionari qatarioti e di aver ricevuto fondi anche dal governo marocchino, negando il coinvolgimento della compagna ma chiamando in causa Panzeri, Andrea Cozzolino e Marc Tarabella.
Nel gennaio 2023 Pier Antonio Panzeri ha firmato con la procura federale belga un memorandum di collaborazione ai sensi degli articoli 216/1–216/8 del codice di procedura penale, impegnandosi a rivelare l'identità dei corrotti e dei complici in cambio di una pena detentiva contenuta. Secondo il quotidiano L'Echo, avrebbe dichiarato di aver versato oltre 120 000 euro a rate a Tarabella.
Il 2 febbraio 2023 la plenaria del Parlamento europeo ha revocato per alzata di mano l'immunità a Cozzolino e Tarabella. Il 3 febbraio Figà-Talamanca è stato rilasciato senza condizioni. Il 10 febbraio Cozzolino, colpito da mandato di arresto europeo, è stato arrestato a Napoli dopo le dimissioni da una clinica e tradotto nel carcere di Poggioreale dalla Guardia di Finanza; nel mandato gli venivano contestati organizzazione criminale, corruzione e riciclaggio.
Il 20 giugno 2023 il giudice istruttore Michel Claise si è ritirato dall'inchiesta dopo l'emergere di un possibile conflitto d'interessi legato ai rapporti d'affari di un suo figlio con il figlio dell'eurodeputata belga Maria Arena, anch'essa coinvolta nelle indagini; il fascicolo è passato ad altro giudice istruttore. Successivamente, anche il procuratore federale Raphaël Malagnini ha lasciato l'incarico. Nel corso del 2023 tutti gli imputati sono usciti dal carcere; Eva Kailī, ultima detenuta, è stata trasferita agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dopo circa quattro mesi di carcerazione preventiva.
A settembre 2024 la Corte d'appello di Bruxelles ha avviato, su istanza delle difese, un riesame parallelo delle indagini per valutare la regolarità dei metodi belgi, con particolare riferimento al ruolo dei servizi di intelligence, alle presunte violazioni dell'immunità parlamentare, alla tutela del segreto istruttorio, al conflitto d'interessi di Claise e all'affidabilità delle dichiarazioni di Panzeri.
Sul versante politico, il 4 marzo 2025 la procura federale belga ha chiesto la revoca dell'immunità delle eurodeputate del Partito Democratico Alessandra Moretti ed Elisabetta Gualmini. Il 3 dicembre 2025 la commissione giuridica (JURI) del Parlamento europeo ha approvato la revoca per Moretti e respinto quella per Gualmini. Il 16 dicembre 2025 la plenaria di Strasburgo ha confermato la decisione: immunità revocata a Moretti (497 favorevoli, 139 contrari, 15 astenuti) e mantenuta a Gualmini (382 favorevoli, 254 contrari, 19 astenuti).
Il 20 febbraio 2026 la Corte d'appello di Bruxelles ha chiuso il riesame dichiarando che le indagini preliminari sono state condotte regolarmente e possono proseguire; sono state respinte le eccezioni di invalidità e di inammissibilità sollevate dalle difese, mentre le contestazioni sui presunti leak di informazioni sono state rimesse a un procedimento distinto sulla violazione del segreto istruttorio, che ha già portato alla sospensione di due alti funzionari della polizia belga, tra cui Hugues Tasiaux, direttore dell'Ufficio anticorruzione (OCRC), arrestato nel febbraio 2026. L'indagine è supervisionata dal giudice istruttore Pascale Barto.
Il 23 giugno 2026 un giudice istruttore belga ha emesso un mandato d'arresto europeo nei confronti dell'ex commissario europeo greco Dimitris Avramopoulos, accusato di partecipazione ad associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio in relazione ai suoi rapporti con l'ONG Fight Impunity, di cui fu membro onorario del consiglio di amministrazione tra il 2020 e il 2021. Il 17 settembre 2026 il parlamento ellenico ha revocato l'immunità di Avramopoulos, deputato di Nuova Democrazia, consentendo il proseguimento del procedimento; l'ex commissario ha respinto ogni addebito.
Alla fine di dicembre 2022 la stampa internazionale ha rivelato l'esistenza di documenti d'indagine che mostravano il coinvolgimento ad alto livello della Direzione generale degli studi e della documentazione (DGED), i servizi di intelligence marocchini. Secondo l'inchiesta di Der Spiegel, al centro della rete vi sarebbero stati Panzeri, Giorgi e Cozzolino, orientati a influenzare il gruppo socialista dell'Eurocamera a favore di Qatar, Marocco, Mauritania e forse Arabia Saudita. Secondo la ricostruzione della Belga News Agency, l'ambasciatore del Marocco in Polonia avrebbe consegnato buste di denaro ai tre italiani in cambio di una politica favorevole a Rabat, in particolare sulla questione del Sahara Occidentale e sul silenzio riguardo alle accuse di violazione dei diritti umani.
Il 12 gennaio 2023 la Presidente Roberta Metsola ha presentato alla Conferenza dei presidenti dei gruppi politici un piano in quattordici punti per la trasparenza delle attività degli eurodeputati e per il contrasto della corruzione. Il pacchetto ha portato a modifiche del regolamento interno e all'irrigidimento delle regole sui rapporti con i rappresentanti di paesi terzi, oltre all'aggiornamento del codice di condotta dei deputati. Il 20 novembre 2023 l'Ufficio di Presidenza ha inoltre approvato nuove norme interne in materia di whistleblowing per allineare parzialmente la disciplina alla direttiva (UE) 2019/1937; la dottrina ha però giudicato le misure «troppo tardive e troppo poche». Nella risoluzione del 13 luglio 2023 il Parlamento europeo ha adottato ulteriori raccomandazioni per la riforma delle norme in materia di trasparenza, integrità, responsabilità e lotta alla corruzione.
L'organizzazione Transparency International ha giudicato insufficiente il pacchetto, rilevando controlli allentati, vincoli soltanto formali e l'assenza di un'autorità etica indipendente.
Il 18 dicembre 2022 il governo qatariota ha respinto le accuse, lamentando che le misure adottate dall'Unione europea avrebbero avuto ripercussioni negative sulla cooperazione bilaterale e sulla «sicurezza energetica mondiale»; il quotidiano Le Monde e altre testate hanno interpretato la dichiarazione come una minaccia velata alle forniture di gas naturale liquefatto verso l'Europa, in una fase già delicata a causa del conflitto russo-ucraino. Anche il Marocco ha negato ogni coinvolgimento.