Quinta Aliyah

La Quinta Aliyah (in ebraico העלייה החמישית, HaAliyah HaHamishit) fu un'ondata di immigrazione ebraica nella Palestina mandataria, generalmente collocata fra il 1929 e il 1939. Secondo l'Encyclopaedia Judaica, interessò oltre 250.000 persone e contribuì a trasformare la consistenza demografica, l'economia e la vita culturale dello Yishuv, la comunità ebraica della Palestina precedente alla nascita dello Stato di Israele.

L'immigrazione aumentò dopo l'ascesa al potere di Adolf Hitler in Germania nel 1933 e l'intensificarsi delle persecuzioni antiebraiche. Tra gli immigrati figuravano numerosi professionisti e imprenditori, il cui arrivo contribuì allo sviluppo economico della comunità ebraica palestinese.

Contesto storico

La Quinta Aliyah seguì la Quarta Aliyah e si sviluppò durante l'amministrazione britannica della Palestina. Nel corso degli anni trenta, le persecuzioni nella Germania nazista e il peggioramento delle condizioni degli ebrei in Europa spinsero un numero crescente di persone a cercare rifugio all'estero.

Le possibilità di emigrazione erano tuttavia limitate dalle politiche restrittive di numerosi paesi di destinazione. La Palestina costituì una delle mete dei profughi ebrei provenienti dalla Germania e dall'Europa centrale.

Consistenza e caratteristiche

L'Encyclopaedia Judaica indica oltre 250.000 immigrati per il periodo 1929–1939 e attribuisce particolare rilievo ai profughi dalla Germania nazista, che rappresentavano oltre un quarto del totale.

Secondo la Jewish Virtual Library, fra il 1933 e il 1936 si stabilirono in Palestina circa 174.000 ebrei, provenienti dalla Germania e da altri paesi, soprattutto dell'Europa orientale.

Gli immigrati portarono competenze professionali, esperienza imprenditoriale e capitali. La loro presenza contribuì all'ampliamento delle attività economiche e alla diversificazione della società ebraica palestinese.

Sviluppo economico e insediamento

L'ondata migratoria favorì la crescita urbana, l'apertura di imprese industriali e lo sviluppo delle attività commerciali e professionali. Parallelamente proseguì l'insediamento agricolo, anche attraverso la fondazione di comunità realizzate secondo il sistema difensivo di torre e palizzata.

Una parte dell'emigrazione dalla Germania fu resa possibile dall'Accordo dell'Haavara, che consentiva agli emigranti ebrei di trasferire una parte dei propri beni in Palestina attraverso un meccanismo collegato all'esportazione di merci tedesche.

Restrizioni britanniche e immigrazione clandestina

Durante gli anni trenta le autorità britanniche limitarono progressivamente l'immigrazione ebraica. Nello stesso periodo si sviluppò l'Aliyah Bet, l'immigrazione organizzata al di fuori delle autorizzazioni dell'amministrazione mandataria.

Il Libro bianco del 1939 stabilì un limite di 75.000 nuovi immigrati ebrei nell'arco di cinque anni, a partire dall'aprile 1939, e subordinò l'immigrazione successiva al consenso arabo.

Il documento e lo scoppio della seconda guerra mondiale segnarono un'ulteriore restrizione delle possibilità di raggiungere la Palestina, mentre proseguivano le persecuzioni degli ebrei in Europa.

Note

  1. 1 2 3 (EN) Misha Louvish e Fred Skolnik, Aliyah, in Encyclopaedia Judaica. URL consultato il 20 ottobre 2026.
  2. 1 2 3 4 5 (EN) The Fifth Aliyah (1929–1939), su Jewish Virtual Library. URL consultato il 20 ottobre 2026.
  3. 1 2 3 (EN) Refugees, su Holocaust Encyclopedia – United States Holocaust Memorial Museum. URL consultato il 20 ottobre 2026.
  4. ↑ (EN) UN Palestine Commission – Jewish immigration to Palestine/Cyprus camps – Working paper, su United Nations – Question of Palestine. URL consultato il 20 ottobre 2026.
  5. ↑ (EN) Holocaust Survivors and the Establishment of the State of Israel (May 14, 1948), su Holocaust Encyclopedia – United States Holocaust Memorial Museum. URL consultato il 20 ottobre 2026.

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