
Quintilio Perini (Mattarello, 24 marzo 1865 – Rovereto, 15 agosto 1942) è stato un numismatico e storico italiano.
Nato a Mattarello, borgo al tempo appartenente alla Principesca Contea del Tirolo nell'Impero d'Austria-Ungheria, fu un numismatico, storico e chimico farmacista.
In quasi quarant'anni di lavoro ha dato alla stampa 174 pubblicazioni. Fu noto numismatico e collezionista di monete antiche, con particolare riguardo alle Zecche delle Tre Venezie. Ebbe rapporti con collezionisti, ditte numismatiche e direttori dei principali musei in Europa. All'inizio della prima guerra mondiale possedeva una delle più preziose collezioni dell'Italia settentrionale. Frutto di questa sua raccolta furono in quel periodo alcune informatissime sue pubblicazioni sulle Zecche di Verona, Treviso, San Marino, Padova, Aquileia, Frinco, Vicenza, Correggio, Merano, Trento, Francoforte sul Meno, Gorizia, Modena, Ivrea, Soragna, della Repubblica Romana del 1849, di Gazoldo degli Ippoliti e molte altre. Vittorio Emanuele III di Savoia Re d'Italia, coltissimo numismatico, con il quale era in stretta relazione, lo volle come collaboratore del Corpus Nummorum Italicorum.
In tutti i suoi lavori scorgiamo una indiscussa competenza storico-numismatica ed un senso speciale di indagine e di investigazione delle fonti documentarie.
L'attività del Perini non si limitò solo allo studio delle monete antiche, ma si estese nel campo della storia trentina. Negli anni che vanno dal 1893 al 1914, apparvero moltissimi suoi articoli sulle riviste trentine dell'epoca, tra cui gli Atti dell'Accademia Roveretana degli Agiati, Accademia che lo inviò come rappresentante delle terre italiane irredente al Congresso Internazionale di Scienze Storiche tenutosi a Roma nel 1903. Fondò la rivista San Marco con l'intendimento di studiare e illustrare le vicende della Vallagarina durante il dominio della Serenissima (Repubblica di Venezia). Nel 1915, allo scoppio della guerra, dovette sospendere le pubblicazioni e a suo carico venne imbastito un processo per alto tradimento. La polizia austriaca invase la sua casa, sequestrò tutta la corrispondenza, mentre nel corso dell'inquisizione la biblioteca, unica per numero e rarità di opere storico-numismatiche, e la preziosissima raccolta numismatica, venivano disperse.
Fu pure conoscitore della sfragistica, illustrando i sigilli di molte nobili antiche famiglie trentine, delle quali pubblicò la storia e la genealogia.
Cultore di storia patria e irredentista fervente, il Perini diede tutta la sua opera affinché la storia di Rovereto, fin dai tempi più antichi, venisse portata alla luce e fosse studiata da quei giovani che si preparavano alle battaglie irredentistiche per la liberazione del Trentino e l'annessione all'Italia.
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