
REPowerEU è il piano presentato il 18 maggio 2022 dalla Commissione europea per «porre fine alla dipendenza dell'Unione europea dai combustibili fossili della Russia [...] e affrontare la crisi climatica». Il piano è una risposta alle interruzioni del mercato energetico conseguente dall'invasione russa dell'Ucraina del 2022. La Commissione europea intende attuare il piano attraverso «il risparmio energetico, la diversificazione dell'approvvigionamento energetico e una più rapida diffusione delle energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili nelle case, nell'industria e nella generazione di energia elettrica».
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) occupa un posto centrale nel piano REPowerEU, in quanto sostiene il finanziamento delle infrastrutture nazionali e transfrontaliere.
Dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina (24 febbraio 2022), l'Unione europea e diversi suoi alleati hanno deciso nuove sanzioni contro la Russia, dopo quelle del 2014, con lo scopo di «paralizzare» la capacità della Russia di «finanziare la sua macchina da guerra» e rendere difficile gestire le risorse per ottenere liquidità. Inoltre, diversi governi dell'Unione europea hanno deciso di inviare armi e aiuti economici al governo ucraino, nonché di facilitare l'ingresso dei rifugiati ucraini nei propri territori.
Dall'inizio dell'invasione, quasi 5 milioni di ucraini si sono rifugiati negli Stati membri dell'Unione (fonte UNHCR). L'Unione europea ha deciso di ospitare i rifugiati per un massimo di tre anni senza richiesta di asilo e ha approvato la Direttiva di protezione temporanea.
D'altra parte, sulla base dello Strumento europeo per la pace, il 28 febbraio 2022 l'Unione europea ha deciso di finanziare l'invio di attrezzature e forniture alle forze armate ucraine. La Commissione europea ha inoltre deciso di mobilitare il Centro satellitare dell'Unione europea per fornire servizi di intelligence all'Ucraina. In questo modo, la guerra russo-ucraina ha permesso all'Unione di affermarsi come forza geostrategica.
Nel frattempo, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha annunciato il riarmo dell'esercito del suo paese di proporzioni mai viste dalla fine della seconda guerra mondiale in Europa. Inoltre, la Germania ha negato la certificazione del gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2, la cui costruzione era stata completata nel 2021 ma che non era ancora entrato in funzione, e la relativa società di gestione, Nord Stream 2 A.G., ha dichiarato bancarotta il 1º marzo 2022.

La strategia energetica dell'Unione europea potrebbe essere definita come l'insieme delle azioni emanate dalla Commissione europea, dal Consiglio dell'Unione europea e dal Parlamento europeo, incluse nei trattati e ratificate dagli Stati membri per agire sulla quantità, sul costo e sulla disponibilità delle diverse fonti energetiche, con particolare attenzione alla salvaguardia dell'ambiente e alla sicurezza degli approvvigionamenti.
Nel 2021 i paesi dell'Unione europea hanno importato circa il 90% del gas consumato, del quale il 45% dalla Federazione russa. Dalla Russia provengono anche il 27% delle importazioni di petrolio e il 46% delle importazioni di carbone.
Il Green Deal europeo e il pacchetto Fit for 55 hanno l'ambizione di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050, rispetto al 1990.
L'8 marzo 2022 la Commissione europea segnalava al Parlamento europeo: «L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha reso evidente e forte come mai prima d'ora la necessità di una transizione rapida verso l'energia pulita». Quindi la necessità di un piano per diversificare gli approvvigionamenti di gas e ridurre più rapidamente la dipendenza da combustibili fossili.
Il 10-11 marzo 2022 si è tenuto a Versailles il Consiglio europeo, formato dai Capi di stato e di governo dell'Unione europea, che «riguarda l'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina e illustra in che modo l'UE può rafforzare le capacità di difesa, ridurre le dipendenze energetiche e costruire una base economica più solida». La Dichiarazione di Versailles dell'11 marzo, tra l'altro sostiene la necessità «di affrancarsi gradualmente dalla dipendenza dell'UE dalle importazioni di gas, petrolio e carbone russi» e invita «la Commissione europea a proporre, entro la fine di maggio 2022, un piano REPowerEU per rendere l'UE indipendente dai combustibili fossili russi».
Il 23 marzo 2022 la Commissione europea ha presentato al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Unione europea la proposta di regolamento «concernente misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas [e] relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale».
Il 7 aprile 2022 la Commissione europea, in coordinamento con gli Stati membri dell'Unione, ha istituito la piattaforma comune di acquisto dell'energia dell'Unione per garantire l'approvvigionamento di gas, GNL e idrogeno a prezzi accessibili e per uscire gradualmente dalla dipendenza dal gas russo.
Con il piano REPowerEU la Commissione europea prevede di ridurre la dipendenza energetica con misure finanziarie e legislative con tre principali obiettivi:
Gli obiettivi saranno raggiunti con provvedimenti a breve termine e a medio termine da completare entro il 2027.