| Ragoli frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Tre Ville |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°03′12.96″N 10°46′38.17″E |
| Abitanti | 425 (2011) |
| Sottodivisioni | Baltram, Bolzana, Favrio, Vigo |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) |
| Cl. climatica | zona F, 3 234 GG |
| Patrono | san Faustino |
| Giorno festivo | 15 febbraio |
| Cartografia | |
Ragoli (Ràgoi in dialetto trentino) è una frazione di 425 abitanti del comune italiano di Tre Ville in provincia di Trento.
Fino al 31 dicembre 2015 Ragoli ha costituito un comune autonomo, che comprendeva, oltre al territorio adiacente al fiume Sarca (dove sorgono il centro, gli agglomerati di Bolzana, Baltram, Vigo e Favrio e le due piccole frazioni di Coltura e Pez), anche un'isola amministrativa di poco più estesa, a circa 30 km dal capoluogo, che includeva l'abitato di Palù, contiguo a Madonna di Campiglio. Il 1º gennaio 2016 il comune di Ragoli, che al momento del suo scioglimento contava 821 abitanti, è confluito nel nuovo ente formato dall'unione con Preore e Montagne.
Il paese è situato nel cuore delle Giudicarie centrali sulla sinistra orografica del fiume Sarca, ai piedi del Monte Irone e a pochi chilometri dal paese di Tione, nodo centrale della zona da dove si diramano le Valli Giudicarie, la Valle del Chiese e la Val Rendena. Insieme a Tione, Bolbeno, Breguzzo, Montagne, Preore e Zuclo forma la cosiddetta "Busa di Tione".
Ragoli è conosciuta soprattutto come zona di passaggio per raggiungere le più importanti località turistiche del territorio: la Val Rendena, la Valle del Chiese e le Terme di Comano.
Le prime notizie storiche relative alle Giudicarie risalgono al III millennio a.C., quando alcune popolazioni salendo dalla pianura padana e seguendo l'agevole percorso della Valle del Chiese si insediarono in un territorio inabitato, caratterizzato da un clima particolarmente mite.
Reti e Celti abitarono le Valli Giudicarie nel periodo compreso tra il 600 a.C. e il 100 a.C., fino a che non fecero la loro comparsa i Romani: dagli Acta Triumphalia dell'anno 117 a.C. risulta infatti una spedizione vittoriosa del console Quinto Mario che vede l'aggregazione degli abitanti del Garda, del Chiese e del Sarca alla tribù Fabia. I Romani lasciarono gli usi e costumi che le popolazioni di origine indigena si erano date introducendo gradualmente la religione pagana e la lingua latina.
Ai Romani si sostituirono i Longobardi, i quali nel 568 d.C. occuparono l'intera Italia settentrionale mantenendola in loro possesso per oltre due secoli.
Successivamente Carlo Magno, re dei Franchi, sconfisse i Longobardi, divenne Imperatore del Sacro Romano Impero e suddivise l'impero in province chiamate “marche”, “contee” o “principati” portando alla costituzione della “Marca Tridentina”. Nasce in questo modo anche nelle valli Giudicarie il Feudalesimo.
La storia delle valli Giudicarie, e quindi anche quella della comunità di Ragoli, è strettamente legata a quella del Principato vescovile di Trento che durò dal 1027 al 1803. L'avvento di Napoleone durante la campagna d'Italia del 1796 interruppe bruscamente l'armonia consolidata che era venuta a crearsi tra autorità e sudditi. La diretta conseguenza politica della sua venuta fu l'abolizione del principato vescovile di Trento, decretata di fatto nel novembre del 1796, quando l'Austria, durante una occupazione temporanea della città, avocò a sé il governo del Trentino, in forza dei diritti del principato detenuti dagli Asburgo, quali conti del Tirolo. La soppressione formale del Vescovato avvenne a Parigi, il 26 dicembre 1802 e fu perfezionata a Ratisbona nel 1803. Il trattato di Vienna del 1815 confermò la cessione del Trentino all'Austria, che lo incorporò nella contea principesca del Tirolo abolendo la gestione autonoma delle comunità e istituendo su di esse il nuovo “Comune”. Per cent'anni dal 1815 al 1918, le Giudicarie, seguirono le vicende dell'impero austro-ungarico per poi essere annesse allo Stato italiano.

Lo stemma di Ragoli era stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo in data 26 settembre 1929.
Il gonfalone, concesso con decreto del presidente della Repubblica del 12 maggio 1953, era un drappo di colore rosso, al palo di azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento.
Abitanti censiti; per gli ultimi censimenti si evidenzia in blu la popolazione residente nel centro abitato di Ragoli, in verde quella residente nei vecchi confini comunali.

Secondo i dati ISTAT nel 2011 la popolazione straniera residente era di 22 persone.
Per quanto riguarda l'artigianato, è importante la produzione di mobili e di oggetti in legno, impreziositi da pregevoli decorazioni artistiche raffiguranti temi tipici locali.
Dal 2005 Ragoli è gemellato con Taliándörögd, piccolo paese ungherese situato a nord del lago Balaton.