Riprende direttamente lo spagnolo Ramiro, attestato in latino medievale in forme quali Ranimirus, Ranmirus e poi, a partire dal X secolo, Ramirus. Si tratta di un nome germanico, tipico dei Visigoti: è composto da due elementi, ma mentre il secondo è certamente mari (o mereis, mers, "famoso", "illustre"), sul primo vi sono varie ipotesi:
rana ("cuneo", nel senso di formazione dell'esercito), quindi "celebre nel disporre l'esercito"
ragin ("consiglio [divino]" o "legge", "decreto", "responsabilità"), quindi "consigliere glorioso", "consiglio illustre"
rant ("scudo")
infine, meno probabilmente, qualche radice imparentata con il norrenorân ("rapina"), quindi "celebre per le rapine [di guerra]"
Il nome venne portato da un santo martire spagnolo e da diversi sovrani di Aragona, Asturia e León, ed è assai comune in Spagna e in America Latina. Dalla penisola iberica è stato importato in Italia, dove si è diffuso principalmente per vie letterarie grazie al personaggio del principe ne La Cenerentola di Rossini; comunque è raro, e negli anni 1970 se ne contavano circa cinquecento occorrenze (più altre due centinaia circa per Remiro e Ramira), accentrate per un terzo dei casi in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia.