Randall Collins (Knoxville, 29 luglio 1941) è un sociologo statunitense, convenzionalmente classificato tra i teorici del conflitto.
È ritenuto uno dei massimi cultori di questa scienza sociale nel periodo contemporaneo.
È un componente del Comitato scientifico della Rivista Italiana di Confittologia.
Collins nel 1963 consegue una laurea in social relations ad Harvard, in cui è «stato uno studente undergraduate di Parsons». Nel 1964 consegue una laurea magistrale in psicologia all'Università di Stanford. Nel 1965 consegue una laurea magistrale in sociologia all'Università della California, dove ha iniziato a pubblicare i suoi primi lavori, e successivamente, nel 1969, nella stessa università, consegue un dottorato di ricerca in sociologia.
Si richiama a Karl Marx, definendolo «il grande iniziatore della moderna teoria del conflitto»,[senza fonte] benché l'elaborazione teorica di Collins sia considerata un'estensione dell'analisi di Max Weber. Si è inoltre ispirato alla microsociologia di Erving Goffman e Herbert Blumer, a Leo Löwenthal, al sociologo istituzionalista Philip Selznick e a Emile Durkheim.
Per Collins il conflitto è filosoficamente necessario (i.e. inevitabile ed eterno) in conseguenza della natura ineguale del potere all'interno delle società. L'autore distingue tre ambiti principali di distribuzione ineguale delle risorse, che sono fonti, pertanto, di conflitto:
Collins sostiene che la violenza sia difficile da compiere, poiché «ostacolata da una barriera universale di paura/tensione del confronto (confrontational tension/fear)». Questo comporta che una volta aggirata o superata tale barriera, diventa possibile compiere atti di violenza.
Nell'ambito della sociologia dell'educazione, Collins ha elaborato la teoria del credenzialismo, per cui l'aumento della quantità di persone che conseguono livelli di istruzione elevati «non aumenta le disuguaglianze economiche», ma «inflaziona le credenziali», svalutandole, al punto che per ottenere un posto di lavoro risulta essere necessario studiare ulteriormente.
Al principio della sua carriera, Collins si concesse qualche divagazione "extra-accademica" come nel caso del romanzo The Case of the Philosopher's Ring, in cui appariva il personaggio di Sherlock Holmes.
Nel 2002 riceve il Premio Ludwik Fleck per l'opera The Sociology of Philosophies: A Global Theory of Intellectual Change.
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