| Ranefer | |
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| Principe | |
| Sepoltura | tomba a mastaba n.ro 9 |
| Luogo di sepoltura | Necropoli di Meidum |
| Dinastia | IV dinastia |
| Padre | Snefru |
| Madre | Hetepheres I |
| Ra-Nefer in geroglifici |
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Ranefer (fl. XXVII secolo a.C.) è stato verosimilmente un principe egizio della IV dinastia, figlio del re Snefru, diretto successore del re Huni (III dinastia) e primo re della IV, e, verosimilmente, della sposa reale Hetepheres I.
Figlio, e successore, di Snefru fu Cheope che, con le sorelle Hetepheres A e Nefertnesu A sono gli unici che, nei testi dedicatori delle relative tombe, riferiscono esplicitamente la discendenza da Snefru ed Hetepheres I. Così non risulta per Ranefer, titolare della tomba n.ro 9 della necropoli di Meidum, e di quelli che, con identificazione non univocamente accettata per l'usanza di denominare encomiasticamente "figlio del re" anche chi non lo era effettivamente, sono considerati i suoi fratelli e sorelle tra cui figurano: lo stesso Cheope; Meryetyotes I e Henutsen (entrambe spose di Cheope); Netjeraperef; Khanefer; Ankhhaf, che avrebbe sposato la sorella Hetepheres A; Iynefer A; Rahotep A, che avrebbe sposato la sorella Nofret A; Nefermaat; Nefertnesu A; Neferkhau A.

Anche dal punto di vista della sepoltura, esistono perplessità giacché la mastaba n.ro 9 della necropoli di Meidum, oggi completamente crollata, venne assegnata da Auguste Mariette a Ranefer solo per piccole schegge recanti tracce del nome. La mummia di Ranefer (?) era poggiata a un muro, sdraiata sul fianco sinistro, il corpo disteso; la testa era stata staccata dal corpo da saccheggiatori e ricomposta nella sua posizione anatomica solo appoggiandola su una pietra; il bendaggio era stato strappato e lo stesso sistema di mummificazione appariva inusuale: il corpo era stato ridotto e le rotondità naturali erano state realizzate modellando resine, il tutto avvolto in uno strato di bende di lino fino. Sopracciglia e occhi erano stati disegnati sull'involucro esterno e non vennero rinvenute tracce di sarcofagi di alcun genere; gli organi interni erano stati imbalsamati separatamente con resine e avvolti in lino e vennero rinvenuti, ridotti in un ammasso informe e molto danneggiati da insetti. Non vennero rinvenute tracce di contenitori che avessero originariamente contenuto i visceri. In un angolo della camera sepolcrale si trovava un pozzo verticale che presentava palesi tracce di saccheggio e che Flinders Petrie ipotizzò essere l'accesso all'appartamento sotterraneo della moglie di Ranefer, ma non esplorò perché ricolmo di detriti e immondizie