
Raul Christiano Machado Cortez (San Paolo, 28 agosto 1932 – San Paolo, 18 luglio 2006) è stato un attore brasiliano.
Raul Christiano Machado Cortez nacque a Santo Amaro (all'epoca municipio indipendente, oggi quartiere di San Paolo) il 28 agosto 1932, primogenito di sei figli in una famiglia della media borghesia di origini spagnole. Suo padre, avvocato, lo spinse inizialmente a intraprendere gli studi in giurisprudenza, ma a ventidue anni Cortez decise di abbandonare gli studi giuridici per assecondare la sua vera vocazione e dedicarsi alla recitazione. Il suo debutto professionale sul palcoscenico avvenne nel 1955. Nel corso della sua lunga carriera recitò in 66 opere teatrali, affermandosi come uno degli interpreti più illustri, premiati (vinse ben cinque Premi Molière) e irrequieti del teatro brasiliano. Lavorò assiduamente con registi e intellettuali all'avanguardia del calibro di Zé Celso e Antunes Filho. Nel 1969 fece scalpore interpretando un travestito nell'opera Os Monstros, e l'anno successivo, nel 1970, fu il protagonista del primo nudo frontale maschile del teatro brasiliano nella celebre messa in scena de Il balcone (O Balcão) di Jean Genet, diretta da Victor García. Nel 2000 coronò infine l'ambizione della sua carriera teatrale interpretando Re Lear di William Shakespeare.
Parallelamente al palcoscenico, nel 1957 esordì al cinema con il film O Pão Que o Diabo Amassou. Il grande pubblico imparò però a conoscerlo su larga scala grazie alla televisione. Il suo debutto sul piccolo schermo risale al 1966 con la telenovela Ninguém Crê em Mim su TV Excelsior, lavorando successivamente anche per TV Tupi e Rede Bandeirantes. La consacrazione televisiva definitiva, tuttavia, arrivò su Rede Globo, dove debuttò nel 1980 riscuotendo un grande successo nel ruolo del chirurgo plastico Miguel Fragonard in Agua Viva. Da quel momento divenne un volto di punta dell'emittente, recitando in produzioni di notevole livello. Tra i suoi ruoli più iconici, che lo resero un volto conosciuto anche in Italia, spiccano quello del burbero "Re del bestiame" Geremias Berdinazzi in O Rei do Gado (1996) e del magnate immigrato italiano Francesco Magliano nell'acclamata Terra nostra (1999); entrambe le interpretazioni gli valsero il prestigioso Troféu Imprensa come miglior attore.
Oltre al costante impegno artistico, Cortez si distinse per il suo coinvolgimento civico: nel 2002, ad esempio, appoggiò pubblicamente la candidatura di José Serra alle elezioni presidenziali brasiliane. L'attore si sposò due volte: dal primo matrimonio con la collega attrice Célia Helena nacque la primogenita Lígia Cortez (divenuta a sua volta attrice e regista), mentre dal secondo matrimonio con Tânia Caldas ebbe la seconda figlia, Maria Cortez. Raul Cortez morì la sera del 18 luglio 2006, all'età di 73 anni, presso l'Ospedale Sírio-Libanês di San Paolo, a causa delle complicanze di un tumore al pancreas e all'intestino contro cui lottava da tempo. A pochi mesi dalla sua scomparsa, la città di Duque de Caxias gli ha reso omaggio intitolandogli il nuovo Teatro Municipal Raul Cortez, un'opera progettata dall'architetto Oscar Niemeyer.
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