Omicidio di Renata Fonte

L'omicidio di Renata Fonte venne commesso a Nardò (in Puglia) il 31 marzo 1984. La vittima era assessore alla cultura e alla pubblica istruzione del comune di Nardò, eletta nel 1982 nelle liste del PRI, venne uccisa la notte del 31 marzo nella sua città natale da due sicari con tre colpi di pistola mentre ritornava a casa dopo una seduta del consiglio comunale. Fu la prima donna nel 1982 ad assumere la carica di assessore alla cultura e alla pubblica istruzione.

Storia

Renata Fonte, nata a Nardò il 10 marzo 1951, divenne consigliera comunale nello stesso comune oltre che militante nel Partito Repubblicano Italiano. La notte del 31 marzo 1984, mentre rientrava a casa dopo una riunione del consiglio comunale, venne uccisa a colpi di pistola da due sicari.

Indagini

Le indagini inizialmente si concentrarono sul marito, separato dalla moglie e trasferito in Belgio per lavoro ma grazie anche alla testimonianza di due donne, vennero individuati gli esecutori materiali, Giuseppe Durante e Marcello My, gli intermediari, Mario Cesari e Pantaleo Sequestro, e soprattutto il mandante, Antonio Spagnolo, un collega di partito della vittima e che alle elezioni amministrative era risultato il primo dei non eletti. Le indagini non riuscirono però a ricostruire con certezza le motivazioni dell'omicidio.

Processi

Il processo di primo grado condannò all'ergastolo per omicidio premeditato Antonio Spagnolo come mandante e Giuseppe Durante come esecutore materiale del delitto. Spagnolo era subentrato dopo la morte di Renata Fonte come consigliere comunale in quanto era il primo dei non eletti, e quindi assunse anche l'incarico di assessore; vennero condannati anche a 24 anni di carcere Mario Cesari, come intermediario, e Marcello My, che era insieme al killer e che confessò la sua partecipazione al delitto il 25 aprile 1984, dopo essere stato arrestato; Pantaleo Sequestro venne condannato a 18 anni per aver contattato, su mandato di Antonio Spagnolo, My e Durante.

I gradi successivi hanno confermato il giudizio precedente condannando come mandante Spagnolo, come esecutori materiali Durante e My e come intermediari Cesari e Sequestro. Accanto a un'avversione personale di Spagnolo, la sentenza di primo grado della corte d'Assise di Lecce ipotizzò la presenza di ulteriori personaggi, non identificati, che avrebbero avuto obiettivi non raggiungibili con l'elezione di Renata Fonte.

Memoria

Influenza culturale

La vicenda di Renata Fonte è stata narrata da Carlo Bollino, nel libro La posta in gioco, edito da Carmine De Benedittis e da Antonella Mascali nel libro Lotta civile, nel quale è narrata la vita di Renata Fonte raccontata dai suoi familiari. Dal libro di Bollino è stato tratto l'omonimo film, La posta in gioco, per la regia di Sergio Nasca e interpretato da Lina Sastri, Turi Ferro e Vittorio Caprioli. Si ipotizza nel film che Renata Fonte abbia potuto impedire la realizzazione di forti guadagni mediante speculazioni edilizie nell'area del parco di Porto Selvaggio, oggi dichiarato Parco naturale regionale insieme alla Palude del Capitano.

Nel 2012 è stata pubblicata la graphic novel Nostra madre Renata Fonte, di Ilaria Ferramosca e Gian Marco De Francisco, 001 Edizioni, con i contributi delle figlie Sabrina e Viviana Matrangola, don Luigi Ciotti e Giancarlo Caselli.

Nel 2018 su Canale 5 viene mandata in onda la fiction Liberi sognatori, la cui quarta puntata è dedicata proprio alla vita di Renata Fonte, interpretata da Cristiana Capotondi.

Note

  1. 1 2 3 4 Chi era Renata Fonte, la politica coraggiosa uccisa dalle ecomafie e interpretata da Cristiana Capotondi, su leggo.it. URL consultato il 15 luglio 2019.
  2. ↑ Per il delitto Fonte, ergastolo a killer e mandante, su ricerca.repubblica.it, 10 febbraio 1987. URL consultato il 15 luglio 2019.
  3. ↑ Piazza Renata Fonte a Nardò, su www.tuttocitta.it. URL consultato il 20 ottobre 2024.
  4. ↑ Nardò ricorda Renata Fonte a 25 anni dal suo omicidio, in Lecce prima - Nardò today, Lecce, 30 marzo 2009. URL consultato il 4 aprile 2016 (archiviato il 3 agosto 2012).
  5. ↑ Renata Fonte, su vivi.libera.it.
    «Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie ed il suo presidente, don Luigi Ciotti, ricordano Renata nel corso delle loro manifestazioni in tutta Italia, fra le quali la “Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno”, assieme a centinaia di familiari di tutte le vittime delle mafie di ogni tempo»
  6. ↑ Scuola di Politica, su benvenutiinitalia.it.
  7. ↑ Cinzia Ferilli, Anniversario Renata Fonte, bassa affluenza in piazza. Don Ciotti: “Preghiamo perché Nardò si svegli”, in IlPaeseNuovo.it, Lecce, 1º aprile 2014. URL consultato il 5 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2016).
  8. ↑ Silvia Morosi, Capotondi è Renata Fonte, eroina ambientalista uccisa mentre difendeva il Salento, su Corriere della Sera, 2 maggio 2018. URL consultato il 15 luglio 2019.
  9. ↑ Didattica-Puglia, su toponomasticafemminile.com. URL consultato il 27 dicembre 2024.
  10. ↑ comune.salsomaggiore-terme.pr.it, http://www.comune.salsomaggiore-terme.pr.it/notizie/libera-%E2%80%93-contro-le-mafie.
  11. ↑ Il vedovo di Renata Fonte contro la fiction sull'ex moglie: "È ora di lasciarla in pace", in Repubblica.it, 6 febbraio 2018. URL consultato il 6 febbraio 2018.

Bibliografia

Voci correlate