
Renato Mucci (Roma, 14 ottobre 1893 – Roma, 1976) è stato un traduttore, poeta e giornalista italiano.
Fratello del librettista Emidio Mucci, nacque da Roberto (originario di Montolmo) e da Maria Marchi, in via Achille Papa 21, a Roma. Laureato in Giurisprudenza, fu capo divisione del Governatorato di Roma, retto dal principe Francesco Boncompagni Ludovisi, oltre che segretario particolare del ministro dell'Educazione Nazionale Giuseppe Bottai. Fra gli amici romani di Paul Valéry, fu anche poeta e prolifico traduttore (Balzac, Hugo, Mauriac, Proust). Con Corrado Alvaro fu il primo traduttore di Proust in Italia: nel 1924 tradusse I paesaggi di Elstir, un capitolo della Recherche, sulla rivista Esame di Enrico Somaré.
Già segretario di redazione delle Cronache d'attualità di Anton Giulio Bragaglia, collaborò al Terzo Programma della Rai nonché a vari quotidiani e periodici; tra cui: Capitolium, Il Caffè, Meridiano di Roma, L'Italia Letteraria, Primato, Idea, Dialoghi, La Fiera Letteraria e Il Popolo. Al teatro dedicò due scritti: uno è un balletto per la musica di Ezio Carabella, Un sorso di tornamore, rappresentato nella stagione 1922-1923 al Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia; l'altro è una realizzazione scenica, del dialogo leopardiano Federico Ruysch e delle sue mummie. Nel 1937 pubblicò una monografia sul compositore e direttore d'orchestra Victor de Sabata.
Come poeta, pubblicò la raccolta Natura morta con la quale ottenne consensi anche oltralpe: il poeta e critico francese Louis de Gonzague-Frick lo definì, sulla rivista Comœdia, uno degli scrittori più in vista della giovane scuola italiana. Nel 1938 stampò la raccolta Poesie. Queste ultime segnano una tappa notevole nella sua evoluzione artistica: sono dieci piccoli componimenti, collocabili nel contesto del calligrafismo, che mirano a riabilitare la forma contro ogni sciatteria e arbitrio: in essi infatti i temi amore, morte, evasione dall'attualità verso sfere di perfezione appaiono rivestiti da una forma poetica precisa, adeguata, signorile, che in certi atteggiamenti ritmici può ricordare Ungaretti. Eleganza signorilità, sobrietà e spiritualità sono le note caratteristiche del Mucci poeta. Seguì, nel 1941, una raccolte di prose, illustrate da Franco Gentilini.
Nel 1964 diede vita a Roma, con Leonardo Sinisgalli e Giambattista Vicari, all'Istituto Patafisico, che si richiamava all'"Institutum Patafisicum Mediolanense" di Raymond Queneau; Mucci fu reggente della cattedra di Patafisica Romana e di Messalinologia. Sulla rivista Il Caffè apparvero sue traduzioni dei patafisici francesi Alfred Jarry, Raymond Queneau, Jean Ferry, Boris Vian, Julien Torma. Nei suoi scritti critici, apparsi in gran parte sulla Fiera Letteraria, si è occupato di Charles Baudelaire, Vincenzo Cardarelli, Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Marcel Proust, Paul Verlaine, ecc.
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