Resto al Sud è stata una misura italiana di sostegno all'avvio e allo sviluppo di attività imprenditoriali e libero professionali nel Mezzogiorno e in alcune aree del Centro Italia. Istituita dall'articolo 1 del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, è stata gestita da Invitalia per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Lo sportello ha ricevuto domande dal 15 gennaio 2018 al 14 ottobre 2025; alla misura è poi subentrato il programma Resto al Sud 2.0.
La misura si rivolgeva a persone fisiche residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, o disposte a trasferirvisi entro i termini previsti, che non fossero già titolari di attività di impresa in esercizio e non avessero ricevuto altre agevolazioni nazionali per l'autoimprenditorialità nel triennio precedente. La residenza doveva essere mantenuta per tutta la durata del finanziamento.
L'ambito territoriale fu successivamente esteso ai comuni colpiti dalla sequenza sismica del Centro Italia in Lazio, Marche e Umbria, e alle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord.
Il limite di età, fissato in origine a 35 anni, fu portato agli under 46 dalla legge di bilancio per il 2019 e agli under 56 da quella per il 2021; per ventiquattro comuni del cratere sismico con oltre la metà degli edifici inagibili il requisito anagrafico non si applicava.
Il finanziamento copriva la totalità delle spese ammesse, fino a 60.000 euro per ciascun richiedente ed elevabile nel caso di società con più soci. L'importo era ripartito in parti uguali fra un contributo a fondo perduto e un finanziamento bancario a tasso zero, quest'ultimo da restituire in otto anni con due anni di preammortamento e con gli interessi a carico dello Stato.
Erano finanziabili le attività produttive nei settori dell'industria, dell'artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura, i servizi alle imprese e alla persona, il turismo, il commercio e le attività libero professionali. Restava esclusa l'attività agricola in quanto tale.
La dotazione iniziale, pari a 1,25 miliardi di euro, proveniva dal Fondo per lo sviluppo e la coesione per il ciclo di programmazione 2014-2020.
Il regolamento attuativo fu adottato con il decreto ministeriale 9 novembre 2017, n. 174. Fra i principali interventi successivi:
Al termine dell'operatività Invitalia ha riferito di circa 20.000 progetti finanziati, oltre 940 milioni di euro di agevolazioni concesse, 1,37 miliardi di euro di investimenti attivati e oltre 63.000 nuovi posti di lavoro, con più di 600 milioni di euro di finanziamenti bancari mobilitati. Circa il 40% dei beneficiari erano donne e circa il 70% aveva meno di 35 anni.
La distribuzione territoriale è risultata fortemente concentrata: la Campania con circa 9.300 progetti, la Sicilia con oltre 3.100 e la Calabria con oltre 2.500. I settori prevalenti sono stati il turismo (40%), i servizi alla persona (23%) e il comparto manifatturiero e artigianale (16%). Degli oltre 2.700 comuni dei territori ammessi, l'82% ha presentato almeno un progetto e il 66% ha visto finanziata almeno un'attività.
Con l'articolo 18 del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60, convertito dalla legge 4 luglio 2024, n. 95, è stato istituito il programma Resto al Sud 2.0, attuato con il decreto ministeriale 11 luglio 2025. La nuova misura, parte del Piano integrato autoimpiego, si rivolge ai giovani under 35 ed è finanziata dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 a valere sul Fondo sociale europeo Plus, con una struttura diversa dalla precedente, articolata su un voucher di avvio e un contributo agli investimenti.