La nozione di parallelismo in geometria iperbolica differisce molto da quella presente nella geometria euclidea. Essenzialmente, esistono due tipi di parallelismo in geometria iperbolica: due rette (o oggetti più generali) in uno spazio iperbolico possono essere
L'aspetto nuovo della geometria iperbolica, non presente nella euclidea, è proprio la possibilità di avere rette ultraparallele. Un'altra differenza sta nel fatto che il parallelismo in geometria iperbolica non è una relazione di equivalenza, perché non vale la proprietà transitiva.

Due rette nel piano iperbolico possono essere essenzialmente di tre tipi.
Due rette sono secanti se si intersecano in un punto. Due rette non secanti sono parallele. Esistono però due nozioni ben diverse di parallelismo.

Due rette parallele sono asintoticamente parallele se vale uno dei seguenti fatti equivalenti:

Due rette parallele sono ultraparallele se vale uno dei seguenti fatti equivalenti:
La retta perpendicolare ad entrambe è in realtà unica.

Il quinto postulato iperbolico asserisce che, data una retta ed un punto disgiunto da , esistono almeno due rette parallele a passanti per . Dal postulato risulta però che tali rette sono infinite: questo segue dai fatti seguenti.
Le rette parallele a passanti per sono tutte e sole le rette con angolo di parallelismo appartenente ad un intervallo chiuso . Le rette con angolo di parallelismo e sono asintoticamente parallele a : in una direzione queste si avvicinano sempre più a , senza mai intersecarla. Tutte le rette con angolo di parallelismo compreso fra e sono invece ultraparallele rispetto a .
Il parallelismo in geometria iperbolica non è (a differenza di quanto accade nella geometria euclidea) una relazione d'equivalenza. In particolare, non è vero che se è parallelo a e è parallelo a allora è parallelo a . Per mostrare ciò basta prendere e due rette distinte passanti per un punto non contenuto in .