
Ricchezza, termine derivato da "ricco" in uso dal XIII secolo, in senso economico indica la condizione di chi possiede in abbondanza beni materiali, cioè l'insieme dei beni di fortuna in genere e, per estensione:
Secondo la definizione riportata, la ricchezza esprime la dotazione di beni tangibili: contante, depositi bancari, titoli, beni mobili e immobili. Ma è anche l'espressione di beni intangibili: livello di cultura, capacità e conoscenze che costituiscono il capitale umano. A differenza del reddito, non è una variabile flusso, ma una variabile stock: vale a dire che fissa la situazione in un dato istante.
In senso invece religioso, ricchezza è un concetto inteso in modi diversi a seconda della confessione. Per il cristianesimo è condizione che conduce alla perdizione; celebri sono i passi nei vangeli di Matteo 19:24:
E di Luca 18:25:
Per le religioni indiane, come l'induismo, nascere invece nell'abbondanza materiale è una ricompensa per i meriti delle vite precedenti. Per questa ragione in India l'ostentazione della ricchezza è un fatto accettabile, mentre nei paesi cristiani è riprovevole. In entrambi i casi è comunque importante l'elemosina per poter accedere alla ricompensa dopo la morte.
Nel corso della storia economica il concetto di ricchezza è stato interpretato in modi diversi. Alcuni studiosi hanno considerato la ricchezza soprattutto come una dotazione di beni già posseduti; altri l'hanno collegata alla produzione e alla possibilità di creare nuovi beni e servizi. Un'ulteriore distinzione riguarda la ricchezza individuale e quella collettiva: ciò che dà valore o potere d'acquisto a una persona non sempre aumenta, di per sé, le risorse complessive della società. Esisterebbero dunque due criteri per valutare la ricchezza: la capacità di produrre e di accrescere la produzione, da un lato, e la scarsità dei beni, il loro costo di riproduzione e la loro utilità, dall'altro. L'adozione di uno o dell'altro criterio dipende dal tipo di confronto e dal contesto economico. Sussite poi un legame tra patrimonio, capitale e reddito. Un fondo di risorse e prodotti può sostenere l'attività produttiva, la divisione del lavoro e gli investimenti; questi, a loro volta, possono favorire una maggiore produzione futura. In questo senso il risparmio di una singola persona non coincide necessariamente con la creazione di nuova ricchezza per l'intera economia.
L'individuazione dei beni che costituiscono ricchezza ha dato luogo a diverse interpretazioni. Secondo la concezione classica, la ricchezza comprende soltanto i beni materiali. In seguito, con il pensiero neoclassico, si è affermata una prospettiva soggettiva: la ricchezza viene intesa come l'insieme dei benefici e delle soddisfazioni che derivano dall’uso dei beni. Altro problema concerne la misurazione della ricchezza, che viene espressa in termini di valore. Si distingue tra una ricchezza finanziaria, formata dalle attività finanziarie possedute, e ricchezza reale, costituita dai beni materiali. Gli studi macroeconomici hanno evidenziato che quando una persona si percepisce più ricca tende a incrementare i consumi reali. Questo effetto può influire positivamente anche sulla domanda di moneta. In particolare l'economista inglese Arthur Cecil Pigou osservava che la diminuzione dei prezzi accresce il valore reale della moneta disponibile. Poiché la moneta rappresenta una componente della ricchezza, tale aumento può tradursi in una maggiore spesa per i consumi.
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