
Richard Doyle, soprannominato Dickie, (Cambridge Terrace, 18 settembre 1824 – Londra, 11 dicembre 1883) è stato un illustratore inglese dell'epoca vittoriana, noto per le sue ambientazioni fiabesche e fantastiche. Fu anche umorista.
Doyle era uno dei sette figli del fumettista irlandese John Doyle, noto caricaturista politico. Due dei suoi fratelli, James e Charles, erano anch'essi artisti.
Il giovane Doyle non ricevette alcuna formazione artistica ufficiale, se non quella appresa nello studio del padre, ma fin da piccolo mostrò un talento naturale nel rappresentare scene fantastiche e grottesche. Per tutta la vita fu affascinato dalle fiabe e dalle favole. Realizzò il suo primo libro illustrato, Home for the Holidays, a 12 anni, uscito postumo nel 1887.
Le prime illustrazioni pubblicate da Doyle apparvero in The Eglinton Tournament (1840), un libro umoristico ambientato nel Medioevo, che riscosse un notevole successo commerciale.
Nel 1843, all'età di 19 anni, Doyle divenne redattore della rivista Punch. Vi rimase per sette anni e, nelle sue produzioni, ironizzò con garbo sulla morale vittoriana allora predominante in Inghilterra.
Devoto cattolico romano, si dimise dalla redazione di Punch nel 1850 in risposta all'ostilità della rivista verso quella che era stata definita «aggressione papale» dopo i moti del 1848. Trascorse il resto della sua carriera dipingendo ad acquerello, illustrando libri per bambini, oppure opere di autori come John Ruskin e William Makepeace Thackeray.
Il suo stile era caratterizzato da disegni dettagliati, in cui esprimeva appieno il suo amore per la mitologia fatata con numerose illustrazioni e bordure piene di elfi, folletti e altre creature del folklore.
Tra le sue opere più conosciute ci sono le illustrazioni per The Fairy Ring, e In Fairyland, series of Pictures from the Elf World, uno dei suoi capolavori, dove illustrò un poema di William Allingham, stampato da Edmund Evans e pubblicato da Longman per il Natale del 1869.
Doyle era generalmente considerato brillante ma inaffidabile, perché spesso ritardatario rispetto alle consegne dei suoi lavori. Firmò molti dei suoi disegni con la raffigurazione di un piccolo uccello appollaiato sulle sue iniziali "RD", che in inglese è diminutivo di Richard, ma richiama anche il termine dickie bird («uccellino»).
Era tra l'altro lo zio di Sir Arthur Conan Doyle, autore dei racconti di Sherlock Holmes.
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