Richard Shusterman (Filadelfia, 3 dicembre 1949) è un filosofo statunitense pragmatico.
Conosciuto per i suoi contributi all'estetica filosofica e al campo emergente, da lui inaugurato, della somaestetica. Attualmente ricopre il ruolo di professore di filosofia presso l'università della Florida e di "Dorothy F. Schmidt Eminent Scholar in the Humanities".
Richard Shusterman è nato il 3 dicembre 1949 da una famiglia ebrea proveniente da Philadelphia, negli Stati Uniti. All'età di 16 anni lasciò la sua casa e andò in Israele, dove conseguì una laurea con lode in inglese e filosofia presso l'Università Ebraica di Gerusalemme e successivamente ottenne una laurea magistrale in filosofia nello stesso ateneo.
Dopo aver insegnato in diverse istituzioni accademiche israeliane, aver ottenuto un incarico presso l'Università Ben-Gurion del Negev ed essere stato visiting fellow al St. John's College della Università di Oxford durante l'anno accademico 1984/85, Shusterman è diventato professore associato di filosofia alla Temple University di Philadelphia negli stati uniti l'anno seguente. Ha ottenuto la cattedra nel 1988 ed è stato promosso a professore ordinario nel 1991. Ha poi ricoperto il ruolo di presidente del dipartimento di filosofia tra il 1999 ed il 2004. Lo stesso anno Richard Shusterman ha lasciato la Temple University per diventare "Dorothy F. Schmidt Eminent Scholar in the Humanities" presso la Florida Atlantic University, a Boca Raton, dove detiene anche il titolo di Professore nei dipartimenti di Filosofia e Inglese.
Dal suo primo matrimonio in Israele, ha due figli e una figlia. Dal suo secondo matrimonio, terminato nel 2013, ha un'altra figlia.
Durante i suoi anni all'Università di Gerusalemme, Shusterman si è concentrato sulla branca della filosofia analitica. Interesse confermato dalla sua dissertazione di dottorato all'Università di Oxford dal titolo "The Object of Literary Criticism" che scrisse al St. John's College sotto la supervisione di JO Urmson e difeso nel 1979. Esso è stato pubblicato con il titolo originale nel 1984.
Nel 1998 pubblicò il suo secondo libro "T.S Eliot and the Philosophy of Criticism". Questo libro segnò la sua svolta dalla filosofia analitica al pragmatismo.
Il suo terzo libro pubblicato, "Pragmatist Aesthetics" nel 1992, rappresentò un fondamentale punto di svolta per la carriera accademica di Shusterman. L'approccio originale del libro ai problemi della definizione dell'arte, degli insiemi organici, dell'interpretazione, dell'arte popolare e dell'etica del gusto gli ha portato fama internazionale tanto che il libro è stato tradotto in 14 lingue in svariate edizioni. La posizione di Shusterman è stata ulteriormente rafforzata da tre pubblicazioni successive: "Practicing Philosophy" (1997), "Performing Live" (2000) e "Surface and Depth" (2002).
In questi scritti l'autore mantiene un legame con il pragmatismo suscitando notevole interesse, provocando numerose critiche e stimolando dibattiti non solo tra filosofi professionisti, ma anche nel campo degli studi letterari e culturali.
In "Practicing Philosophy", Shusterman introduce il suo concetto di somaestetica, che elabora in maggiore dettaglio in "Performing Live: Aesthetic Alternatives for the Ends of Art". Essa è al centro di due libri successivi di Shusterman, "Body Consciousness: A Philosophy of Mindfulness and Somaesthetics" (2008) e "Thinking through the Body: Essays in Somaesthetics" (2012). Questi scritti hanno contribuito allo sviluppo internazionale e interdisciplinare della somaestetica stessa.
Nel 2007, come parte del suo progetto di sviluppo della somaestetica, Shusterman ha fondato il Centro per il corpo, la mente e la cultura alla FAU.
La carriera di Shusterman è anche caratterizzata dalla sua rilevanza internazionale. In Francia si è fatto conoscere grazie alla collaborazione con Pierre Bourdieu, attraverso la Sorbona e il collegio internazionale di filosofia. Degne di nota anche le sue collaborazioni con istituzioni accademiche europee ed asiatiche come: l'Hiroshima University, l'Università di Oslo, l'Università di Lione e gli atenei cinesi di Shandong e Bejing.
Secondo Shusterman, uno dei problemi socioculturali più urgenti di oggi è la legittimazione estetica dell'arte popolare. Ritiene che sebbene queste forme artistiche possano ora sembrare socialmente giustificate, il loro valore artistico è ancora in discussione, il che conduce alle seguenti problematiche:
Da sincero sostenitore dell'estetica popolare, Shusterman è attento a distinguere la posizione da lui sostenuta dall'apologia unilaterale, essa assomiglia più a un 'meliorismo' che "riconosce i difetti e gli abusi dell'arte popolare ma anche i suoi meriti (sostenendo anche che) l'arte popolare dovrebbe essere migliorata perché può, e spesso raggiunge veri meriti estetici e serve fini sociali meritevoli ". Mettendo in pratica il suo meliorismo, Shusterman cerca di ottenere la legittimazione estetica dell'arte popolare attraverso i seguenti metodi :
'Somaestetica' è un termine coniato da Shusterman che indica una nuova disciplina filosofica che egli stesso ha inventato. La necessità di questa nuova disciplina nasce dalle seguenti problemariche:
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