
Robert Bilott (Ohio, 2 agosto 1965) è un avvocato statunitense noto per le cause contro la DuPont a rappresentanza dei querelanti della Virginia Occidentale.
Bilott ha trascorso più di vent'anni a denunciare lo smaltimento pericoloso delle sostanze chimiche acido perfluoroottanoico (PFOA) e acido perfluoroottansolfonico (PFOS) contenuti nel teflon.
Bilott è nato il 2 agosto 1965. Il padre di Bilott ha prestato servizio nella United States Air Force e Bilott ha trascorso la sua infanzia in diverse basi aeree. Poiché la famiglia si spostava spesso, Bilott ha frequentato otto scuole diverse prima di diplomarsi alla Fairborn High School di Fairborn in Ohio. Ha poi ottenuto una laurea in scienze politiche e studi urbani presso il New College of Florida. Ha poi conseguito un Juris Doctor presso l'Ohio State University Moritz College of Law nel 1990.
Bilott è stato ammesso all'ordine degli Avvocati nel 1990 e ha intrapreso la sua attività forense presso la Taft Stettinius & Hollister LLP a Cincinnati in Ohio. Per otto anni ha lavorato quasi esclusivamente per grandi clienti aziendali e la sua specializzazione è stata la difesa delle aziende chimiche. Nel 1998 è diventato socio dello studio.
Bilott ha rappresentato Wilbur Tennant di Parkersburg, il cui bestiame stava morendo. La fattoria si trovava a valle di una discarica nella quale la DuPont aveva scaricato centinaia di tonnellate di acido perfluoroottanoico. Nell'estate del 1999 Bilott ha intentato una causa federale contro la DuPont presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale della Virginia Occidentale. In risposta la DuPont ha comunicato che la DuPont e l'Agenzia per la protezione dell'ambiente avrebbe commissionato uno studio sulla proprietà dell'agricoltore, condotto da tre veterinari scelti dalla DuPont e da tre scelti dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente. Quando il rapporto è stato pubblicato, attribuiva ai Tennant la responsabilità del bestiame morto, sostenendo che la cattiva zootecnia era responsabile: "cattiva alimentazione, cure veterinarie inadeguate e mancanza di controllo delle mosche".
Nell'agosto 2001 Bilott ha presentato un'azione legale collettiva contro la DuPont. Ha ottenuto un accordo di 671 milioni di dollari dalla DuPont per conto di più di 3.500 querelanti in Virginia Occidentale. Nel 2018 Bilott ha presentato una class action che "chiede un risarcimento a favore dei cittadini di tutti gli Stati Uniti" contro 3M, DuPont e Chemours. La sua causa è in corso a maggio 2019. Nel 2019 ha pubblicato con Atria Books l'autobiografia Exposure. Nel 2019 è stato distribuito il film Cattive acque, basato sulla storia di Bilott, diretto da Todd Haynes e con protagonista Mark Ruffalo.
Ai primi di ottobre del 2017 il nascente movimento No Pfas, coordinato da Alberto Peruffo, venuto a conoscenza della storia americana grazie all'articolo del NYT The Lawyer Who Became DuPont’s Worst Nightmare, porta Robert Bilott in Italia per una storica assemblea-conferenza a Lonigo, nell'epicentro del problema, presso il Teatro Comunale. Questo grazie a una raccolta collettiva a carico degli attivisti No Pfas delle zone contaminate del Veneto, in particolare con l'aiuto di Greenpeace (Giuseppe Ungherese) e dei Cittadini No Pfas di Montecchio Maggiore (Diego Meggiolaro), di associazioni come Medicina Democratica (Maria Chiara Rodeghiero) e Rete Gas Vicentina (Marzia Albiero), tutte in prima linea per l'emergenza PFAS scoppiata in Veneto nel 2013, la più grande contaminazione di acque potabili del mondo occidentale. La serata - dal titolo La forza del diritto. La testimonianza americana - con più di 1000 persone, avrà seguito nei giorni successivi al Palazzo della Regione Veneto e al Tribunale di Vicenza. I collegamenti tra la DuPont e la Miteni italiana, di Trissino, che entra in competizione con la 3M, sono inoppugnabili. Le due aziende si scambiano non solo il temibile PFOA, ma pure i documenti di tossicità e le analisi sugli operai. Il 21 e 25 maggio 2023 Robert Bilott entra presso la Corte d'Assise di Vicenza e sarà il testimone chiave che porterà alla sentenza storica di primo grado del 26 giugno 2025, con condanne per i vertici aziendali delle multinazionali che si sono susseguiti alla guida della ex Miteni: le pene vanno da 2 anni e 8 mesi a 17 anni e mezzo, per un totale di 141 anni di carcere; i risarcimenti per oltre 300 parti civili, inclusi privati ed enti pubblici, toccano i 75 milioni di euro. Gli stessi giorni di maggio, col supporto di Bilott, gli attivisti presenteranno a Roma il Ban PFAS Manifesto presso la Camera dei deputati del Parlamento italiano. Bando che l'avvocato americano promuoverà negli USA.
Nel 1996 Bilott ha sposato Sarah Barlage, con cui ha avuto tre figli.
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