
Robert Brandom (1950) è un filosofo statunitense di formazione analitica, allievo di Richard Rorty e di Wilfrid Sellars.
Il suo maggior lavoro è Making it Explicit, di cui il più breve Articulating Reasons è un'agile introduzione. Grazie a essi, Brandom spicca nel panorama statunitense del neopragmatismo e dell'inferenzialismo. Nella primavera del 2006 ha tenuto le sue John Locke Lectures all'Università di Oxford, pubblicate con il titolo Between Saying and Doing; queste esplorano il legame che sussiste tra significato e uso: Brandom sostiene che semantica e pragmatica del linguaggio formino un intreccio di base, e che vocabolari e pratiche sociali vadano analizzati insieme, come facenti parte di un sistema unico.
L'analisi dei vocabolari aventi esplicito carattere filosofico, quali quello normativo, quello modale e quello intenzionale, viene eseguita in relazione alle pratiche discorsive autonome che questi vocabolari sono in grado di specificare: la pratica del dare e chiedere ragioni e quella di trarre inferenze appropriate. La logica in questo quadro ricopre il ruolo espressivo consistente nell'esplicitare le proprietà inferenziali altrimenti solo implicite nelle attività concettuali e nelle pratiche discorsive.
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