Robert De Longe (Bruxelles, 30 marzo 1646 – Piacenza, 5 marzo 1709) è stato un pittore fiammingo.




Segnalato nel 1658 quale allievo a Bruxelles di J. De Potter, non ha lasciato in questa città alcuna opera quale maestro autonomo. Giunse a Roma nel 1680, attratto dal mecenatismo pontificio. Qui fece la conoscenza del pittore cremonese Agostino Bonisoli che lo invitò nella città padana quale allievo, per poter meglio comprendere le tecniche della scuola italiana. Il De Longe accettò: ben presto i suoi dipinti gli guadagnarono una fama, quantomeno in ambito locale.
Tale fama gli valse anche le simpatie del vescovo di Piacenza, Giorgio Barni, che nel 1685 lo invitò nella città emiliana offrendogli protezione. Era l'inizio del suo periodo piacentino, che si concludese solo con la morte. Piacenza, terminate le esperienze del Guercino e del Morazzone, accolse con interesse l'artista: fioccarono committenze, sia laiche che ecclesiastiche, e il De Longe non tardò ad innalzarsi al di sopra degli altri pittori che operano in Piacenza in quegli anni.
Il suo San Giuseppe (ca. 1690) riscosse grande apprezzamento e gli guadagnò la successiva commissione, che certamente rappresenta il suo riconoscimento quale "caposcuola" dell'area piacentina: gli vennero infatti commissionate dal duca Farnese cinque tele, da collocarsi nella basilica di Sant'Antonino, che illustrassero la vita del santo patrono di Piacenza (1693).
Tra il 1685 e 1694 realizzò affreschi dedicati a san Lorenzo nella collegiata di San Lorenzo a Monticelli d'Ongina (PC). L'ultimo suo lavoro significativo è del 1705: l'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Cortemaggiore lo invitò a decorare la cupola dell'oratorio di San Giovanni.
Morì nel 1709 a Piacenza.
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