Robert Parsons (gesuita)

Robert Parsons, S.J.

Robert Parsons, noto anche come Robert Persons (Nether Stowey, 24 giugno 1546 – Roma, 15 aprile 1610), è stato un gesuita inglese. Fu il fondatore di diversi seminari inglesi gestiti dal suo Ordine religioso, tra cui il Collegio di Saint Omer e un collegio in Normandia, antesignano dello Stonyhurst College. Fondò inoltre i Collegi inglesi di Madrid, Siviglia e Valladolid.

Biografia

Robert Parsons nacque in una famiglia di coltivatori diretti (yeoman). Sin da fanciullo mostrò un'intelligenza pronta e una forte predisposizione allo studio, tanto che il parroco locale, John Hayward, consigliò ai genitori d'iscriverlo a scuole maggiormente selettive. Conoscendo bene il Somerset (era stato monaco a Taunton, capoluogo della contea), indirizzò Parsons dapprima a Stoke Courcy (oggi Stogursey) poi, adolescente, nella stessa Taunton (1560). Parsons si distinse come il miglior studente del suo corso. Gli si aprirono le porte dell'Università di Oxford, dove fu iscritto con una borsa di studio. Nel 1564, all'età di 18 anni, entrò alla Saint Mary's Hall e, dopo due anni di studi di logica aristotelica, entrò al Balliol College e si laureò con un baccalaureus artium (baccellierato nelle arti). Nel 1568, dopo aver conseguito la laurea con lode, divenne membro effettivo dell'università. Il suo primo incarico fu assistere le matricole.

Come membro del college venne in contrasto con i dirigenti Adam Squire e Christopher Bagshaw e il 13 febbraio 1574 dovette dimettersi dal Balliol. In questo periodo della sua vita fu determinante la conoscenza di William Good, un gesuita inglese. Grazie alle discussioni teologiche avute con Good, Parsons decise di convertirsi al cattolicesimo. Uscì per la prima volta dall'Inghilterra e si recò a Roma, dove fu ordinato sacerdote il 3 luglio 1575. Da allora in poi l'unico scopo della sua vita divenne quello di riportare l'Inghilterra all'«antica fede».

Missione inglese: 1580–1581

Nel 1576 William Allen, inglese come Parsons, fondò a Roma un seminario per la formazione di sacerdoti di nazionalità inglese e gallese. Da allora i due presbiteri si frequentarono assiduamente e collaborarono a diversi progetti.

Parsons fu rettore pro-tempore del Collegio dal 19 marzo al 23 aprile 1579. In ottobre elaborò con Allen il progetto di inviare in missione in Inghilterra i giovani gesuiti formati a Roma. In dicembre ottennero il consenso di papa Gregorio XIII. Parson, nominato capomissione, partì per l'Inghilterra con alcuni confratelli, tra cui Edmund Campion. Sbarcò a Dover il 16 giugno 1580, poi prese alloggio a Londra, dove visse di nascosto in Fleet Street. L'anno trascorso in missione (giugno 1580 – agosto 1581) fu il più proficuo per la maturazione personale di Parsons. Dalla sua abitazione londinese organizzò l'attività di tutti i missionari, sia quelli gesuiti sia quelli appartenenti ad altri ordini, sia i sacerdoti non regolari.

Parsons non solo predicò e confessò, ma scrisse anche libri e pamphlet e mise in piedi una stamperia clandestina per pubblicare libri cattolici, soprattutto le opere del confratello Edmund Campion (Decem rationes), ed altri libri con cui si confutavano le tesi dei protestanti inglesi. Riuscì sempre ad evitare di essere catturato dai cacciatori di sacerdoti. Nel giugno 1580 Parsons visitò Thomas Pounde nella prigione di Marshalsea. Ne venne fuori una petizione di Pounde al Privy Council (Consiglio privato) affinché acconsentisse ad una discussione, ove i gesuiti avrebbero avuto come avversari Robert Crowley ed Henry Tripp, che predicavano ai carcerati di Marshalsea. All'inizio del 1581 la stamperia dovette essere trasferita a Stonor Park per questioni di sicurezza.

I mesi di luglio ed agosto del 1581 furono funestati dalla cattura di Edmund Campion (che fu poi condotto al patibolo) e dal sequestro della stamperia con l'arresto del direttore Stephen Brinkley. Parsons lasciò l'Inghilterra e si stabilì nella Francia del Nord al Collegio inglese di Douai fondato da William Allen nel 1568. Con Allen progettò di fondare una nuova stamperia e poi di esportare i libri nella madrepatria. La stamperia fu aperta da George Flinton a Rouen, ma l'ambiente in cui si trovò Parsons si rivelò molto diverso culturalmente, per cui i risultati non furono quelli attesi.

Tra Roma e la Francia

Parsons trascorse l'inverno 1581–82 a Rouen, dedicandosi alla stesura di nuovi progetti. Si mantenne in stretto contatto con il duca Enrico di Guisa e tramite questi fondò una scuola per ragazzi inglesi ad Eu (Normandia) nel 1582. In gennaio il gesuita scozzese William Crichton giunse a Rouen e fu ricevuto dal duca di Guisa e da Parsons; fece ritorno in Scozia in aprile con un messaggio del duca Esmé Stuart, che dichiarò di appoggiare la causa cattolica. Lo Stuart controllava i principali porti della Scozia ed era il favorito di re Giacomo VI di Scozia. Parsons e Crichton si recarono a Parigi per conferire con William Allen, James Beaton, arcivescovo di Glasgow, e con Claude Mathieu, padre provinciale dei gesuiti in Francia, a proposito dei suoi piani militari e della prigioniera Maria Stuarda, regina di Scozia. Il progetto che Parsons sosteneva segretamente venne ulteriormente sviluppato, ma fu bloccato dopo il raid di Ruthven, avvenuto nell'agosto 1582. Allen divenne cardinale, come Parsons aveva pronosticato.

Per settembre 1583 fu elaborato un piano internazionale di intervento armato in Inghilterra. Il nunzio Ludovico Taverna inviò Parsons alla corte del re di Spagna (Filippo II), mentre Crichton chiese udienza al papa (Gregorio XIII). Il pontefice approvò il piano, invece Filippo II non fornì il proprio apporto. Parsons, che fu ospite della sua corte tra giugno ed ottobre del 1582, dovette tornare indietro a mani vuote. Nel settembre 1583 si recò a Roma, ma ormai le condizioni per la realizzazione del piano non erano più favorevoli.

Nel settembre 1585 Papa Sisto V succedette a Papa Gregorio XIII; Parsons fu richiamato a Roma, dove rimase tre anni. In quel periodo Parsons ed Allen svolsero un attento studio sulla successione di Elisabetta I d'Inghilterra, lavorando con il genealologo Robert Heighinton. Il 7 maggio 1587 Parsons emise i voti in forma solenne.

Spagna (1588-97)

Alla fine del 1588 Parsons venne inviato in Spagna in missione diplomatica: riconciliare il re Filippo II, che si riteneva offeso da padre Claudio Acquaviva, superiore generale dei Gesuiti. La sua missione ebbe successo ed egli utilizzo il favore reale per fondare il Collegio inglese di Valladolid (1589), quello di San Gregorio a Siviglia (1592) e quello di Madrid (1598) e la residenza di San Lucar e di Lisbu (che nel 1622 diventerà un collegio): tutte istituzioni formative che fungevano da seminari per l'Ordine. Fondò quindi nel 1594 il Collegio di Saint Omer, una grossa istituzione educativa nell'omonima cittadina del dipartimento del passo di Calais, volta alla formazione dei giovani cattolici inglesi laici, ove vennero inizialmente trasferiti gli studenti di Eu. Nel 1596, a Siviglia, scrisse Memorial for the Reformation of England, in cui tracciò un quadro del tipo di società inglese che si doveva formare dopo il suo ritorno all'«antica fede».

Nel 1594 morì William Allen: da allora i collegi da lui fondati persero la loro guida. Il cardinale, infatti, aveva diretto in maniera autocratica le istituzioni da lui fondate senza nominare un successore. Dopo la sua scomparsa, i cattolici inglesi conobbero un periodo molto difficile caratterizzato da disorganizzazione e dalla mancanza di una visione del futuro. Il conseguente malcontento degli esuli si riversò sui confratelli residenti sul continente. Furono molto colpiti i seminari, il clero e anche il prigionieri cattolici nella madrepatria.

Parsons si recò a Roma (aprile 1597) per sedare i disordini al Collegio inglese, riuscendo a calmare gli animi. Molte persone vicino a lui sperarono che fosse creato cardinale, ma il papa (Clemente VIII) non mostrò mai una reale volontà di conferirgli la porpora. La sua unica carica ufficiale fu quella del rettore del Collegio inglese in Roma, il più importante seminario per chierici cattolici di nazionalità inglese.

Parsons rimase rettore del Collegio inglese dell'Urbe fino alla morte. Il successore di Clemente VIII, Paolo V, gli mostrò sempre la sua approvazione.

Parsons morì a Roma dopo una breve malattia il 15 aprile 1610. Fu sepolto nella chiesa del Collegio Inglese accanto al suo mentore e amico, il cardinale William Allen.

Opere

Le opere pubblicate da Parsons furono:

Apocrifi

An Apologicall Epistle: directed to the right honorable lords and others of her majesties privie counsell. Serving as well for a preface to a Booke entituled A Resolution of Religion [signed R.B.], Antwerp, 1601, è opera del prete cattolico Richard Broughton e non di Parsons (come sostiene il Dictionary of National Biography).

Alcune opere contro Thomas Bell, un prete cattolico che abiurò la fede e scrisse successivamente contro il cattolicesimo, sostenendo l'opportunità dell'uso della tortura con il cavalletto e dedicandosi personalmente alla caccia ai cattolici, furono attribuite a Parsons (come nel DNB), ma furono in effetti scritte da Philip Woodward.

Note

  1. 1 2 Robert Parsons, Jesuit Priest, su thomaspoolelibrary.org.uk. URL consultato il 30 maggio 2023.
  2. ↑ Fondato nel 1326, fu assorbito nel 1902 dall'Oriel College.
  3. 1 2 3 4 5 Voce: Parsons Robert, Dictionary of National Biography, vol. 43, Londra, Smith, Elder & Co., 1895.
  4. 1 2 3 4 McCoog, Thomas M. "Pounde, Thomas". Oxford Dictionary of National Biography (online), Oxford University Press
  5. 1 2 3 4 5 6 (EN) Robert Persons, in Catholic Encyclopedia, New York, Encyclopedia Press, 1913.
  6. ↑ Oggi l'istituzione fiorisce a Stonyhurst, nel Nord Ovest dell'Inghilterra.
  7. ↑ (EN) Peter Lake, Michael C. Questier, Conformity and Orthodoxy in the English Church: c. 1560 - 1660, Boydell & Brewer, 2000, p. 214, ISBN 978-0-85115-797-9. URL consultato il 16 luglio 2013.
  8. 1 2 3 (EN) Victor Houliston, Catholic Resistance in Elizabethan England: Robert Persons's Jesuit Polemic, 1580-1610, Ashgate Publishing, Ltd., 1º gennaio 2007, p. 28, ISBN 978-0-7546-5840-5. URL consultato il 16 luglio 2013.
  9. ↑ Robert Parsons, Robert Persons S.J.: The Christian Directory (1582): The First Booke of the Christian Exercise, Appertayning to Resolution, BRILL, 1998, p. xi, ISBN 978-90-04-11009-0. URL consultato il 17 luglio 2013.
  10. ↑ William Thomas Lowndes, The Bibliographer's Manual of English Literature: L - R, Pickering, 1834, p. 1227. URL consultato il 17 luglio 2013.
  11. ↑ Ethelred Luke Taunton, The History of the Jesuits in England, 1580-1773 (1901), p. 148; archive.org.
  12. ↑ Clark Hulse, Elizabeth I: Ruler and Legend, University of Illinois Press, 2003, p. 102, ISBN 978-0-252-07161-4. URL consultato il 17 luglio 2013.
  13. ↑ (EN) VictorHouliston, Catholic Resistance in Elizabethan England: Robert Persons's Jesuit Polemic, 1580-1610, Ashgate Publishing, Ltd., p. 95, ISBN 978-0-7546-5840-5. URL consultato il 17 luglio 2013.
  14. ↑ Victor Houliston, Catholic Resistance in Elizabethan England: Robert Persons's Jesuit Polemic, 1580-1610, Ashgate Publishing, Ltd., 1º gennaio 2007, p. 95, ISBN 978-0-7546-5840-5. URL consultato il 17 luglio 2013.
  15. ↑ Thomas Graves Law, A Historical Sketch of the Conflicts between Jesuits and Seculars in the Reign of Queen Elizabeth (1889), p. lxxxvi; archive.org.
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  20. ↑ Peter Lake e Michael C. Questier, Conformity and Orthodoxy in the English Church: C. 1560 - 1660, Boydell & Brewer, 2000, p. 231, ISBN 978-0-85115-797-9. URL consultato il 17 luglio 2013.
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  24. ↑ Molly Murray, The Poetics of Conversion in Early Modern English Literature: Verse and Change from Donne to Dryden, Cambridge University Press, 15 ottobre 2009, p. 89 note 77, ISBN 978-0-521-11387-8. URL consultato il 17 luglio 2013.
  25. ↑ (EN) Blaming the Victim, su christianorder.com, Christian Order, giugno-luglio 2011. URL consultato il 4 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2012).
  26. ↑ Michael C. Questier, Conversion, Politics and Religion in England, 1580-1625, Cambridge University Press, 13 luglio 1996, p. 48 note 42, ISBN 978-0-521-44214-5. URL consultato il 17 luglio 2013.
  27. ↑ Suellen Mutchow Towers, The control of religious printing in early Stuart England, Boydell Press, 2003, p. 98, ISBN 978-0-85115-939-3. URL consultato il 17 luglio 2013.
  28. ↑ (EN) Frederick Wilse Bateson, The Cambridge bibliography of English literature. 2. 1660 - 1800, CUP Archive, 1940, p. 327. URL consultato il 17 luglio 2013.

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