
Roberto Baldoni (Roma, 1º febbraio 1965) è un informatico italiano.
Già professore ordinario di sistemi distribuiti alla Sapienza Università di Roma, è stato vicedirettore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), con delega alla sicurezza cibernetica, dal 2018 al 2021 e primo direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) dal 2021 al 2023.
Baldoni ha svolto attività accademica alla Sapienza, dove è stato professore ordinario di sistemi distribuiti. Nel corso della sua attività la ricerca, inizialmente dedicata all'affidabilità dei sistemi distribuiti, si è estesa alla sicurezza informatica. Nel 2014 ha fondato, nell'ambito del Consorzio interuniversitario nazionale per l'informatica (CINI), il Laboratorio nazionale di cybersecurity, che ha diretto fino al passaggio al DIS.
Tra le attività del laboratorio vi fu la realizzazione di rapporti sulla sicurezza informatica nazionale, tra i quali l'Italian Cybersecurity Report 2016, dedicato alle tecnologie nazionali per la protezione del cyberspazio.
Dal 2018 al 2021 Baldoni è stato vicedirettore generale del DIS con delega alla sicurezza cibernetica. Nel 2021, in seguito all'istituzione dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, è stato nominato suo primo direttore generale. Nel febbraio 2022 ha lasciato il ruolo universitario per passare nei ruoli dell'Agenzia; nel marzo 2023 si è dimesso dalla direzione generale.
Nell'ambito dei sistemi distribuiti Baldoni è stato coautore di lavori sulla rappresentazione della causalità e sulla tolleranza ai guasti. Uno studio del 1996 ha introdotto l'ordinamento Δ-causale per reti inaffidabili con vincoli temporali sui messaggi; un successivo lavoro ha presentato un protocollo modulare di consenso per sistemi asincroni con guasti bizantini.
Nel campo dell'analisi automatica del software malevolo è stato coautore di una rassegna sulle tecniche di apprendimento automatico. Lo studio ha proposto una tassonomia degli approcci impiegati e ha esaminato il rapporto tra accuratezza dell'analisi e relativi costi economici.
Nei volumi Charting Digital Sovereignty (2024) e Sovranità digitale (2025), Baldoni tratta la sovranità digitale come una questione legata alla sicurezza nazionale. Le analisi dedicate al suo modello ne individuano quattro dimensioni: autorità sui dati, disponibilità di tecnologie sicure e competenze qualificate, consapevolezza sociale dei rischi e cooperazione internazionale.