
Roberto Luciani (Roma, 2 settembre 1951) è un architetto, archeologo, giornalista e critico d'arte italiano. Direttore dall’anno accademico 2021-2022 dell’Istituto Restauro Roma. Sostiene un processo critico e creativo atto a stabilire metodi estetici e tecnici volti alla conservazione secondo i principi della cosiddetta Scuola romana del restauro.
Laureato in Architettura e in Lettere, indirizzo archeologia medievale, alla Sapienza Università di Roma, dove consegue nel 1982 la specializzazione in Restauro dei monumenti, perfezionandosi in Conservazione architettonica presso l’International Centre for the Study of Preservation and the Restoration of Cultural Property (ICCROM). Dapprima allievo e poi assistente di Giuseppe Zander e Guglielmo De Angelis d'Ossat ne acquisisce il metodo valutativo utile alla conservazione. Con la presentazione di quest’ultimo nel 1988 pubblica uno dei primi manuali della disciplina presentato all’Accademia di San Luca.

Nel 1981 entra nei ruoli del Ministero per i beni e le attività culturali, dopo un primo periodo trascorso nella Soprintendenza ai Monumenti di Bologna, con la successiva qualifica di Architetto Direttore sarà impegnato come responsabile di alcuni uffici tecnici di Soprintendenze effettuando restauri monumentali e storico artistici, soprattutto a Roma e in Sardegna. Nella Capitale interviene su vari settori del Complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande e di Castel Sant'Angelo, mentre in Sardegna progetta (in coll) il restauro dell’ex Collegio gesuitico del Canopoleno di Sassari trasformato grazie ai proventi del gioco del lotto in Pinacoteca e di molte fabbriche architettoniche e beni storico artistici. Al fine di coordinare restauri e cantieri inseriti nel piano del grande Giubileo del 2000, nel 1998 viene nominato Componente dell’Ufficio per Roma Capitale e Grandi Eventi istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Negli articoli pubblicati in quotidiani, riviste e nelle monografie, l’orientamento critico viene attuato con una lettura e comprensione storica dell’artista o dell’opera d’arte finalizzata alla conoscenza di ambiti inediti. Tra gli esempi di questa visione abbiamo il libro dedicato all’architetto Pietro Lombardi e la cura per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la formazione e l’editoria, del volume Palazzo Vidoni Caffarelli. Anche nello studio di fabbrichearcheologiche e religiose note, come la Domus Aurea Neronis, il Colosseo , le basiliche di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore, indirizza la ricerca verso settori meno conosciuti.

Nel 2008 inizia la collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri con la pubblicazione (in coll.) del volume Il Palazzo della Farnesina e la nomina nell’anno successivo di Esperto (art. 16 Legge n. 401/90) presso la Direzione Generale per la promozione e la cooperazione culturale, nonché di Coordinatore della, Collezione Farnesina. In questa veste cura alcune mostre internazionali con relativi cataloghi, tra queste Il Restauro metodi e strumenti di una “eccellenza” italiana tra arte, scienza e tecnologia, e Il Palazzo della Farnesina e le sue collezioni.
Da architetto, si è trovato in colloquio continuo con i monumenti, analizzandoli con la mano del restauratore e lo sguardo dello studioso, indagandone la storia e le strutture, correlando alla sua “missione” il trasferimento ai giovani di concetti artistici ed esperienze del restauro acquisite. Nel ruolo di Direttore dell’Istituto Restauro Roma si impegna per scelta nell'avvicinare gli allievi alla difficile attività le cui competenze e l’accesso alla professione sono recentemente state modificate.. In ambito Istituto è contestualmente docente di Teoria e Storia del restauro architettonico, mentre nell’Università e-Campus, è docente di Museologia e Museografia e Teoria e Storia del restauro architettonico nel Master biennale in Restauro dei beni culturali e architettonici ecclesiastici 21 maggio 2020, . È stato Direttore di master e docente alla Pontificia Università Lateranense-Istituto Superiore di Scienze Religiose, Beni Culturali della Chiesa, atti del Convegno nazionale di Studi, Archivio di Stato di Roma, Biblioteca Alessandrina, 31 maggio al 1 giugno 2005, in Pontificia Università Lateranense, docente alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna. Gli insegnamenti ricevuti, rivestono per Luciani un valore etico e didattico, si prefiggono di ricostruire la piena qualità artistica delle opere, al fine di realizzare nuovi interventi conservativi.
Partendo dall’assunto che il restauratore di opere architettoniche o storiche artistiche non deve operare affidandosi al proprio gusto estetico ma ad un restauro critico capace di formulare regole certe volte alla ricerca di una unità metodologica e contestualmente ad un’etica del restauro e una deontologia professionale, Luciani, con i citati principi, ha progettato e diretto in carriera numerosi restauri architettonici, storico artistici, archeologici e giardini storici esemplandoli in un vero e proprio atto di filologia critica. Già alla fine degli anni Settanta, interessato allo studio e alla conservazione dell’antico, è consulente della Soprintendenza Archeologica di Roma per effettuare rilievi, catalogazioni e studi che in parte confluiscono, nel biennio 1980-1981, sulla rivista dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, in “Rivista dell’Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte”, III, 1980, pp. 45-91; Idem, I restauri dell’Anfiteatro Flavio, in “Rivista dell’Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte”, IV, del 1981, e restauri come agli Horti Farnesiani sul Palatino, in “Roma Archeologia nel Centro”, Soprintendenza Archeologica di Roma, De Luca Editore, Roma 1985, pp.147-157, Al di là del giardino, in “Roma Fiorita 83”, catalogo della mostra, Colosseo, Foro Romano, Palatino, 16 aprile-8 maggio 1983, Ministero per i beni culturali e ambientali-Soprintendenza archeologica di Roma-Comune di Roma-Assessorato ai Giardini, in lingua italiano e inglese, edizioni Quasar, Roma 1983, pp. 1-4; R. Luciani, Architettura e paesaggio nell’itinerario ascendente dei Giardini Farnesiani, in Romana Gens, Edizioni Quasar, nn. 5-6, 1987, pp. 12-17; R. Luciani, Gli Horti Farnesiani al Palatino. E il rinascimento “inquinò” la memoria imperiale,. Nello stesso periodo progetta in una delle due camere di regia sotterranee del Colosseo l’allestimento di un Museo permanente,. Entrato nei ruoli della Soprintendenza ai Monumenti di Bologna collabora nel restauro e nello scavo del Palazzo Farnese di Piacenza e del ponte romano sotto la Torre medievale di Fidenza . Sarà tuttavia a Roma e in Sardegna che progetterà e dirigerà i più significativi interventi di restauro. In Castel Sant'Angelo interviene su vari e vasti settori , in particolare nella Rampa Diametrale, Rampa Elicoidale, Cortine d’onore, Sfiatatoi, Camminamenti, Bastioni, Marciaronda, Ingresso Appartamento pontificio, ma anche su tele, armi, divise, stampe, medaglie, mobili.

Nel restauro dell’Armeria Inferiore, posta nel cortile di Alessandro VI Borgia, detto anche Cortile dell’Angelo o d’Onore, porta alla luce delle strutture medievali e uno sfiatatoio romano della rampa elicoidale che copre con cristallo al fine di poter essere visibile dall’alto . Sempre nella Capitale, restaura tra l’altro vari settori di uno degli edifici più vasti d’Italia (superficie di 26.720 metri quadrati), il Complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande .


In particolare progetta il restauro della Chiesa Madonna del Buon Viaggio e di due grandi tele interne della metà del Settecento, Cristo in barca con Pietro e Andrea di Andrea Zucchetti e Il transito di San Giuseppe di Andrea Casali, effettuato nel 2004 presso i laboratori dell’Istituto Superiore Centrale del Restauro (ISCR) . In Sardegna progetta e dirige lavori di restauro di oltre 50 fabbriche architettoniche, (chiese, conventi, palazzi, torri, castelli) e innumerevoli beni storico artistici. Raro studioso capace di coniugare la ricerca con la realizzazione di interventi conservativi, Luciani predilige l’anastilosi (recupero di conci calcarei squadrati rovinati a terra ricollocati nei siti originari).

Utilizza questa metodologia, tra l’altro, nel Forte Carlo Felice detto Forte Camicia a La Maddalena (SS); nel delicato e lungo restauro (1988-1998) della chiesa trecentesca di San Pantaleo di Martis (SS), progettato inizialmente dall’arch. Marilena Dander, volto ad impedire la perdita totale dove oltre all’intervento in anastilosi sulla struttura muraria è stato indispensabile consolidare l’intera collina che stava scivolando ; nell’abside e nella facciata della chiesa edificata prima del 1122 di San Nicola di Silanis a Sedini (SS); nell’abbazia cistercense Nostra Signora di Paulis di Ittiri, già in rovina nel sec. XV, i cui restauri della chiesa hanno fornito maggiore leggibilità all’impianto romanico originario (ne erano in piedi l’abside a pianta quadrata, il transetto e parti del colonnato) e agli annessi ambienti monastici, ripristinando l’assetto che aveva assunto nel sec. XVII . Nella facciata della chiesa di Sant’Antonio Abate di Sassari, l’architetto romano tratta il paramento lapideo cromaticamente, con la stessa sensibilità che rivolge al restauro di un quadro, attraverso la stesura a più mani di acqua chiara di calce e pigmenti colorati, mirante a ripristinare l’omogeneità cromatica dell’antica superficie; nel restauro della facciata dal gusto eclettico degli anni Trenta del Palazzo dell’Università di Sassari (e annessa Biblioteca Universitaria) è pioniere in Sardegna nel restauro di una struttura realizzata in cemento armato . Pregevole la ricerca effettuata nei restauri di architetture fortificate come Torri costiere (Santa Maria Navarrese in Baunei, San Giovanni in Posada, Santa Lucia in Siniscola, aragonese del porto in Porto Torres); Forti (Camicia in Palau, Carlo Felice in La Maddalena); Castelli (Aymerich in Laconi, Monte Altura in Palau, Doria in Santa Maria Coghinas, uno degli esempi più interessanti dell’architettura militare della Sardegna) . Per rendere noti alcuni interventi, tra il 1992 e il 1994 cura a Sassari due Convegni: Progetto Restauro e Restauro Architettura Centri Storici .

Tra i progetti di restauro di Beni storico artistici si cita del Maestro di Ozieri, la Sacra Famiglia con San Giovannino, dipinto su tavola, cm. 170x160, sec. XVI, Collezione G. Spano in Ploaghe, Giovanni Bilivert, San Pietro e San Paolo, dipinto ad olio su tela, cm. 380 x 265, sec. XVII, chiesa di Santa Caterina in Sassari ; San Giacomo Maggiore, scultura lignea, h. cm. 190, sec. XV, chiesa di San Giacomo di Taniga in Sassari ; Restauro strutturale e conservativo di un altare ligneo policromo e dorato, sec. XVI, chiesa di Santa Croce in Aggius (SS) ; Restauro strutturale e conservativo di due altari lignei intagliati, policromi e dorati, sec. XVII, chiesa di Santa Croce, Florinas (SS) . È inoltre intervenuto in numerose opere appartenenti a Ministeri e Enti pubblici. Per il Ministero delle Infrastrutture nel 2006 progetta e dirige i lavori di restauro dell’opera Allegoria della Pace, XVII secolo (restauratore Antonio Liberti).

Per il Ministero degli Affari Esteri progetta e dirige il restauro del Mappamondo con fasi lunari su supporto rotante a sfera in carta, XVIII secolo, musealizzato nella Sala dei Mappamondi nel Palazzo Farnese (Caprarola), restaurato da Maria Teresa Castellano, e della Vittoria Alata in bronzo, h. cm 120, inizi XX secolo, esposta dopo l’intervento conservativo al Museo dell’Ara Pacis in occasione della mostra “Il Palazzo della Farnesina e le sue collezioni” nel 2011. Per la Collezione Farnesina arte contemporanea progetta e dirige nel 2010 i restauri dell’opera di Michelangelo Pistoletto, Love Difference, smalto su lastra d’acciaio lucidata a specchio, e dell’opera di Afro Basaldella, Le città d’America, carta intelata, cm. 191x249 (restauratori Magrelli e Carbonaro), pubblicata nel catalogo della Mostra Il Palazzo della Farnesina e le sue collezioni, Roma, Museo dell’Ara Pacis, 20 maggio-3 luglio 2011. Per la Sapienza Università di Roma, negli anni 2019-2020 è consulente tecnico-scientifico del Restauro filologico di liberazione del Vestibolo del Palazzo del Rettorato, opera dell’architetto Marcello Piacentini, nella Città Universitaria di Roma (progetto arch. Williams Troiano). Per la stessa Sapienza Università di Roma nel 2023, è progettista, direttore scientifico e consulente artistico del restauro della Sala detta dei Pappagalli in Villa Mirafiori, sede del Dipartimento di Filosofia. L’architetto ha inoltre Collaudato per il Ministero della Cultura (denominazione attuale) oltre 500 restauri di beni architettonici, storico artistici e archeologici. Tra questi, a Roma, Chiesa del Gesù, Palazzo Barberini, Palazzo Spada, Pantheon, Palazzo Poli, Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Fuori Roma, Villa d'Este (Tivoli), SS. Pietro e Paolo di Pescasseroli, Forte Sangallo (Civita Castellana), Palazzo Altieri di Oriolo Romano, oltre innumerevoli chiese ed edifici storici in particolare nel Lazio e in Sardegna. Sia nei restauri architettonici che storico artistici, applica i principi del restauro critico, ha sempre proposto progetti di restauro come “lettura” dell’opera d’arte, da conservare nella forma e stratificazione in cui è arrivata. Nel 2025 riceve il premio dedicato alla carriera dalla Fondazione Amedeo Modigliani.
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