
Romano Ferrari Zumbini (Parma, 3 dicembre 1958) è uno storico italiano che si occupa di diritto e di istituzioni politiche.
Ha elaborato due linee di riflessione: nell’ambito della Storia costituzionale e nell’osservazione della società occidentale contemporanea.
Insegna Storia del diritto e Storia costituzionale presso l’università Luiss di Roma. Ha conseguito l'abilitazione nazionale a professore ordinario in Storia delle istituzioni e delle dottrine politiche (2013 e 2019) e in Storia del diritto (2019).
Già direttore delle commissioni permanenti del Senato della Repubblica; presidente del centro studi Paracelsus e socio fondatore e vice presidente dell'Associazione per la Storia costituzionale. Opinionista presso Limes e Radio Radicale; ha pubblicato presso Il Riformista.
Ha studiato alla Sapienza di Roma con Giovanni Cassandro e ha esordito con una monografia sulla funzione giurisdizionale del Senato del Regno fra XIX e XX sec. (L’incidente Nasi, Padova, 1983), nonché a Berlino alla Freie Universität con Christoph Müller e Friedrich Wilhelm Ebel, allorché ha maturato una monografia sul Tempo nel processo, per l’esattezza sulla denegata giustizia nell’Alto medioevo (La lotta contro il Tempo, Roma, 1997), premiato nel dicembre 1998 presso la Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Napoli Federico II dal Club dei giuristi nel novero dei libri dell’anno 1997 nonché a Mannheim.
Ha iniziato l’insegnamento nell’Università di Messina, presso la Facoltà di Scienze politiche, con Andrea Romano nel corso di Storia delle istituzioni politiche, e ha proseguito all’Università di Roma Tre, nella Facoltà di Giurisprudenza, con Ugo Petronio nel corso di Storia delle codificazioni. Professore straordinario di ruolo in Storia del diritto, materia del cui insegnamento è titolare dal 2002 presso l’università Luiss-Guido Carli di Roma. Aveva tenuto altresì nella facoltà di giurisprudenza i corsi di Storia delle codificazioni. Dal 2005 tiene il corso di Storia costituzionale presso la School of Government della medesima università.
La produzione scientifica può esser ripartita in due fasi.
La prima fase è di indagine sulle fonti dei passaggi costituzionali; fase, culminata con le due edizioni di Fra Norma e Vita (2016 e 2019),volte a ricostruire -prendendo a spunto il Regno di Sardegna dal 1846 al 1850 - la Costituzione completa di un ordinamento; Costituzione, intesa come ampio mosaico di molteplici e multiformi tessere aventi natura non solo normativa. Anche la condotta condivisa dei players istituzionali forgia la Costituzione (cosiddetta spontaneità costituzionale),come nel caso della nascita del Consiglio dei Ministri, del Presidente del Consiglio dei Ministri, dell'inchiesta parlamentare, dell'interim ministeriale e di forme di decreti delegati, come pure una primigenia forma di giustizia costituzionale nella Repubblica cisalpina (aprile 1797-settembre 1798). Altresì ha evidenziato che decisioni sulla comunità possono forgiare la Costituzione (come nel caso della nascita del controllo diffuso sulla magistratura a Torino nel 1848 per via del successo ottenuto dalla rivista Giurisprudenza degli Stati sardi, che pubblicava periodicamente sentenze depositate nelle cancellerie dello Stato e non disponibili agevolmente).
La seconda fase si è aperta a riflessioni critiche sulla contemporaneità e culminata nella monografia Il grande Giudice (1a ed.2021;1a ed.riv. 2022; 2a ed.; 2a ed.riv. 2024 e 3a ed. 2025), dalla quale emergono riflessioni sul Tempo, il ruolo del senso del Tempo nella cultura occidentale e gli effetti dell’avvenuta abrogazione del senso del Tempo nel XXI secolo. Giunge a riflessioni problematiche sull’effettivo desiderio di libertà nella società.
Dalla soppressione del senso del Tempo -definito meccanismo oggettivo di vincolo- fa discendere l’origine dell’abolizione di ogni oggettività nella società. Per cui, le parole hanno dissolto i loro significati, immolate al liber-, ossia al paradigma contemporaneo della deliberata e ostentata assenza di paradigmi. Ha descritto (legandoli agli anni ‘50 e ‘60 del XX sec.) gli anni della torsione, ossia lo sviluppo del pensiero liber- (termine che include una pluralità di sensibilità culturali, da liberale, neo-liberale, liberismo, libertario e libertino, ogni concetto ispirato al superamento di ogni limite e di ogni vincolo).
Ha ravvisato per ogni società la necessità della Regola, ossia del punto di resistenza da vincere per costruire punti fermi nella vita dei singoli e, a maggior ragione, della comunità.
È autore altresì di un romanzo, 7 verba, edito presso Liberilibri (Macerata 2021); ambientato in una scuola austriaca nel 1963/64, ma in verità apologo critico della società europea del XXI secolo. È autore altresì di un pamphlet, "Guardando dalla finestra, riflessioni semplici", edito presso Paracelsus (Roma 2025), nel quale evidenzia l'abolizione del senso del Tempo nell'Occidente e, quindi, la soppressione del perno, che ha portato a una società illimitata, alogoica, compressa fra Tina (There is no alternative) e Tara (There are reasonable alternatives).
Monografie
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 69239655 · ISNI (EN) 0000 0000 4204 8222 · SBN CFIV020368 · LCCN (EN) n86857821 · GND (DE) 1055802940 · BNF (FR) cb15527123r (data) |
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