Romano Notari (Foligno, 1933 – Campello sul Clitunno, 2023) è stato un pittore italiano.
La sua ricerca artistica, sviluppatasi lungo la seconda metà del XX secolo, si è focalizzata sullo studio della luce e del colore, inserendosi nel contesto della figurazione italiana post-informale. Ha partecipato a cinque edizioni della Biennale di Venezia e alla XI Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma.
Formatosi all'Istituto d'Arte di Perugia, Notari esordisce nel panorama artistico alla fine degli anni Cinquanta. La sua pittura iniziale, pur risentendo del clima dell'Arte informale, mostra precocemente un interesse per la figurazione visionaria. Nel 1959 viene presentato dal gallerista Carlo Cardazzo alla Galleria del Cavallino di Venezia e, l'anno successivo, espone alla Galleria del Naviglio di Milano. In questa fase, la critica, tra cui Francesco Arcangeli, inizia a notare la peculiarità del suo cromatismo, dominato da variazioni tonali di gialli e aranci.
Negli anni sessanta la sua attività espositiva si consolida con la partecipazione alla XXXIII Biennale di Venezia (1966), dove presenta una serie di disegni, e con l'avvio di una collaborazione continuativa con la Galleria delle Ore di Milano curata da Marco Valsecchi. Nel corso degli anni settanta e ottanta, la poetica di Notari si orienta verso tematiche simboliche e archetipiche. Soggetti ricorrenti divengono figure ornitomorfe e rivisitazioni mitologiche, come il tema di Leda e il cigno.
La sua presenza nelle rassegne istituzionali si intensifica: partecipa alla XXXVI Biennale di Venezia (1972) e alla XXXVIII Biennale di Venezia (1978) nella sezione "Natura come Immagine" curata da Luigi Carluccio. Nel 1986 è presente contemporaneamente alla XI Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma e alla XLII Biennale di Venezia nella sezione storica Arte e Alchimia, curata da Arturo Schwarz, che indaga i rapporti tra produzione artistica e tradizione ermetica.
Nel 1990 il Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno ospita una mostra antologica dedicata alla sua produzione, curata dallo storico dell'arte Roberto Tassi, che ne analizza l'evoluzione stilistica e l'uso della luce come elemento costruttivo dello spazio pittorico.
Dagli anni duemila l'artista concentra la sua attività nel proprio studio a Campello sul Clitunno, denominato "Casa d'Arte Notari". Lo spazio è stato concepito dall'artista come un luogo di fusione tra architettura e pittura, ospitando nel corso degli anni incontri culturali e visite di critici quali Philippe Daverio. Le mostre di questo periodo includono l'antologica Con Piero verso la luce (2000) presso il Museo Civico di Sansepolcro, curata da Vittorio Sgarbi, che pone in dialogo le opere di Notari con la tradizione pittorica di Piero della Francesca. Nel 2011 partecipa al Padiglione Italia (sezione regionale Umbria) della LIV Biennale di Venezia.
Nel 2025 è stata istituita la Fondazione Romano Notari con l'obiettivo di archiviare e promuovere l'opera dell'artista.
La pittura di Notari è stata oggetto di studio per la sua posizione autonoma rispetto alle correnti principali del secondo Novecento.
Opere di Romano Notari sono conservate in diverse collezioni pubbliche e private. Tra le acquisizioni museali e istituzionali si segnalano presenze presso la Galleria Civica d'Arte Moderna di Gallarate, il Museo d'Arte delle Generazioni Italiane del '900 di Pieve di Cento e le collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
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