Romualdo Belloli

Romualdo Belloli

Romualdo Belloli (Scandiano, 6 dicembre 1813 – San Ruffino, 25 ottobre 1890) è stato un pittore e incisore italiano. Fu principalmente incisore e acquarellista e riproduttore di opere classiche, tra cui varie tele del Correggio.

Biografia

Suonatore di liuto, incisione di Belloli conservata presso la Galleria Fontanesi dei Musei Civici di Reggio Emilia

Romualdo Nicola Maria Belloli nasce il 6 dicembre 1813, secondo dei sei figli del dottor Cristofaro Belloli e di sua moglie Corona Cialdini; viene battezzato nella chiesa di Santa Maria di Scandiano dall'arciprete Dionigi Lucchesini. Poco dopo la sua nascita la famiglia si trasferisce a Mirandola e nel 1821, dopo il fallimento dei moti carbonari, il padre viene arrestato e in seguito condannato per cospirazione contro il duca di Modena Francesco IV; la moglie e i sei figli si rifugiano a Reggio Emilia presso parenti; la famiglia si riunisce poi a Scandiano nel 1826.

Durante l'adolescenza Romualdo frequenta il ginnasio-liceo presso il collegio dei Gesuiti a Reggio e, dimostrando particolare attitudine per il disegno, entra alla locale scuola di Belle Arti, dove studia sotto Prospero Minghetti e Giovanni Della Rocca e da cui viene espulso nel 1830, assieme a due compagni, per aver protestato contro l'esito del giudizio di fine anno scolastico.

Nel 1832 entra nello studio parmigiano di Paolo Toschi; dalla metà del 1842 e fino al 1847 è ospite a Parigi dal fratello maggiore Rinaldo e frequenta l'atelier di Louis Pierre Henriquel-Dupont; rientra poi in patria, dove ricopre ruoli di insegnamento a Reggio, Milano e Firenze e per oltre due decenni è dirigente dell'Istituto d'Arte di Reggio. Già verso il 1850 comincia a manifestare i primi sintomi di una malattia agli occhi che lo costringerà a ridurre progressivamente l'attività artistica; muore a San Ruffino il 25 ottobre 1890, all'età di 77 anni.

Note

  1. 1 2 3 Belloli Romualdo, su Galleria Recta. URL consultato il 7 maggio 2022.
  2. 1 2 3 4 Prampolini, pp. 23-24.
  3. ↑ Prampolini, p. 28.
  4. ↑ Prampolini, p. 31.
  5. ↑ Prampolini, p. 45.
  6. ↑ Prampolini, pp. 75-102.
  7. ↑ Prampolini, p. 153.
  8. ↑ Prampolini, p. 95.
  9. ↑ Prampolini, p. 150.

Bibliografia

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