Rosato Francesco Vincenzo Demitry (Magliano, 14 agosto 1774 – Veglie, 23 febbraio 1844) è stato un medico e divulgatore scientifico italiano.
Attivo soprattutto a Veglie, nella Terra d'Otranto, fu medico condotto del comune per oltre quarant'anni, autore di opere di medicina e di filosofia naturale e sindaco di Veglie in due diversi periodi. Durante la Restaurazione fu inoltre coinvolto negli ambienti della Carboneria e si oppose ripetutamente all'amministrazione borbonica, fino a essere rimosso dalla carica di sindaco nel 1836.
Fu inoltre padre del medico e scrittore Aureliano Demitry.
Rosato Francesco Vincenzo Demitry detto Sallentino, è stato un medico, autore scientifico e amministratore pubblico italiano del Regno delle Due Sicilie. Nacque a Magliano il 14 agosto 1774, figlio di Paolino Demitry e Arcangela Solazzo. Compì i primi studi a Lecce, prima di trasferirsi a Napoli per intraprendere gli studi medici.
A Napoli ebbe come maestri alcuni dei principali esponenti della medicina dell'epoca: Domenico Cirillo, Antonio Cotugno e Antonio Sementini. Cirillo e Cotugno appartenevano alla cerchia degli studiosi che avevano fatto di Napoli, alla fine del Settecento, uno dei principali centri italiani per lo studio dell'anatomia, della fisiologia e della medicina clinica.
Demitry conseguì la laurea in medicina con la formula latina A.M.D. (ars medica doctor).
Dopo la laurea esercitò la professione presso l'Ospedale degli Incurabili di Napoli, uno dei più importanti istituti ospedalieri del Mezzogiorno. In seguito agli sconvolgimenti politici del 1799, lasciò Napoli e tornò nel Salento, dove proseguì l'attività medica e impartì anche lezioni private.
Dopo il rientro in Terra d'Otranto, Demitry esercitò la professione medica per conto dell'università di Veglie (l'istituzione municipale dell'epoca), attività che si protrasse per oltre quarant'anni, fino alla morte nel 1844.
La figura di Rosato Demitry compare anche nelle ricostruzioni della medicina di Galatina. Uno studio storico dedicato alla cultura medica salentina dell'Ottocento lo annovera, insieme a Pasquale Manni, Salvatore Romano e altri medici, tra i professionisti più importanti attivi nell'area durante la prima metà del secolo.
Nel 1836 Demitry compare fra i medici coinvolti nelle consulenze cliniche ricordate nelle Considerazioni pratiche sulla febbre biliosa del medico Raimondo Vinella.
Le sue opere scientifiche furono recensite dal Giornale Medico Napoletano e apprezzate da studiosi fra cui Salvatore De Renzi, autore di importanti studi sulla storia della medicina nel Regno di Napoli.
Tra le opere note di Demitry figura La chimica della natura del Dr. Rosato trattata con le dottrine filosofico-chimiche del giorno applicata alla medicina con i lumi della patologia trascendente e con le indicazioni degli usi di cui profitta lo stato sociale, pubblicata a Napoli nel 1833 presso lo stampatore Saverio Giordano.
In questo testo la chimica non viene considerata come disciplina isolata, ma viene posta in rapporto con la medicina, la patologia e gli «usi» sociali della conoscenza.
La sua produzione scientifica comprende scritti di medicina, vaccinazione, terapia, patologia e osservazioni sulle malattie degli ulivi e sul tarantismo.
Il profilo intellettuale di Demitry va collocato nella medicina salentina fra XVIII e XIX secolo. Il suo nome compare accanto a quello di medici che elaboravano una medicina legata all'osservazione clinica, alla patologia descrittiva e alle teorie della natura, ma aperta alla chimica e alle nuove scienze sperimentali.
Nel 1805 Demitry sposò a Veglie Rosa Frassanito, che morì dopo appena dieci mesi di matrimonio; nel 1806 si sposò così con Angela Miali ed ebbe complessivamente otto figli.
Tra questi è particolarmente noto Aureliano Demitry, medico e autore di scritti scientifici.
La carriera pubblica di Demitry si intrecciò strettamente alla sua attività professionale. Fu sindaco di Veglie nel 1815-1816, nel periodo della Restaurazione borbonica, dopo la caduta del regime murattiano e il ritorno della monarchia borbonica nel Mezzogiorno. Fu nominato dall'intendente di Terra d'Otranto Domenico Acclavio, in carica dal 1812 al 1817.
Il suo ingresso nell'amministrazione municipale avvenne in un momento politicamente delicato. Gli anni successivi alla Restaurazione furono caratterizzati in tutto il Regno delle Due Sicilie dalla tensione fra l'apparato amministrativo borbonico, i gruppi liberali e costituzionali e le società segrete che si erano sviluppate nel Mezzogiorno.
Demitry fu attivo negli ambienti delle società segrete della Terra d'Otranto durante la Restaurazione e negli anni successivi ai moti del 1820. Nel 1829 risultava inserito negli elenchi dei settari di Veglie compilati dal giudice regio Giuseppe Palumbo e veniva indicato come «Gran Maestro dei carbonari».
Negli elenchi del 14 agosto e del 26 dicembre 1829 è qualificato come settario già prima del 1820 e durante il nonimestre costituzionale del 1820-1821, nonché come Gran Maestro, oltre che «riscaldato», filadelfo, carbonaro e patriota. La stessa documentazione mostra che a Veglie operava una rete di società segrete nella quale Carboneria e Filadelfi erano strettamente connessi.
La sua attività nelle società segrete è ricordata anche da Michela Pastore. Una ricostruzione più recente lo collega alla massoneria murattiana e al suo successivo impegno antiborbonico.
Il suo impegno politico viene inoltre presentato come prosecuzione degli ideali del padre Paolino e come elemento destinato a influenzare anche i figli.
Nel 1836 Demitry tornò alla guida del comune. L'intendente di Terra d'Otranto Carlo Ungaro, duca di Montejasi, lo nominò sindaco per il triennio 1836-1838, scegliendolo da una terna proposta dal decurionato.
Il nuovo mandato ebbe però vita brevissima.
Nel 1836 fu emessa una decisione dell'intendente relativa al conto morale dell'esercizio municipale e intorno alla fine dello stesso anno Ungaro lo esonerò dall'incarico. Secondo la decisione dell'intendente, Demitry non avrebbe rispettato gli ordini dell'autorità provinciale e avrebbe predicato contro la casa regnante.
Demitry entrò così in conflitto aperto con l'autorità provinciale borbonica, fino alla rimozione, dopo la quale, le funzioni di sindaco furono esercitate da Felice Massa, secondo nome della terna proposta dal decurionato, fino alla conclusione del triennio.
Nel corso del suo secondo sindacato, nel 1836, la torre dell'orologio di Veglie fu ristrutturata e pitturata; la struttura crollò nel1842, due anni prima della sua morte.
Rosato Demitry morì a Veglie il 23 febbraio 1844, nella propria abitazione di via degli Morracchi. Aveva 69 anni.
Demitry pubblicò numerosi scritti scientifici nel corso della sua attività medica. La biografia di De Benedittis riferisce che Rosato pubblicò numerose opere scientifiche, recensite nel Giornale Medico Napoletano. Le opere e i contributi individuati comprendono: