Rudaba, nota anche come Rudāba o Rudābeh (in persiano رودابه) è una figura femminile mitologica persiana, presente nell'epopea Shāh-Nāmeh di Firdusi. È la principessa di Kabul, figlia di Mehrab Kaboli e Sindukht. Rundaba si sposò con Zal, e questi ebbero due figli, tra cui Rostam, l'eroe principale dello Shāh-Nāmeh.
La parola Rudābeh è composta da due sezioni. "Rud" e "āb", " Rud " significa bambino e "āb" significa splendente, quindi significa bambino splendente (secondo il dizionario Dehkhoda).

Lo Shāh-Nāmeh descrive Rudaba con queste parole[quale edizione e quale traduzione?]:
Fu questa descrizione, unita alla particolare bellezza fisica di Rudaba ad attrarre inizialmente Zal. Rudaba decise di consultare le sue dame di compagnia riguardo Zal. Zal giunse alle mura del palazzo di Rudaba, e questa, volendo aiutarlo a salire, calò le sue trecce come fossero una corda. Zal rifiutò l'aiuto e si arrampicò immediatamente con la sua fune preparata dalla base alla cima. Rudaba fece sedere Zal sul tetto ed entrambi parlarono tra loro per molto tempo.
Zal, a sua volta, consultò i suoi consiglieri riguardo a Rudaba. Alla fine, questi gli consigliarono di scrivere un resoconto completo delle circostanze a suo padre, Sam. Sam e i Mubed, sapendo che il padre di Rudaba, capo di Kabul, era babilonese e apparteneva alla famiglia di Zahhak, non approvarono il matrimonio. Ma Zal ricordò a suo padre il giuramento che aveva fatto di esaudire tutti i suoi desideri.
Il sovrano rivolse dunque la questione agli astrologi per scoprire se il matrimonio tra Zal e Rudabeh sarebbe stato prospero o meno, e gli fu risposto che un figlio di Zal e Rudabeh sarebbe stato il conquistatore del mondo. Quando Zal arrivò alla corte di Manuchihr, fu ricevuto con onore e, dopo aver letto la lettera di Sam, lo Scià approvò il matrimonio.
Il matrimonio ebbe luogo a Kabul, dove Zal e Rudaba si incontrarono per la prima volta.
Nella mitologia persiana, il travaglio di Rudabeh per Rostam fu prolungato a causa delle dimensioni straordinarie del suo bambino. Zal era certo che sua moglie sarebbe morta di parto. Rudabeh era prossima alla morte quando finalmente a Zal tornò in mente la piuma del Simurg e seguì le istruzioni che aveva ricevuto, ponendola sul fuoco sacro. Il Simurgh apparve e gli spiegò come eseguire un taglio cesareo (rostamzad), salvando così Rudabeh e il bambino, che in seguito divenne uno dei più grandi eroi persiani.
Una traduzione inglese della storia esiste in The story-book of the Shah; or, Legends of old Persia, sotto forma di prosa.
Gli studi sottolineano che la storia d'amore di Zal e della principessa Rudaba è legata a una fiaba popolare afghana intitolata La storia d'amore della ragazza mongola e del ragazzo arabo.
I cultori di fiabe hanno notato che i lunghi capelli di Rudabah e l'incidente dell'arrampicata ricordano molto la storia di Raperonzolo, celebre personaggio delle fiabe ideato dai fratelli Grimm.