| Russini Русины/Rusynŷ | |||||||||||||||||||
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| Sottogruppi | Boichi, Doliniani, Hutsuli, Lemchi | ||||||||||||||||||
| Popolazione | Censita: 75.000–110.000 Stimata: 1,2-1,6 milioni | ||||||||||||||||||
| Lingua | ruteno e lingue locali | ||||||||||||||||||
| Religione | Maggioranza: Chiesa greco-cattolica rutena e Chiesa greco-cattolica slovacca, con una minoranza di: Chiesa ortodossa (Chiesa ortodossa ucraina, Chiesa ortodossa serba) | ||||||||||||||||||
| Gruppi correlati | slavi orientali | ||||||||||||||||||
| Distribuzione | |||||||||||||||||||
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I russini o rusini (russino: Русины / Rusiny), a volte indicati come rusnachi (russino: Руснакы / Rusnaky), noti anche come carpato-russini (russino: Карпато-Русины / Karpato-Rusiny) o carpato-ruteni (un esonimo antiquato), sono un gruppo etnico slavo orientale parlante la lingua russina. Discendono da una popolazione slavo orientale, i croati bianchi, che abitava le regioni settentrionali dei Carpazi orientali fin dal Medioevo. Sono stati spesso chiamati carpato-ruteni o ruteni carpatici, con l'indicazione geografica che indica la regione dei Carpazi.
Il nome russino lega questo popolo ai rus', gli abitanti della Rus' di Kiev.
A differenza dei loro vicini orientali, che adottarono l'uso dell'etnonimo ucraino agli inizi del XX secolo, i russini conservarono il loro nome originale. I russini si distinguono ancora in 4 sottogruppi, in base alla zona di residenza e alla differenze culturali: i boiko, i doliniani, gli hutsuli e i lemchi.
Inoltre, come residenti delle regioni nord-orientali dei Carpazi, essi sono strettamente collegati e talvolta anche associati ad altre comunità slave nella regione montana, come la comunità slovacca dei gorali (letteralmente "montanari").
Le principali denominazioni: carpato-russini, carpato-ruteni, carpato-russi e carpato-ucraini utilizzano il prefisso "carpato-" in riferimento alla Rutenia subcarpatica, una regione storica transfrontaliera che comprende l'oblast' di Transcarpazia nella moderna Ucraina, regioni nord-orientali della Slovacchia e parti sud-orientali della Polonia. Altre denominazioni regionali utilizzate sono: uhro-russini, servi, bizantini, o più semplicemente “po-našomu” (letteralmente persone come noi o che parlano la nostra lingua o “il nostro popolo”).
Sino al XX secolo diversi russini si consideravano russi, ucraini o appartenenti a un altro tipo di nazionalità distinta, a seconda della lingua madre da loro adottata. I principali orientamenti nazionali tuttora diffusi sono quello russino e quello ucraino.
Nei contesti ufficiali ucraini, i vari sottogruppi russini sono spesso indicati collettivamente come Verchovynci (Верховинці), che letteralmente significa "montanari". Degli stimati 1,2-1,6 milioni di persone di origine russina, solo all'incirca 90.000 individui sono stati identificati come tali nei recenti censimenti nazionali. Questo perché le stesse autorità che gestiscono il censimento li considerano un sottogruppo di ucraini; tuttavia alcuni paesi li riconoscono ufficialmente come una minoranza etnica.
Il russino è una lingua indoeuropea strettamente imparentata con l'ucraino i cui dialetti appartengono alle lingue slave orientali. Questa lingua ha subìto le influenze dello slovacco, dell'ungherese, del polacco e della lingua slava ecclesiastica e tutto questo la distingue dalle altre lingue slave orientali.
La letteratura russina nasce nel XVII secolo. Le prime pubblicazioni in tal contesto erano scritte in russino vernacolare o nello slavo ecclesiastico. Nei secoli XIX e XX il russino vernacolare venne affiancato dalle pubblicazioni in russo e ucraino. Le rivoluzioni del 1989 hanno dato inizio a una rinascita culturale dei russini che ha spinto i paesi in cui essi vivono, specie Slovacchia e Polonia, ad adottare uno standard letterario per le pubblicazioni in russino.
I temi dominanti della letteratura russina sono l'amore per i Carpazi e la rappresentazione dei russini come popolo stoico e timorato destinato a essere controllato dalla natura e dagli invasori stranieri, fattori sui quali il singolo individuo può far poco. Alcuni scrittori considerati padri della letteratura russina sono Alexander Duchnovič, Alexander Pavlovič, Volodymyr Chyljak e Havryïl Fedorovyč Kostel'nyk.
Tra gli scrittori russini contemporanei si annoverano gli ucraini Volodymyr Fedynyšynec', Dmytro Kešelja, Ivan Petrovcij e Vasyľ' Petrovaj, gli slovacchi Anna Halgašová, Mikolaj Ksenjak, Mária Maľcovská e Štefan Suchŷj, i polacchi Olena Duć-Fajfer, Volodymyr Graban, Stefanija Trochanovska e Petro Trochanovskij, l'ungherese Gábor Hattinger-Klebaško e i serbi Natalija Dudaš, Irina Hardi Kovačević e Ďjura Papharhaj.
Un segno distintivo dei russini è l'architettura in legno delle chiese arroccate sulle colline risalenti ai secoli XVIII-XIX. Agli inizi del Novecento nacque una scuola artistica russina denominata la "Barbizon della Precarpazia" guidata da Josyf Bokšaj, Adal'bert Erdeli, Fedir Manajlo ed Ernest Kondratovyč. Nello stesso periodo emerse anche il pittore polacco di etnia lemco Nikifor.
Per quanto riguarda la Transcarpazia, nel corso del Novecento si distinsero artisti come i pittori Anton Kaššaj, Andrij Kocka e Volodymyr Mykyta, nonché gli scultori Mychajlo Belen' e Ivan Brovdij. La Slovacchia vanta artisti come i pittori Orest Dubay, Štefan Hapák, Deziderij Millyj e il satirista politico Fedor Vico.
Svidnik e Užhorod sono le città che vantano il maggior numero di collezioni museali legate all'etnografia russina.
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