| SMS Baden | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | nave da battaglia tipo dreadnought |
| Classe | Classe Bayern |
| In servizio con | |
| Ordine | 1912 |
| Costruttori | Schichau-Werke |
| Cantiere | Danzica, Impero tedesco |
| Impostazione | 20 dicembre 1913 |
| Varo | 30 ottobre 1915 |
| Entrata in servizio | 14 marzo 1917 |
| Destino finale | affondata come bersaglio in esercitazione il 16 agosto 1921 |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | |
| Lunghezza | 180 m |
| Larghezza | 30 m |
| Pescaggio | 9,4 m |
| Propulsione | 3 turbine a vapore; 35 000 shp (26 000 kW) |
| Velocità | 21 nodi (38,89 km/h) |
| Autonomia | 5 000 miglia a 12 nodi (9 260 km a 22,22 km/h) |
| Equipaggio | 42 ufficili 1.129 sottufficiali e marinai |
| Armamento | |
| Artiglieria | 8 cannoni da 38 cm SK L/45 16 cannoni da 15 cm SK L/45 4 cannoni da 8,8 cm SK L/45 |
| Siluri | 5 tubi lanciasiluri da 600 mm |
| Corazzatura | ponte: 60-100 mm cintura: 170-350 mm torre di comando: 400 mm torri d'artiglieria: 200-350 mm |
| dati tratti da | |
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La SMS Baden fu una nave da battaglia tipo dreadnought della Kaiserliche Marine, entrata in servizio nel marzo 1917 come seconda e ultima unità della classe Bayern. Fu l'ultima corazzata ad essere completata per lamarina dell'Impero tedesco; due delle sue gemelle, la Sachsen e la Württemberg, rimasero incomplete alla fine della guerra. Insieme alla sua gemella SMS Bayern, la Baden era la corazzata più grande e più potentemente armata mai costruita per la Marina imperiale tedesca.
Al momento della sua entrata in servizio nella Flotta d'Alto Mare (Hochseeflotte), la Baden divenne la nave ammiraglia della flotta sostituendo la corazzata SMS Friedrich der Grosse. La Baden partecipò a poche azioni belliche durante la sua breve carriera; l'unica sortita importante, nell'aprile del 1918, si concluse senza alcun combattimento. In seguito al crollo della Germania nel novembre del 1918, la Baden fu internata con la maggior parte della Flotta d'Alto Mare nella base britannica di Scapa Flow, sotto la sorveglianza della Royal Navy. Il 21 giugno 1919, il contrammiraglio Ludwig von Reuter ordinò l'autoaffondamento della flotta tedesca a Scapa Flow; tuttavia, i marinai britannici presenti nel porto riuscirono ad abbordare la Baden e a tirarla a riva, impedendone l'affondamento. La nave fu recuperata, ispezionata a fondo e infine affondata nel 1921 durante estesi test di artiglieria condotti dalla Royal Navy.

La nave fu ordinata con il nome provvisorio di Ersatz Wörth nel 1912, ai sensi della quarta e ultima legge navale tedesca approvata proprio in quell'anno. La costruzione iniziò presso il cantiere navale Schichau-Werke di Danzica con il numero di progetto "913": la nave fu quindi impostata il 20 dicembre 1913 e varata il 30 ottobre 1915 con il nome di Baden in onore dell'omonimo Stato dell'Impero tedesco. I lavori di completamento dell'unità furono però notevolmente ritardati dall'inizio della prima guerra mondiale: prima dall'avanzata russa nella Prussia orientale, che minacciò i cantieri navali di Danzica prima di essere arrestata grazie alla vittoria tedesca nella battaglia di Tannenberg; poi a seguito della decisione di dirottare le risorse cantieristiche di Danzica per completare l'incrociatore da battaglia SMS Lützow e gli incrociatori leggeri SMS Elbing e SMS Pillau. I lavori sulla nave ripresero seriamente solo dopo il completamento di questi progetti, e la Baden fu infine pronta per le prove in mare il 19 ottobre 1916; i test furono condotti tra dicembre e gennaio 1917 e la nave entrò ufficialmente in servizio il 14 marzo con la flotta tedesca. Le due navi gemelle della Baden all'epoca ancora in costruzione, la Sachsen e la Württemberg, erano entrambe incomplete alla fine della prima guerra mondiale e furono successivamente demolite, lasciando la Baden come ultima corazzata costruita per la Kaiserliche Marine. La maggior parte del suo equipaggio, incluso il suo capitano Victor Harder, proveniva direttamente dall'incrociatore Lützow, che era stato affondato nella battaglia dello Jutland nel giugno 1916.
Dopo essere entrata in servizio nella Flotta d'Alto Mare (Hochseeflotte), la Baden assunse il ruolo di nave ammiraglia del comandante della flotta, il viceammiraglio Franz von Hipper, posizione che mantenne fino alla fine della guerra. Alla fine di agosto del 1917, la Baden imbarcò il Kaiser Guglielmo II di Germania e lo portò a visitare l'isola fortificata di Helgoland, per poi riportarlo a Cuxhaven; durante questa sortita la nave urtò il fondale marino al largo di Cuxhaven, senza tuttavia subire danni ingenti. La nave ebbe poca attività per il resto dell'anno, poiché elementi significativi della Hochseeflotte furono distaccati per l'operazione Albion nel mar Baltico; con la flotta divisa, Hipper non poté intraprendere alcuna azione offensiva nel Mare del Nord e quindi la Baden rimase inattiva fino al completamento delle azioni nel Baltico.
Alla fine del 1917, le forze leggere della Flotta d'Alto Mare iniziarono a intercettare i convogli britannici diretti in Norvegia; in seguito a questi raid, l'ammiraglio David Beatty, comandante della Grand Fleet britannica, iniziò a distaccare delle corazzate dalla flotta da battaglia per proteggere i convogli. La Marina imperiale tedesca si trovò ora di fronte a un'opportunità che aveva atteso per tutta la guerra: una parte della Grand Fleet, numericamente più forte, era separata e poteva essere isolata e distrutta. Hipper pianificò l'operazione: gli incrociatori da battaglia del I Gruppo di Ricognizione (I. Aufklärungsgruppe), insieme a incrociatori leggeri e cacciatorpediniere, avrebbero attaccato uno dei grandi convogli, mentre il resto della Flotta d'Alto Mare sarebbe rimasto in attesa pronto ad attaccare lo squadrone di corazzate britanniche che fosse accorso in aiuto.
Alle 05:00 del 23 aprile 1918, la flotta tedesca salpò dalla rada di Schillig; Hipper, a bordo della Baden, ordinò che le trasmissioni radio fossero ridotte al minimo, per impedire intercettazioni radio da parte dell'intelligence britannica. Alle 06:10 gli incrociatori da battaglia tedeschi avevano raggiunto una posizione a circa 60 chilometri a sud-ovest di Bergen quando l'incrociatore da battaglia SMS Moltke subì un distacco dell'elica interna di dritta, che danneggiò gravemente i motori della nave. L'equipaggio effettuò riparazioni temporanee che permisero alla nave di navigare a 4 nodi, ma si decise di prendere la nave a rimorchio; nonostante questa battuta d'arresto, Hipper continuò verso nord. Alle 14:00, la flotta tedesca aveva attraversato più volte la rotta del convoglio ma non aveva trovato nulla e, alle 14:10, Hipper diresse le sue navi verso sud. Alle 18:37 la flotta tedesca era tornata sotto la protezione dei campi minati difensivi che circondavano le sue basi; si scoprì in seguito che il convoglio aveva lasciato il porto un giorno dopo rispetto a quanto previsto dallo stato maggiore tedesco.
Il 24 maggio, la Baden fece nuovamente scalo a Helgoland, questa volta per portare il comandante in capo della Marina, l'ammiraglio Reinhard Scheer, e il granduca Federico II di Baden a visitare l'isola. In agosto la Baden fu messa in bacino di carenaggio per manutenzione, tornando poi in forza alla Hochseeflotte il 24 agosto in preparazione di quella che sarebbe stata l'ultima grande esercitazione di addestramento della flotta, condotta il 6 settembre.

In qualità di ammiraglia della flotta, la Baden avrebbe dovuto partecipare a un'ultima azione navale prevista pochi giorni prima dell'armistizio; l'operazione prevedeva che la maggior parte della Flotta d'Alto Mare uscisse dalla sua base di Wilhelmshaven per ingaggiare la Grand Fleet britannica e infliggerle il maggior danno possibile, al fine di ottenere una migliore posizione negoziale per la Germania e qualunque fosse stato il costo per la flotta tedesca. Il 29 ottobre 1918, alle navi tedesche fu dato l'ordine di salpare da Wilhelmshaven per riunire la flotta nella baia di Jade, con l'intenzione di far partire l'attacco la mattina seguente. Tuttavia, a partire dalla notte del 29 ottobre, i marinai della corazzata SMS Thüringen si ammutinarono e, nelle prime ore del 30 ottobre, l'equipaggio della SMS Helgoland, che si trovava in navigazione direttamente dietro la Thüringen, si unì all'ammutinamento. Entrambe le navi si arresero dopo che due torpediniere arrivarono e minacciarono di aprire il fuoco, e gli equipaggi delle corazzate furono portati a terra e incarcerati; l'ammutinamento serpeggiava tuttavia nei ranghi dell'intera flotta, e l'umore dell'equipaggio della stessa Baden fu descritto come "pericoloso". La ribellione si diffuse poi a terra: il 3 novembre, circa 20000 marinai, operai portuali e civili scesero in piazza per protestare contro le autorità a Kiel nel tentativo di ottenere il rilascio degli ammutinati incarcerati; nel frattempo, il 9 novembre, la bandiera rossa dei socialisti fu issata a bordo della Baden, il che convinse finalmente Hipper e Scheer ad abbandonare il piano per l'ultimo attacco della flotta.
In origine, la Baden non doveva essere ceduta agli Alleati secondo i termini dell'armistizio di Compiègne, siglato dalla Germania l'11 novembre 1918, ma fu poi scelta come sostituita dell'incrociatore da battaglia Mackensen, che era ancora incompleto e non poteva quindi prendere il mare. Di conseguenza, invece di unirsi alla Flotta d'Alto Mare quando questa partì per Scapa Flow il 21 novembre 1918, la Baden lasciò la Germania il 7 gennaio 1919; dopo l'arrivo nella base britannica, la maggior parte del suo equipaggio fu prelevata dall'incrociatore leggero SMS Regensburg per essere riportata in Germania. La Royal Navy ispezionò la nave il 9 gennaio, ma molti degli strumenti tecnici, compreso l'equipaggiamento di artiglieria, erano stati rimossi prima che la nave lasciasse la Germania. La flotta tedesca rimase in cattività a Scapa Flow durante i negoziati della conferenza di pace di Parigi, che alla fine produssero il trattato di Versailles che pose fine alla guerra con la Germania. Una copia del The Times informò tuttavia il comandate della flotta, contrammiraglio Ludwig von Reuter, che le trattative stavano fallendo e che l'armistizio sarebbe scaduto a mezzogiorno del 21 giugno 1919, termine entro il quale la Germania avrebbe dovuto firmare il trattato di pace o riprendere le ostilità. Reuter giunse alla conclusione che i britannici intendevano sequestrare le navi tedesche dopo la scadenza dell'armistizio e, per impedirlo, decise di affondare la flotta alla prima occasione utile. La mattina del 21 giugno, la flotta britannica lasciò Scapa Flow per condurre manovre di addestramento; alle 11:20 Reuter trasmise l'ordine di autoaffondamento alle sue navi, e l'intera flotta tedesca si adagiò sui fondali di Scapa Flow.
Molti degli uomini a bordo della Baden erano stati selezionati per aiutare a scaricare una nave di rifornimento giunta quella mattina, e quindi i membri dell'equipaggio rimanenti non erano sufficienti per aprire le valvole di scarico a mare e allagare lo scafo della corazza contemporaneamente al resto della flotta. Di conseguenza, la Baden fu l'ultima grande nave da guerra ad iniziare il processo di autoaffondamento: questo consentì alle forze britanniche presenti nel porto di mettere in sicurezza la nave, tagliando le catene delle sue ancore e facendola arenare prima che potesse affondare in acque più profonde; l'allora tenente comandante Bruce Fraser guidò i marinai britannici che abbordarono la corazzata. La Baden fu l'unica nave da battaglia a non essere affondata con successo durante l'autoaffondamento della flotta tedesca; lo scafo della corazzata fu riportato a galla già il 19 luglio 1919, [ 28 ] dopodiché fu rimorchiato alla base navale britannica di Invergordon.

Dopo l'arrivo della nave a Invergordon, la Baden fu esaminata attentamente dai tecnici della Royal Navy. Gli ingegneri navali ispezionarono lo scafo, comprese le eliche, le chiglie di sentina e i timoni, per determinare la resistenza all'acqua della forma dello scafo. Si scoprì che la nave era efficiente all'incirca quanto le corazzate britanniche della classe Revenge. Il sistema di corazzatura della nave fu ampiamente studiato, e gli ingegneri britannici conclusero che la nave non era stata modificata per incorporare gli insegnamenti della battaglia dello Jutland del 1916.
Anche le torrette della batteria principale e i depositi di munizioni furono oggetto di un intenso esame; tra i test condotti ci fu una prova per vedere quanto velocemente i depositi potevano essere allagati per prevenirne la detonazione in caso di incendio: il risultato fu di appena 12 minuti per completare l'operazione. L'equipaggio della nave scuola di artiglieria HMS Excellent eseguì prove di caricamento sui cannoni della batteria principale: si scoprì che i cannoni potevano essere preparati a sparare in 23 secondi, 13 secondi più velocemente che nelle corazzate britanniche della classe Queen Elizabeth. Anche la paratia stagna della nave e i sistemi di protezione subacquea interessarono particolarmente il team di ispezione; i britannici prestarono molta attenzione alle apparecchiature di pompaggio e contro-allagamento della nave. All'inizio dell'ispezione, un operaio del cantiere navale rimase ucciso e molti altri feriti dopo che una candela incendiò i fumi nello scafo, causando un'esplosione; Edmund Abbott, un tenente della Royal Navy, fu insignito della medaglia Albert per i suoi tentativi di salvare i feriti durante l'incidente.
Dopo la conclusione dell'ispezione, si decise di utilizzare la Baden come bersaglio per le esercitazioni di artiglieria. Nel gennaio del 1921 fu ordinata la prima serie di prove, durante la quale gli artiglieri della Excellent spararono contro la nave i nuovi proiettili perforanti (AP) introdotti nella flotta britannica dopo la battaglia dello Jutland. Questa serie di prove servì a determinare il rapporto più efficiente di esplosivo nelle capsule detonanti; i proiettili sparati nello Jutland tendevano a frammentarsi quando colpivano corazze pesanti piuttosto che penetrarle. Il monitore HMS Terror si ormeggiò poi a circa 460 metri dalla Baden per sparare con i suoi cannoni da 38 cm a distanza ravvicinata; durante le prove la Baden fu inclinata a dritta mediante la rimozione di carbone e corazza dal lato di sinistra, per simulare l'effetto di un proiettile che colpisca la corazza con un angolo di immersione. La torretta del cannone più a prua era stata a quel punto rimossa. Il Terror sparò 17 proiettili di vario tipo contro la nave; dopo questi test, la Royal Navy concluse che i nuovi proiettili erano sufficientemente potenti da penetrare le corazze pesanti, ed erano molto più efficaci delle versioni precedenti che erano state impiegate nello Jutland. In seguito ai danni causati allo scafo dai test, il mare agitato fece affondare la nave nelle acque basse; dopo tre mesi fu nuovamente recuperata e messa in bacino per le riparazioni. La nave fu preparata per un secondo ciclo di test entro agosto 1921.
La seconda serie di test era prevista per il 16 agosto 1921. Il monitore HMS Erebus sparò una varietà di tipi di proiettili contro lo scafo della Baden con i suoi cannoni da 381 mm. Questa volta, i proiettili non ebbero lo stesso effetto contro la pesante corazzatura della Baden: uno dei proiettili AP non esplose e due proiettili semi-AP sembrarono frantumarsi all'impatto. Sei bombe aeree furono fatte detonare sulla nave, sebbene fossero state posizionate a bordo e fatte detonare a distanza; le bombe non ebbero l'effetto sperato. Dopo questo secondo ciclo di prove di artiglieria, lo scafo della Baden finì affondato nell'Hurd Deep a una profondità di circa 180 metri.
La scoperta più importante delle prove di fuoco contro la Baden fu che la corazza media spessa 18 cm era completamente inutile contro i proiettili di grosso calibro. Di conseguenza, la marina britannica adottò la corazza "tutto o niente" ideata dalla United States Navy: questo sistema consisteva nel proteggere le parti vitali della nave con una corazza estremamente pesante, lasciando il resto della nave completamente indifeso. Il nuovo tipo di corazzatura fu quindi adottato sulla prima classe di corazzate britanniche del dopoguerra, la classe Nelson.