| Saffo | |
|---|---|
| Autore | James Pradier |
| Data | 1852 |
| Materiale | marmo |
| Dimensioni | 118×70×120 cm |
| Ubicazione | Museo d'Orsay, Parigi |
Saffo (Sapho) è una scultura marmorea realizzata nel 1852 dallo scultore francese James Pradier. L'opera è di proprietà del dipartimento di scultura del museo del Louvre e dal 1986 si trova al museo d'Orsay, a Parigi.

Esposta al Salone del 1852, la scultura marmorea venne realizzata dopo che una versione bronzea alta la metà venne esposta al Salone del 1848. Secondo Jules Canonge, la modella che posò per questa versione era una giovane ebrea che si faceva chiamare Rachel e che proveniva dal faubourg du Temple. La posa che Rachel avrebbe assunto un giorno mentre aspettava lo scultore, seduta davanti al fuoco con lo sguardo perso nel vuoto, sarebbe stata l'ispirazione per quest'opera.
James Pradier morì improvvisamente poco prima dell'inaugurazione del Salone del 1852. Per questo motivo la scultura venne ricoperta da un velo nero e la medaglia d'onore del Salone venne conferita all'artista a titolo postumo.
La scultura venne acquistata dal Servizio per l'acquisto di opere di artisti viventi dopo essere stata esposta al Salone del 1852. In seguito venne trasferita nel castello di Saint-Cloud, dove rimase finché il palazzo non venne distrutto nel 1870. In seguito l'opera venne assegnata al museo del Louvre. Nel 1986 venne trasferita al museo d'Orsay, dove è conservata ed esposta come parte delle collezioni permanenti.

La scultura ritrae Saffo, una poetessa greca antica vissuta tra il VII e il VI secolo a.C. a Mitilene, sull'isola di Lesbo. Celebrata nell'antichità, delle sue poesie ci sono giunti solo dei frammenti. La tradizione le attribuisce delle poesie che descrivono la sua attrazione per le giovani donne, da cui deriva il termine "saffismo" per descrivere l'omosessualità femminile, mentre "lesbismo" prende il nome dall'isola di Lesbo.
L'opera misura 118 centimetri di altezza, 67 di larghezza e 120 di profondità. È firmata a datata nella parte sinistra della base, sotto la lira: "J. Pradier / 1852". Sulla roccia, sotto il piede della mitilenese, si trova l'iscrizione dorata "Σαπφώ", il suo nome scritto in lettere greche.
Saffo è seduta su un macigno. Indossa una veste e dei sandali all'antica, oltre a vari gioielli: due braccialetti, uno al polso e l'altro al braccio, due collane e un paio di orecchini. I suoi capelli sono raccolti e tenuti stretti da una fascia. La sua gamba sinistra è accavallata su quella destra, mentre le mani intrecciate riposano sul suo ginocchio. La sua testa è leggermente inclinata, mentre il suo sguardo è rivolto in avanti. Alla sua destra si trova una lira a forma di carapace, con alcuni elementi in bronzo dorato.
È probabile che l'opera ritragga Saffo sulla rupe di Leucade, qualche istante prima del suo suicidio, secondo una leggenda che ha ispirato altre opere d'arte nel diciannovesimo secolo, inclusa la Saffo abbandonata di Giovanni Dupré.
Il tema di Saffo occupa un posto importante nell'opera di James Pradier. Nel 1848, lo scultore espose al Salone una Saffo in piedi, che ritrae la poetessa mentre appoggia una mano su un altare a forma di colonnina ionica e con l'altra regge la sua lira. Una versione in bronzo di questa scultura è conservata a Osborne House, un'antica residenza reale situata sull'isola di Wight. In questa dimora si trova anche una Saffo in avorio scolpita da Henri de Triqueti, acquistata dalla regina Vittoria nel 1853.
La versione in bronzo che ritrae Saffo seduta è conservata al museo di belle arti di Angers.