Salih Jabr

Salih Jabr

Primo ministro dell'Iraq
Durata mandato29 marzo 1947 –
27 gennaio 1948
MonarcaFaysal II
(reggente Abd al-Ilah ibn Ali al-Hashimi)
PredecessoreNuri al-Sa'id
SuccessoreMohammed Hassan al-Sadr

Ministro degli affari sociali
Durata mandato22 febbraio 1940 –
31 marzo 1940
MonarcaFaysal II
Capo del governoNuri al-Sa'id

Ministro della giustizia
Durata mandatoottobre 1936 –
giugno 1937
MonarcaGhazi I d'Iraq
Capo del governoHikmet Suleyman

Dati generali
Partito politicoPartito della Nazione Socialista
Partito dell'Unione Costituzionale (1949-1951)

Sayyid Salih Jabr (in arabo صالح جبر‎?, Ṣāliḥ Jabr) (Nāṣiriyya, 1896 – Baghdad, 6 giugno 1957) è stato un politico iracheno, primo ministro dell'Iraq dal marzo 1947 al gennaio 1948.

Fu il primo musulmano sciita a ricoprire la carica di capo del governo nel suo Paese e nel corso della sua carriera fu, tra l'altro, ministro della giustizia, dell'istruzione, degli esteri, dell'interno e delle finanze.

Biografia

Primi anni e carriera

Nacque a Nassiriya nel 1896. Laureatosi alla Scuola di Giurisprudenza di Baghdad, intraprese la carriera di magistrato, che esercitò dal 1926 fino all'elezione al Parlamento iracheno nel 1930. Fu ministro dell'istruzione nel governo di Jamil al-Midfa'i dal 1933 al 1934 e successivamente, nel 1935, governatore di Karbala per un anno. Come governatore avviò un progetto idrico per modernizzare la città e porre fine all'uso di vasche per l'approvvigionamento quotidiano d'acqua; contribuì inoltre alla custodia dei doni e dei tesori offerti dall'estero e conservati nel Mausoleo dell'Imam Husayn.

Ministro della giustizia

Nell'ottobre 1936, dopo il colpo di Stato del generale Bakr Sidqi Jabr divenne ministro della giustizia nel governo di Hikmat Sulayman. In quel periodo era solito riunire di sera nella propria casa Sidqi, Sulayman, Muhsin Abu-Tabikh e altre personalità di rilievo per discutere di diverse questioni.

Jabr apparteneva a un gruppo di politici iracheni favorevoli ad ampie riforme sociali ed era convinto che il governo di Sulayman ne condividesse le idee. Deluso dalla deriva autoritaria del primo ministro, dalla repressione di scioperi e proteste e infine dalla rivolta degli sceicchi tribali dell'Eufrate, nel giugno 1937 si dimise insieme ad altri tre ministri favorevoli alle riforme: Kamil al-Chadirji, Ja'far Abu al-Timman e Yusuf Izz al-Din Ibrahim.

Dopo l'assassinio di Sidqi, Jabr inviò a Nuri al-Sa'id una lettera, datata 18 agosto 1937, in cui riferiva quanto accaduto.

Seconda guerra mondiale

Jabr tornò al governo il 22 febbraio 1940, quando fu nominato ministro degli affari sociali nel gabinetto di Nuri al-Sa'id, incarico che mantenne fino al 31 marzo dello stesso anno. Divenne poi governatore di Bassora, carica che conservò fino all'anno successivo. Quando Nuri al-Sa'id tornò a capo del governo nell'ottobre 1941, Jabr fu il primo sciita a ricoprire la carica di ministro dell'interno, e fu contemporaneamente ministro degli esteri; in quest'ultimo incarico fu sostituito l'8 ottobre 1942 da Abdullah al-Damluji.

In questo periodo Jabr sostenne la politica di Nuri al-Sa'id volta a estromettere dalla vita pubblica i sostenitori del panarabismo, considerati legati al governo di Rashid Ali al-Kaylani, rovesciato con l'aiuto britannico. Il governo di Nuri internò diverse centinaia di oppositori politici in un campo di prigionia e allontanò i panarabisti dall'esercito e dalla pubblica amministrazione. L'operato di Jabr, che partecipò attivamente a queste misure, fu tuttavia criticato sia dai sunniti, che ne disapprovavano la posizione, sia dagli sciiti, secondo i quali avrebbe dovuto favorire l'accesso di un maggior numero di correligionari ai posti vacanti nell'esercito e negli uffici pubblici. Fu infine ministro delle finanze nei governi di Nuri al-Sa'id e di Hamdi al-Bagiahgi.

Primo ministro

Nel marzo 1947 il reggente Abd al-Ilah ibn Ali al-Hashimi affidò a Jabr l'incarico di formare un nuovo governo e, con l'appoggio di Nuri al-Sa'id alla sua candidatura, Jabr costituì il nuovo esecutivo. Il suo governo dovette affrontare la grave siccità del 1946-1947, che colpì duramente la produzione di grano e di farina.

La questione palestinese

In politica estera, una delle questioni più pressanti per Jabr fu quella della Palestina, che egli, come molti altri, considerava la principale causa araba. Intorno al 16 marzo 1946 giunse a Baghdad una commissione d'inchiesta anglo-americana incaricata di indagare sulla questione palestinese. La commissione, guidata da John Arbuthnot, comprendeva membri conservatori del parlamento britannico e il proprietario del quotidiano statunitense Boston Herald; essa incontrò diversi dirigenti iracheni, tra cui Salih Jabr, il reggente Abd al-Ilah e il rabbino capo della comunità ebraica, Sassoon Khadouri.

Nonostante il buon esito degli incontri, il rapporto finale della commissione conteneva testimonianze inventate e numerose inesattezze e si pronunciava a favore dell'immigrazione in Palestina di 100.000 ebrei iracheni, ignorando il punto di vista iracheno. Jabr e il suo governo condannarono le conclusioni della commissione e l'ingerenza dei partiti sionisti da parte degli Stati Uniti, ritenendole contrarie ai diritti umani di palestinesi e iracheni. In risposta, Jabr invitò la Lega araba a riunirsi a Saoufar il 16 settembre 1947 per discutere la questione e negoziare con i britannici. Nello stesso periodo il suo ministro degli esteri, Fadhil al-Jamali, fu inviato alle Nazioni Unite per discutere il problema.

Il trattato di Portsmouth e la Wathba

Da primo ministro, Jabr avviò, insieme a Nuri al-Sa'id, negoziati con il Regno Unito per la revisione del Trattato anglo-iracheno del 1930. Le trattative si svolsero in segreto, per timore di disordini e della mobilitazione delle organizzazioni politiche che chiedevano la fine immediata dell'influenza britannica sull'Iraq. Furono resi pubblici soltanto gli articoli finali del nuovo accordo, noto come "trattato di Portsmouth" dal luogo della firma, nel 1948. L'accordo, concluso il 15 gennaio 1948, prevedeva il ritiro delle truppe britanniche dall'Iraq e il passaggio delle basi aeree britanniche all'Iraq, con la clausola che in caso di guerra il Regno Unito avrebbe potuto riprenderne il controllo. Per i rifornimenti e l'addestramento dell'esercito l'Iraq sarebbe rimasto legato a Londra, e i progetti di sviluppo delle forze armate sarebbero stati supervisionati da una commissione congiunta irachena e britannica. L'accordo avrebbe avuto una validità di 25 anni.

Le condizioni del trattato erano considerate solo di poco migliori di quelle dell'impopolarissimo accordo del 1930. Ciononostante suscitò grande indignazione in Iraq e provocò manifestazioni di migliaia di persone, passate alla storia come la rivolta di Al-Wathba. Il trattato prevedeva che il Regno Unito potesse intervenire a protezione dell'Iraq in caso di calamità, il che alimentò la convinzione che i britannici stessero deliberatamente indebolendo l'esercito iracheno per imporre il proprio dominio sul Paese. A Baghdad gli studenti, e in seguito gli operai, scioperarono e manifestarono ogni giorno lungo Via al-Rashid. Jabr, di ritorno dall'Inghilterra, fu costretto ad atterrare alla base della Royal Air Force di Habbaniyya e a rientrare a Baghdad sotto mentite spoglie. Il 26 gennaio 1948 ordinò alla polizia di usare le mitragliatrici contro i manifestanti, senza rendersi conto della gravità e delle dimensioni della protesta. La polizia sparò dalle autoblindo sui dimostranti che cercavano di attraversare il ponte al-Ma'mun, uccidendo tra le tre e le quattrocento persone. La situazione si aggravò ulteriormente: poeti come al-Jawahiri, il cui fratello era stato ucciso nel massacro e che recitò davanti alla folla, nella moschea di Haydar-Khana, una poesia di condanna della strage, e al-Sayyab contribuirono a mantenere vive le manifestazioni antibritanniche.

Al suo ritorno in Iraq Jabr insistette inizialmente per la ratifica del trattato. Dopo la strage del ponte al-Ma'mun, tuttavia, due ministri lasciarono il governo per protesta e Abd al-Ilah chiese le dimissioni di Jabr senza che il trattato venisse firmato. Jabr annunciò che non avrebbe firmato l'accordo negoziato e fu costretto a sconfessarlo, ma venne accusato di tradimento e attaccato con ancora maggiore durezza da diversi politici iracheni. Lasciò l'incarico dodici giorni dopo la pubblicazione del contenuto del trattato. Gli succedette come primo ministro il sayyid Muhammad al-Sadr, politico di lungo corso, mentre Jabr fuggì da Baghdad in Giordania e poi in Inghilterra. Le sue dimissioni furono festeggiate a Baghdad.

Gli anni successivi

Jabr non perse del tutto la propria influenza politica e alle elezioni parlamentari del giugno 1948 fece eleggere numerosi deputati della sua cerchia. L'anno successivo, insieme a questi deputati, aderì al Partito dell'Unione Costituzionale fondato da Nuri al-Sa'id. Fu ministro dell'interno per la terza volta nel governo di Tawfiq al-Suwaidi, rimasto in carica fino al settembre 1950. Anche in questa veste fu oggetto di attacchi di natura confessionale: i sunniti lo criticarono, accusandolo di corruzione e di voler imporre loro la propria dottrina. Constatato il malcontento anche all'interno del Partito dell'Unione Costituzionale, Jabr ne uscì e fondò il Partito della Nazione Socialista, originariamente denominato "Partito Popolare Socialista". Il suo programma si rivolgeva ai lavoratori, ai giovani intellettuali e agli sciiti dei villaggi lungo l'Eufrate, che già in passato avevano sostenuto Jabr.

Con il tempo Jabr divenne uno dei principali critici di Nuri al-Sa'id e un sostenitore della riforma elettorale, nel quadro della sua battaglia contro abusi e brogli. L'azione dell'opposizione non produsse tuttavia i risultati sperati: di fronte alle manifestazioni che essa aveva ispirato, il reggente acconsentì alla riforma elettorale, ma il Partito dell'Unione Costituzionale vinse comunque le elezioni parlamentari del 1953. Il partito di Jabr ottenne meno di dieci seggi. Prima del 1954 Jabr riorganizzò il gruppo come "Partito della Nazione Socialista", che ottenne 21 seggi alle elezioni del giugno 1954 e si dichiarò disponibile a collaborare con Nuri al-Sa'id e con l'Unione Costituzionale. Il parlamento fu però sciolto da re Faysal II prima di iniziare i lavori; alle elezioni del settembre 1954, i cui risultati sarebbero stati manipolati, il Partito della Nazione Socialista ottenne soltanto otto seggi, contro i 94 dell'Unione Costituzionale.

Morte

A giugno del 1957, durante una seduta del parlamento iracheno, Jabr fu colto da un infarto poco dopo aver pronunciato un discorso e morì dopo essere stato riportato a casa. I funerali si svolsero la mattina seguente e fu sepolto a Najaf.

Note

  1. ↑ (EN) Countries I, su rulers.org. URL consultato il 28 marzo 2021.
  2. ↑ Dougherty e Ghareeb 2013, p. 120
  3. ↑ (AR) Anecdotes and memories of Salih Jabr when he was active, su Al-Gardeniyya, 26 giugno 2021.
  4. ↑ Tripp 2010, pp. 118-119
  5. ↑ Dougherty e Ghareeb 2013, p. 343
  6. ↑ Abu-Tabikh 2003, pp. 223-224
  7. ↑ Tripp 2010, pp. 122-124
  8. ↑ Abu-Tabikh 2003, p. 272
  9. ↑ Dougherty e Ghareeb 2013, p. 690
  10. ↑ Dougherty e Ghareeb 2013, p. 120
  11. ↑ Tripp 2010, p. 143
  12. ↑ Dougherty e Ghareeb 2013, pp. 346-347
  13. ↑ Tripp 2010, p. 143
  14. ↑ Dougherty e Ghareeb 2013, p. 348
  15. ↑ Tripp 2010, pp. 154-155
  16. ↑ Kwiatkiewicz 2004, p. 31
  17. 1 2 3 4 Al-Duri 2025
  18. ↑ Tripp 2010, pp. 154-155, DeYoung 1998, p. 188
  19. ↑ Tripp 2010, pp. 154-155
  20. ↑ Kwiatkiewicz 2004, pp. 38-39
  21. ↑ Tripp 2010, p. 165
  22. ↑ Powers 2012, p. 266
  23. ↑ DeYoung 1998, p. 188
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  27. ↑ Tripp 2010, pp. 154-155
  28. ↑ Powers 2012, p. 266, Kwiatkiewicz 2004, pp. 42-44
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  32. ↑ Tripp 2010, pp. 161-164
  33. ↑ Tripp 2010, pp. 165-166
  34. ↑ Nohlen 2001, p. 101, Kwiatkiewicz 2004, p. 72
  35. ↑ Kwiatkiewicz 2004, pp. 113, 116-117
  36. ↑ Nohlen 2001, p. 102, Kwiatkiewicz 2004, p. 123
  37. ↑ Kwiatkiewicz 2004, p. 182
  38. ↑ (AR) Mahmoud Khalis, Dairy of al-Warq: Sixty Years of Modern Iraqi History in the Diaries of Mahmoud Khalis, vol. 1, al-Mu'assasa al-'Arabiyya li-l-Dirasat wa-l-Nashr, 2010, p. 470, ISBN 978-9953-36-105-5.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni


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