Inizialmente abitava in Tessaglia, ma si trasferì nell'Elide dove fondò la città di Salmonia.
Considerandosi pari a Zeus, volle che gli fossero tributati onori divini pretendendo sacrifici e la costruzione di un tempio in suo onore. Giunse persino ad imitare Zeus, procedendo per le vie della città su un carro trainato da quattro cavalli, tenendo in mano una fiaccola e imitando con la sua voce il rombo del tuono.
Un antico vaso greco raffigurante Salmoneo che si atteggia come Zeus.
Per tale motivo la sua città fu distrutta e venne mandato negli Inferi, dove, secondo Virgilio, lo incontrò Enea:
(latino)
«Vidi et crudelis dantem Salmonea poenas; dum flammas Iovis et sonitus imitatur Olympi quattor hic invectus equis et lampada quassans, per Graium populos mediaeque per Elidis urbem ibat ovans divomque sibi poscebat honorem, demens! qui nimbos et non imitabile fulmen aere et cornipedum pulsu simularet equorum»
(italiano) «E Salmoneo vidi ancora, che pene crudeli pagava: lui, che le fiamme di Giove e il rimbombo imitò dell'Olimpo, tirato da quattro cavalli e squassando una fiaccola, tra i popoli greci, per la città che dell'Elide è il cuore, andava, esaltandosi, per sé pretendendo dei numi l'onore: pazzo!, che i nembi e il non imitabile fulmine simulava col bronzo e il galoppo dei cavalli monungoli.»