| Saltus Marcius parte delle Guerre romano-liguri | |||
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| Data | ??-??-186 a.C. | ||
| Luogo | Colle Marcio, Stazzema, Versilia | ||
| Esito | Vittoria apuana | ||
| Schieramenti | |||
| Comandanti | |||
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| Perdite | |||
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Il Saltus Marcius (letteralmente "Salto di Marcio") è stata una battaglia avvenuta in Versilia durante la guerra apuana-romana. Lo scontro, il più noto della guerra tra i Liguri Apuani e l'Impero romano, vide quest'ultimi subire una pesante e inaspettata sconfitta, che rallentò di molto la loro conquista della Versilia.
I Liguri Apuani risiedevano in Versilia da quasi mille anni e per questo godevano di una conoscenza del territorio molto elevata che si dimostrò essenziale nella resistenza alle offensive romane. La Repubblica romana era molto più evoluta del popolo apuano, ma nonostante ciò la conquista della Versilia fu una delle fasi più complicate della sua storia. L'invasione, cominciata nel 193 a.C. e terminata solo tredici anni dopo nel 180 a.C., fu più volte respinta dalla nazione ligura, che nonostante disponesse di armamenti e unità decisamente inferiori a quelli romani, si batté con forza fino all'ultimo, mettendo in seria difficoltà i suoi avversari.
Le fonti, soprattutto l'Ab Urbe condita libri CXLII di Livio, opera che racconta la storia di Roma, raccontano che un esercito romano, condotto dal console Quinto Marcio Filippo, venne attirato in un passo montano stretto e scosceso, cadendo in un’imboscata preparata con cura dagli Apuani. L’attacco fu devastante: migliaia di legionari furono uccisi, gran parte delle insegne militari caddero in mano nemica e lo stesso comandante romano si salvò a stento (venne ferito da un giavello ligure alla gamba, e soccorso in punto di morte dai suoi uomini), riuscendo a radunare i superstiti e a condurli verso territori più sicuri.
Lo storico romano racconta che i Romani dovettero spogliarsi delle armi soltanto per battere in ritirata più velocemente:
La memoria della catastrofe rimase così viva da fissarsi nel toponimo Saltus Marcius, la cui localizzazione è stata dibattuta dagli studiosi moderni per molti anni: alcuni lo identificarono con l’attuale Marciaso in Lunigiana, altri con i monti di La Spezia, altri ancora con l’area collinare di Lerici. Alla fine fu identificato in una collina situata lungo il sentiero che porta da Retignano a Volegno, in Versilia, e oggi porta il nome di Colle Marcio.
La disfatta del Saltus Marcius del 186 a.C. rappresentò quindi un forte colpo per Roma e spinse il Senato romano a compiere un vero e proprio ripensamento della strategia militare in Liguria. Nei venti immediatamente successivi i consoli ricevettero per ben cinque volte l’incarico di condurre campagne sistematiche contro gli Apuani, con il principale obiettivo di respingere le loro scorrerie e di sovrastare per sempre la resistenza della tribù.
La guerra durò più di un decennio e assunse toni piuttosto cruenti: le operazioni si svolgevano in territorio montuoso ed ostile, scarsamente controllabile, e i Romani rispondevano con incendi di villaggi, rastrellamenti della popolazione e deportazioni di massa. Il punto di svolta si ebbe nel 180 a.C., quando i consoli Publio Cornelio Cetego e Marco Bebio Tanfilo poterono vantare una vittoria definitiva. Sorpresi dalla rapidità delle azioni romane e spaventati dall’ampiezza delle forze schierate, gli Apuani si arresero senza combattere. Circa 40.000 di loro furono deportati nelle pianure del Sannio e della Lucania, dove furono insediati come coloni forzati, in villaggi che da allora furono chiamati Ligures Baebiani et Corneliani. Con questa azione i Liguri Apuani cessavano di essere una popolazione indipendente e iniziava la strada che avrebbe portato il loro territorio a essere a tutti gli effetti parte del mondo romano.