| Salvatore Mario Mulas | |
|---|---|
| Tenente delle Guardie di Pubblica Sicurezza, funzionario DIGOS Questura Torino | |
| Durata mandato | 1979 – 1984 |
| Commissario capo, dirigente DIGOS Questura Nuoro | |
| Durata mandato | 1984 – 1987 |
| Vice Questore Aggiunto, dirigente Squadra Mobile Questura Nuoro | |
| Durata mandato | 1987 – 1992 |
| Primo Dirigente, dirigente Squadra Mobile Questura Palermo | |
| Durata mandato | 1992 – 1994 |
| Primo Dirigente, dirigente Squadra Mobile Questura Torino | |
| Durata mandato | 1994 – 2000 |
| Questore di Gorizia | |
| Durata mandato | 2001 – 2002 |
| Questore di Nuoro | |
| Durata mandato | 2003 – 2006 |
| Questore di Novara | |
| Durata mandato | 2006 – 2008 |
| Questore di Cagliari | |
| Durata mandato | 2008 – 2011 |
| Prefetto di Sassari | |
| Durata mandato | 2011 – 2015 |
| Prefetto di Verona | |
| Durata mandato | 2015 – 2019 |
| Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile | |
| Durata mandato | 2019 – 2020 |
| Dati generali | |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Professione | Dirigente della Polizia di Stato |
Salvatore Mario Mulas (Macomer, 13 settembre 1955) è un dirigente pubblico italiano della Polizia di Stato.
Nato a Macomer il 13 settembre 1955, ha frequentato l’Accademia del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, conseguendo, nel 1979, la nomina a Tenente.
Prefetto della Repubblica, già Questore della Repubblica, è stato anche un investigatore della Polizia di Stato impegnato nella lotta al terrorismo, alla criminalità sarda e al banditismo sardo, alla mafia siciliana, in contesti operativi complessi. Ha affrontato periodi salienti della storia del Paese dagli anni '80 sino al 2020.
Conseguita la nomina a Tenente delle Guardie di Pubblica Sicurezza, viene assegnato alla Questura di Torino, dove ha prestato servizio quale funzionario addetto alla Sezione Antiterrorismo della DIGOS (Divisione Investigazioni Speciali e Operazioni Speciali), partecipando a importanti operazioni contro le formazioni terroristiche, come Prima Linea e le Brigate Rosse, che hanno portato all’arresto di numerosi esponenti dell’eversione. Partecipò alla cattura dei terroristi che uccisero il Vice Brigadiere dei Carabinieri Benito Atzei a Rocca Canavese e di quelli responsabili dell'efferata rapina al Banco di Napoli di Torino. Fu impegnato anche durante le proteste della c.d. marcia dei 40.000.
Trasferito alla Questura di Nuoro nel 1984, ha assunto la direzione della DIGOS, conseguendo risultati nell’azione di contrasto ai gruppi terroristici isolani. Sempre alla Questura di Nuoro, nell’anno 1987, è nominato Dirigente della Squadra Mobile. In tale funzione si trova ad affrontare un complesso contesto operativo di eventi criminosi legati al fenomeno dei sequestri di persona, partecipando al conflitto a fuoco nella località di Osposidda e alla liberazione di Cristina Berardi, ed al fenomeno delle faide, come quella di Mamoiada, che hanno insanguinato l'entroterra della Barbagia. Sotto la sua direzione la Squadra Mobile nuorese ha elevato l'attività di contrasto criminale. Sotto la sua dirigenza sono stati catturati numerosi importanti latitanti, come Matteo Boe,e individuati sodalizi criminali dediti a attentati, rapine furgoni portavalori e decine di omicidi al mese. Quale riconoscimento di tale impegno contro la criminalità è stato promosso per merito straordinario a Primo Dirigente della Polizia di Stato.
Dopo la promozione al merito straordinario, viene trasferito alla Questura di Palermo, nell’anno 1992, dove assume l'importante e complesso incarico di Dirigente della Squadra Mobile, proprio dopo la c.d. stagione delle stragi. Si distingue per le numerose brillanti operazioni finalizzate al contrasto del fenomeno mafioso che portano, fra l'altro, alla cattura di latitanti affiliati alle cosche delle pericolose famiglie criminali presenti nel palermitano. Nel capoluogo siciliano si è dedicato – istituendo un’apposita Sezione della Squadra Mobile – alla repressione dei delitti contro la Pubblica Amministrazione, iniziando filoni di indagine sulla Sanità, i Trasporti, gli appalti nei settori di pubblica rilevanza.
Nel 1994 ritorna alla Questura di Torino per dirigere la Squadra Mobile, conseguendo importanti risultati in indagini connesse ad omicidi efferati ed al contrasto delle organizzazioni criminali.
Promosso Dirigente Superiore il 1° gennaio 2001, è nominato Questore di Gorizia in un particolare momento storico, che vedeva il territorio dell’isontino come porta d’ingresso dell’immigrazione illegale sul fronte nord-est del territorio nazionale. Quale Questore di Gorizia imposta una efficace strategia che permetteva di ridurre drasticamente il flusso immigratorio irregolare.
Nel 2002 è nominato Questore di Nuoro, da sempre ambiente difficile ad alto indice di criminalità. Nel corso di quell’anno e nei primi mesi del 2003, la sua strategia, sostenuta dalla pregressa esperienza investigativa sul territorio, riesce a ridurre notevolmente il numero degli omicidi, si occupa del fenomeno degli assalti ai furgoni portavalori e affronta il periodo del terrorismo sardo con le indagini e gli arresti della DIGOS nuorese dei componenti dei Nuclei proletari per il comunismo e dell’Organizzatzione indipendentista rivoluzionaria.
Il 2 gennaio 2006 assume l'incarico di Questore di Novara dove si occupa di alcune vicende salite alla ribalta della cronaca nazionale per la loro tragicità ed efferatezza.
Il 4 agosto 2008 assume la direzione della Questura di Cagliari e il 5 agosto 2009 è nominato Dirigente Generale della Polizia di Stato. Ha gestito servizi di sicurezza per eventi importanti, come la visita di Papa Benedetto XVI e disastri ambientali come l'alluvione del 2008 e ha lavorato sul contrasto alla criminalità isolana, coordinando il lavoro delle altre Questure dell'Isola. Ha gestito le tifoserie ultras locali con severi provvedimenti sanzionatori.
Nominato Prefetto il 28 agosto 2011, è incaricato di svolgere le funzioni di Prefetto di Sassari. Durante il suo incarico a Sassari ha gestito importanti vertenze lavorative, in particolare legate al settore industriale e minerario dell'area di Porto Torres, come le crisi della Porto Torres Termica e della Petrolchimica, intervenendo con convocazioni al tavolo prefettizio per cercare soluzioni tra aziende e sindacati, spesso con esiti complessi legati alla riconversione industriale e alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
Il 25 giugno 2015 viene nominato Prefetto di Verona. In tale nuovo incarico individua formule moderne e trasparenti di gestione, condividendo gli obiettivi strategici con le Istituzioni Locali. Esperto in “gestione della sicurezza” ed attento alle potenzialità imprenditoriali del territorio scaligero, insidiato da tentativi di infiltrazione mafiosa, ha adottato numerose interdittive antimafia per consentire alle aziende sane di produrre ed investire in un territorio più sicuro. Sensibile alla situazione occupazionale, ha seguito importanti vertenze che hanno coinvolto aziende ed enti pubblici, riuscendo a tutelare centinaia di posti di lavoro. Nella gestione delle presenze di stranieri irregolari ha sempre stimolato la ricerca di soluzioni concertate con le Amministrazioni Locali, equilibrate e durature, in linea anche con le direttive governative.
Il 4 febbraio 2019 è stato destinato a Roma, per svolgere le funzioni di Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile del Ministero dell'Interno. Nella direzione del Dipartimento della Vigili del Fuoco ha affrontato situazioni complesse con trasparenza e determinazione, portando un risultato atteso da diversi decenni: l'effettiva armonizzazione del trattamento retributivo dei Vigili del Fuoco rispetto al personale delle altre forze dell'ordine. Ha cessato dall'incarico nel 2020, andando in quiescenza.
Sposato, è padre di due figli.