| Samhain | |
|---|---|
| Tipo | pagana (politeista) |
| Data | 31 ottobre - 1º novembre |
| Celebrata in | paesi di origine celtica e gaelica |
| Religione | Celtismo, mitologia celtica, Wicca |
| Oggetto della ricorrenza | passaggio stagionale, Capodanno celtico |
| Ricorrenze correlate | Halloween (cristiana), Tutti i Santi (cristiana), Commemorazione dei defunti (cristiana) |
| Tradizioni | falò, ricovero del raccolto, ricovero del bestiame |
| Tradizioni culinarie | idromele, caldarroste, zucca, vin brulé |
| Data d'istituzione | ante IV secolo a.C. |
| Altri nomi | Halloween e Lemuria |

Il Samhain (pronuncia irlandese: [ˈsˠəunʲ], scozzese gaelica: [ˈs̪ãũ.ɪɲ], inglese: [ˈsɑːwɪn], [ˈsaʊɪn] o [ˈsaʊeɪn]), scritto anche Sauin (alla mannese e, in questa lingua, pronunciato [ˈsoːɪnʲ]), è un'antica festa celtica pagana, celebrata tra il 31 ottobre e il 1º novembre, conosciuta anche come Samonios[senza fonte] e Capodanno celtico.
Risalente al VI secolo a.C., o addirittura prima, il suo nome deriverebbe dall'irlandese antico samain, samuin o samfuin, che si suppone significhi "fine dell'estate" (in irlandese moderno, invece, significa "novembre"). Successivamente diventò anche una festività neopagana, celebrata negli stessi giorni, in particolare nell'ambito del Celtismo e della Wicca; secondo la ruota dell'Anno, nell'emisfero australe il Samhain si celebra tra il 30 aprile e il 1º maggio, data che nell'emisfero boreale corrisponde invece alla notte di Valpurga, a essa stagionalmente speculare.
Le celebrazioni di Samhain, sia quelle religiose sia quelle folcloristiche, hanno origine da un'antica festività del paganesimo celtico, che ha influenzato anche la festa popolare di Halloween e la festività cristiana di Tutti i Santi.
Il Calendario di Coligny — un'epigrafe in bronzo del II secolo d.C. ritrovata nel 1897 in un vigneto francese — è l'unica fonte archeologica che fa riferimento al computo del tempo presso i Celti; su questo calendario, l'unica festa chiaramente indicata è il Trinuxtion Samoni o Samonios, un periodo di tre notti che segnava l'inizio del mese omonimo. Gli studiosi ritengono che questo antico calendario continentale rappresenti il precursore della festa irlandese di Samhain, e che i Celti dividessero l'anno in due metà: una "oscura", che iniziava con il mese di Samonios (corrispondente a ottobre-novembre), e una "chiara", che iniziava con il mese di Giamonios (corrispondente ad aprile-maggio, e associato più tardi alla festa di Beltane).
La vigilia del mese di novembre (in irlandese Oíche Shamhna) segnava dunque, nella tradizione gaelica successiva, l'inizio del nuovo anno agricolo, dopo la fine dei raccolti e la macellazione del bestiame in preparazione all'inverno; oggi, in Irlanda, Oíche Shamhna indica semplicemente la notte di Halloween. I falò avevano un ruolo centrale nella celebrazione: le ossa del bestiame macellato venivano gettate nel fuoco comune, i fuochi domestici venivano spenti e ogni famiglia riaccendeva il proprio focolare da un falò sacro acceso sulla collina di Tlachtga, nella contea di Meath, non lontano dalla collina reale di Tara.
Va segnalato che l'idea, oggi molto diffusa, secondo cui Samhain rappresentasse un momento "fuori dal tempo" tra un anno e l'altro, e fosse fondamentalmente una festa dedicata ai morti, non si basa su fonti di prima mano dell'epoca celtica precristiana, ma nasce da interpretazioni moderne: fu il celtista gallese John Rhys, alla fine del XIX secolo, a teorizzare per primo — sulla base del folklore irlandese e gallese raccolto in epoca contemporanea, e non di testi antichi — che Samhain segnasse un "nuovo inizio" cosmico; l'antropologo scozzese James Frazer riprese e ampliò questa idea sostenendo che la festa dovesse necessariamente derivare da un più antico culto pagano dei morti, poi soppiantato dalle festività cristiane di Ognissanti e dei Morti — pur ammettendo egli stesso, in seguito, di non avere prove dirette a sostegno di tale tesi. Ciò non significa che il legame tra Samhain e il mondo dei morti sia del tutto privo di fondamento nella tradizione successiva — testi medievali irlandesi, redatti da monaci cristiani secoli dopo la conversione dell'isola, effettivamente descrivono la notte di Samhain come un momento in cui i confini tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliano, permettendo a spiriti e altre entità sovrannaturali di passare da un regno all'altro — ma va ricordato che si tratta di fonti scritte secoli dopo i fatti presunti, filtrate dalla sensibilità cristiana medievale, e non di testimonianze contemporanee alla civiltà celtica pagana.
Il legame tra la festa celtica e il calendario cristiano fu comunque reale, sebbene di segno opposto a quanto talvolta si racconta: fu papa Gregorio III, a metà dell'VIII secolo, a spostare la celebrazione cristiana di Ognissanti (istituita nel 609 da papa Bonifacio IV al 13 maggio) al 1º novembre, facendola coincidere con il periodo in cui si teneva tradizionalmente Samhain.
I Romani entrarono in contatto con la cultura dei Celti, la cui festa di Samhain presentava alcune affinità con diverse celebrazioni romane dedicate ai morti. La più nota, la Lemuria (o Lemuralia), si teneva però in un periodo diverso dell'anno, il 9, l'11 e il 13 maggio, quando i capifamiglia romani compivano riti notturni per allontanare i lemuri, gli spiriti inquieti dei morti, dalle proprie case. Più vicina per significato e modalità rituale risultava invece la celebrazione del Mundus Cereris: una fossa rituale situata nel Comitium del Foro Romano, che veniva aperta tre volte l'anno (tra cui una in autunno) permettendo, secondo la credenza romana, la comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Con la cristianizzazione, la festa romana del 13 maggio dedicata a tutti i martiri — istituita nel 609 da papa Bonifacio IV in sostituzione della Lemuria pagana — venne progressivamente spostata al 1º novembre. Fu papa Gregorio III, il 1º novembre 735, a dedicare un oratorio nella basilica di San Pietro alle reliquie degli apostoli, dei martiri e di tutti i santi, rendendo così il 1º novembre la data della celebrazione a Roma; la festa venne poi estesa a tutta la Chiesa d'Occidente nel 835, per iniziativa di papa Gregorio IV e con un decreto dell'imperatore Ludovico il Pio.
Il 1º novembre a Roma si festeggiava già, indipendentemente da questo processo, san Cesario (o Cesareo) di Terracina, diacono e martire venerato come santo tutelare degli imperatori romani; secondo la tradizione, papa Damaso avrebbe fatto trasferire le sue reliquie da Terracina alla Domus Augustana, sul Palatino, proprio perché l'imperatore avesse un santo protettore che portasse il nome "Cesario", eco del titolo imperiale dei Cesari. Secondo una fonte specialistica, la data del 1º novembre per la sua festa sarebbe stata scelta proprio in ricordo della celtica "Festa degli Eletti"; ogni anno, in quel giorno, una solenne processione guidata dal pontefice partiva dalla basilica dei Santi Cosma e Damiano, sul Foro Romano, per raggiungere il Palatino in onore sia del diacono Cesario sia degli imperatori romani ivi sepolti o comunque legati al culto del luogo.
Più tardiva di circa un secolo e mezzo (998) risulta invece l'istituzione della Commemorazione di tutti i defunti (2 novembre), questa volta per iniziativa dell'abate di Cluny Odilone, che ne rese obbligatoria la celebrazione in tutti i monasteri a lui sottoposti.

Samhain è oggi ripreso nella cultura neopagana. È una delle feste principali nella Ruota dell'anno per i wiccan (nello specifico quello in cui allegoricamente il Dio muore e la Dea ne piange la scomparsa) ed è una festa etnica tradizionale per i ricostruzionisti celtisti. Questi ultimi lo celebrano nel rispetto più scrupoloso possibile delle usanze celtiche storiche.
La festività corrispondente nel neopaganesimo germanico è Winternights (anche chiamato Winternacht, Vetrablot o Vetrnætr [Veturnètur]).
Insieme a Imbolc, Beltaine e Lughnasa, Samhain era una delle quattro feste principali del calendario gaelico, che segnava la fine del raccolto e l'inizio dell'inverno. Le usanze di Samhain sono menzionate in diversi testi medievali.
Simile a Bealtaine, i falò venivano accesi sulle cime delle colline a Samhain e c'erano dei rituali che li coinvolgevano. Il folclorista Florence Marian McNeill afferma che un fuoco forzato (o necessario) era il modo tradizionale di accenderli, ma osserva che questo metodo si estinse gradualmente. Allo stesso modo, tradizionalmente venivano usati solo alcuni tipi di legno, ma documenti successivi mostrano che molti tipi di materiale infiammabile venivano bruciati. Si suggerisce che gli incendi fossero una specie di magia imitativa o simpatica: imitavano il Sole, aiutando i "poteri di crescita" e trattenendo il decadimento e l'oscurità dell'inverno. Potrebbero anche servire simbolicamente a "bruciare e distruggere tutte le influenze dannose". I resoconti del 18º e 19º secolo suggeriscono che gli incendi (così come il loro fumo e le loro ceneri) fossero ritenuti avere poteri protettivi e purificatori.
I falò venivano usati nei rituali di divinazione, anche se non tutta la divinazione prevedeva il fuoco. Nell'Ochtertyre (una casa di campagna e tenuta a Perth e Kinross, in Scozia) del XVIII secolo, un anello di pietre, una per persona, veniva deposto attorno al fuoco, forse su uno strato di cenere. Tutti poi gli girarono intorno con una torcia, "esultanti". Al mattino, le pietre venivano esaminate e se ne veniva smarrita una si diceva che la persona che rappresentava non sarebbe vissuta fuori l'anno. Un'usanza simile è stata osservata nel Galles settentrionale e in Bretagna. James Frazer suggerisce che questo potrebbe derivare da "un'antica usanza di bruciare effettivamente" (cioè il sacrificio umano) o potrebbe essere sempre stato simbolico. La divinazione ha probabilmente fatto parte della festa fin dai tempi antichi, ed è sopravvissuta in alcune zone rurali.
Alle feste domestiche in tutte le regioni gaeliche e nel Galles, c'erano molti rituali intesi a indovinare il futuro di coloro che si erano riuniti, specialmente per quanto riguarda la morte e il matrimonio. Mele e nocciole erano spesso usate in questi riti e giochi di divinazione. Nella mitologia celtica, le mele erano fortemente associate all'altromondo e all'immortalità, mentre le nocciole erano associate alla saggezza divina.
Due nocciole venivano tostate vicino al fuoco. Se le noci saltavano via dal fuoco, era un brutto segno, ma se le noci venivano arrostite si prediceva una buona partita. Gli oggetti erano nascosti nel cibo - di solito una torta, un barmbrack, un cranachan, un champ o sowans - e porzioni di esso servite a caso. Il futuro di una persona è stato predetto dall'oggetto che è capitato di trovare; per esempio un anello significava matrimonio e una moneta significava ricchezza.
Come notato in precedenza, Samhain era visto come un tempo liminale, in cui il confine tra questo mondo e l'altromondo poteva essere superato più facilmente.
Anche i morti furono onorati a Samhain. L'inizio dell'inverno potrebbe essere stato visto come il momento più adatto per farlo, poiché in natura era un periodo di "morte". Si pensava che le anime dei morti tornassero nelle loro case in cerca di ospitalità. I posti erano apparecchiati a tavola e accanto al fuoco per accoglierli. La convinzione che le anime dei defunti tornino a casa una notte dell'anno e debbano essere placate sembra avere origini antiche e si ritrova in molte culture nel mondo.