| Samatya | |
|---|---|
| semt | |
| Stato | |
| Città | Istanbul |
| Distretto | Fatih |
Samatya (in greco Ψαμάθεια?, Psamatheia) è un quartiere (in turco semt) storico del distretto di Fatih a Istanbul. Si trova sul mar di Marmara, e coincide in parte con la mahalle di Koca Mustafapaşa, confinando ad ovest con quella di Yedikule ("Castello delle sette torri").
Il nome ha avuto origine dal greco Ψαμάθιον (pr. Psamathion), che significa "sabbioso", a causa della grande quantità di sabbia presente sulle sue coste che danno sul mare.
Intorno al 383 venne stabilita a Costantinopoli, a Psamatheia, la prima comunità monastica fuori dalle mura della città.

Fino a tempi recenti, Samatya era per lo più abitata da armeni, che si erano stabiliti qui nel 1458 per concessione del sultano Mehmet II, e che posseggono la chiesa di San Giorgio di Samatya, chiamata anche Sulu Manastiri (monastero dell'acqua) – anticamente una chiesa ortodossa esistente da prima della caduta di Costantinopoli, ed appartenente ad una comunità greca, che possiede ancor oggi anche le chiese dell'Ascensione di Cristo (Hristos Analipsis), di San Giorgio dei cipressi, di San Nicola e di San Mena (Haghios Menas).
La zona venne distrutta nel 1782 da uno dei peggiori incendi che abbiano mai colpito Istanbul.
Oggi gli armeni hanno lasciato Samatya per trasferirsi in altre zone di Istanbul. Il loro posto è stato preso da gente proveniente dalle regioni di sud-est della Turchia.
A Samatya si trova un grande ospedale pubblico, l'İstanbul Eğitim ve Araştırma Hastanesi.
Samatya ha una stazione ("Kocamustafapaşa") sulla linea T6 Sirkeci-Kazlıçeşme, chiamata Koca Mustafa Paşa..
Nel quartiere è presente uno dei più caratteristici mercati ittici di Istanbul, situato proprio di fronte alla stazione.