| San Geminiano | |
|---|---|
Vescovo | |
| Nascita | Cognento, 15 gennaio 312 |
| Morte | Modena, 31 gennaio 397 (85 anni) |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Ricorrenza | 31 gennaio |
| Patrono di | Modena, Guiglia, Massa Finalese, Pieve d'Olmi, Pontremoli, San Gimignano, Vielmur-sur-Agout |
Geminiano, citato anche come Gimignano o Gemignano (Cognento, 15 gennaio 312 – Modena, 31 gennaio 397), è stato vescovo di Modena, città di cui è anche patrono. Viene venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
| Gimignano di Modena vescovo della Chiesa cattolica | |
|---|---|
| Incarichi ricoperti | Vescovo di Modena (342/344 - 396 circa) |
| Nascita | 15 gennaio 312 a Cognento |
| Morte | 31 gennaio 397 a Modena |




Geminiano era di famiglia romana. Fu diacono del vescovo Antonio al quale successe per scelta dei suoi concittadini. Geminiano fu un uomo di molta fede, e per questo i fedeli lo ricordano per il potere che avrebbe avuto sui demoni; fu per questo che la fama della sua santità arrivò sino alla corte di Costantinopoli, dove si recò per guarire la figlia dell'imperatore Gioviano.
Nel 390 (o, secondo altre datazioni nel 393) fu presente al concilio dei vescovi dell'Italia settentrionale, presieduto da sant'Ambrogio per condannare l'eretico Gioviniano.
Fu molto impegnato, insieme con altri vescovi della Romagna (san Mercuriale di Forlì, san Rufillo di Forlimpopoli, san Leo di Montefeltro e san Gaudenzio di Rimini), a combattere l'eresia ariana, molto diffusa in quella zona.
La Relatio translationis S. Giminiani, manoscritto del XII secolo, conservato nell'Archivio capitolare, descrive la traslazione e la ricognizione del corpo di san Geminiano avvenute rispettivamente il 30 aprile e il 7 ottobre 1106, alla presenza di papa Pasquale II, Matilde di Canossa e di tutti i cittadini modenesi. Dopo questa, segue un'altra ricognizione per opera di Lucio III, il 12 luglio 1184, quando, in viaggio per Verona, si fermò a Modena per consacrarvi il duomo. Dopo il 1184 nessun'altra ricognizione fu compiuta fino al 1955.
Oltre al viaggio in Oriente per curare la figlia dell'imperatore, san Geminiano è famoso per altre due leggende agiografiche. Nel 452 Attila, sovrano degli Unni, disceso in Italia dal Veneto, si apprestava a mettere a ferro e fuoco anche Modena. Gli abitanti della città fecero ricorso a san Geminiano che invocò l'aiuto di Dio e fece scendere la nebbia sulla città: Attila non riuscì a individuarla e proseguì verso Sud.
L'altra leggenda riguarda l'apparizione a Carlo D'Amboise, comandante delle milizie francesi che febbraio di quell'anno san Geminiano apparve ai francesi sotto aspetto terrificante, quasi di demone. Alla vista del "glorioso vecchio" il capitano e le sue truppe retrocedettero precipitosamente verso Rubiera e molti soldati perirono annegati nel fiume Secchia. L'esercito si disperse spaventato nelle vicine terre e il comandante, atterrito a morte, si suicidò di lì a poco nella vicina Correggio.
La festa liturgica si celebra il 31 gennaio, giornata in cui, oltre ad essere morto, nella cripta del duomo di Modena dove è sepolto, ogni anno viene esposto il corpo del Santo, all'interno del sarcofago che ne contiene le ossa ricomposte e vestite con abiti liturgici.
È patrono, oltre a Modena, delle città di Pieve d'Olmi, di San Gimignano, di Massa Finalese, di Guiglia, di Arese e di Pontremoli dove, da sempre, viene acceso, al calar della sera, il falò di San Geminiano.
È patrono inoltre di Vielmur-sur-Agout, piccolo centro abitato nella regione francese del Midi-Pirenei: attorno al 1090 una nipote di Matilde di Canossa andò in sposa a Bertrando II di Tolosa.
Nell'ambito della pittura italiana, il Santo è rappresentato numerose volte. Il dipinto di Bernardino Loschi, l'Incoronazione della Vergine fra i santi Geminiano e Felice, firmato e datato 1500, conservato nella chiesa parrocchiale di San Felice sul Panaro è la prima significativa testimonianza della precoce trasformazione dell'immagine del santo da figura devozionale medievale a santo patrono inserito nel linguaggio della pala rinascimentale. La più celebre rappresentazione rinascimentale è la Madonna di San Sebastiano (1524 circa) di Correggio conservata a Dresda nella Gemäldegalerie Alte Meister; la pala fu dipinta per la Confraternita di San Sebastiano di Modena. Geminiano compare al centro, in abiti episcopali, mentre un angelo gli presenta il modellino della città di Modena, con la torre del Duomo. Ai lati sono San Sebastiano e San Rocco. Di Nicolò dell'Abate va ricordato San Geminiano (1537), conservato nel Museo civico di Modena. Agli inizi del XVII secolo Bartolomeo Schedoni dipinge nel 1606 una delle opere decisive per l'iconografia successiva del santo. Il pittore lo rappresenta a mezzobusto, in ricchi paramenti episcopali, mentre tiene fra le mani il modello della città; due angioletti gli recano mitra e pastorale. La sua importanza è rilevante: il modello di Schedoni ebbe una fortuna straordinaria e venne copiato ancora nel Settecento e persino nell'Ottocento. Bartolomeo Schedoni fissa l'immagine "ufficiale" di San Geminiano: vescovo anziano, piviale sontuoso, città di Modena tra le mani, mitra e pastorale affidati agli angeli. Lodovico Lana nel 1633 dipinge San Geminiano che intercede per la cessazione della peste, conservata nel Palazzo comunale di Modena: realizzato dopo la terribile peste del 1630, come gonfalone processionale, rappresenta il Santo inginocchiato davanti alla Madonna del Rosario, che intercede per la città di Modena, rappresentata dettagliatamente in basso; il dipinto è particolarmente prezioso anche come documento topografico: sono riconoscibili la cinta muraria, la Ghirlandina e diversi edifici cittadini. Nel 1714 Giacomo Zoboli dipinge la Madonna col Bambino, San Geminiano e Sant'Antonio abate, pala d'altare conservata nella chiesa parrocchiale di Sant'Adriano III a Spilamberto (Modena).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 31840092 · ISNI (EN) 0000 0000 8700 7977 · BAV 495/76070 · CERL cnp00290258 · LCCN (EN) nr88008373 · GND (DE) 102470855 |
|---|